Tredici novelle brevi, tredici storie insolite che celebrano l'incidenza del caso sull'evolversi della vita, tredici trame che sottolineano la bizzarria di certe coincidenze ribadendo la loro assoluta autenticità. Auster ci regala un libretto esile mandando in stampa quello che sembra essere stato un vero quaderno di appunti, utilizzato nel corso degli anni per annotare tali vicende degne d'esser raccontate proprio in virtù della loro stravaganza. Non meraviglia, allora, il titolo della raccolta che l'editore Il Melangolo inserisce nelle sue nugae, e sembra quasi possibile immaginare “Il taccuino rosso” su cui l'autore ha vergato di proprio pugno le righe che andiamo a leggere. Siamo nel 1993, dopo il successo di “Trilogia di New York” e anche qui la prosa è agile, limpida di un'intimità quasi colloquiale col lettore. L'impressione è che lo scrittore condivida aneddoti tratti dal proprio quotidiano per il gusto di fermare questi ricordi in istantanee d'inchiostro, che ne evidenzino la singolarità. Come a voler suggerire un'idea di provvidenza lontana dal concetto manzoniano e volta a ribadire l'indecifrabilità del destino, che spesso sembra tutto fuorché casuale.
Il primo racconto è una divertita riflessione sulla spassosa consonanza del nome di uno studio legale con la professione stessa dei due titolari: “Argue and Phibbs”, dove to argue sta per discutere, argomentare e fibs (seguendo la pronuncia) sta per piccole bugie, frottole. Niente di più calzante per due avvocati. Nel secondo Auster scrive del periodo trascorso con L. nel sud della Francia come guardiano di una fattoria, in “una grande casa in pietra dell'Ottocento circondata su un lato da vigneti e sull'altro da una foresta demaniale”. Scrive del meraviglioso paesaggio, dell'isolamento e delle condizioni di ristrettezza economica di quei dodici mesi in cui non mancarono vere e proprie crisi di astinenza. Scrive del fortunato invito a cena grazie al quale evitarono di digiunare. Ma soprattutto rammenta il sapore della fame: quello della torta di cipolle preparata come ultima risorsa prima d'esser baciati dalla buona sorte e che, poi, risultò immangiabile. Il terzo pezzo ha per protagonista un partigiano serbo che, dopo aver riportato una grave ferita ad una gamba, si salva per ben due volte in circostanze del tutto fortuite. Il quarto è dedicato ad una monetina persa sotto casa e stranamente ritrovata a pochi centimetri dal proprio piede in tutt'altro posto. Il quinto è incentrato su un amore che somiglia alla trama di un film romantico e che invece, assicura Auster, è vita vera. Dopo un divorzio e numerose storie di poco conto, la forza di un nome risveglia un sentimento rimasto intatto per dieci anni e che trova il miglior epilogo possibile: un happy ending tanto perfetto da risultare quasi inverosimile. Il sesto è la storia di un libro introvabile che diventa regalo inaspettato per mano di una sconosciuta. Il settimo narra di due donne che si incontrano a Taiwan e scoprono via via parlando, che le rispettive sorelle vivono entrambe a New York nell'Upper West Side, al secondo piano del n.309 della 109ª strada. Insomma vicine di casa che non s'erano mai incrociate e che finiscono per stringere un rapporto d'amicizia col nostro solo quando il cerchio si chiude in modo del tutto occasionale, anni dopo, in una libreria. L'ottavo riferisce di una lettera rispedita al mittente e di cui Auster risulta l'autore, pur non avendola mai scritta. Il nono parla di un commovente ritorno al padre e della vita che si duplica per effetto della menzogna. Il decimo brano è la formulazione di un sospetto che ha del superstizioso, ma non può considerarsi del tutto infondato perché bucare quattro volte le gomme a distanza di anni e, in tutta la propria carriera di guidatore, farlo sempre in compagnia della stessa persona, dà adito a qualche ragionevole dubbio. L'undicesimo è la rivelazione di un segreto. Un'amica riferisce allo scrittore l'inquietante scoperta di una donna appena incrociata cui era capitato di rincontrare il padre perso a seguito della guerra, in quello che credeva, invece, essere il suocero, realizzando, così, di aver sposato il proprio fratello. Il dodicesimo è quasi la constatazione di come sia relativo il peso degli avvenimenti, pertanto quello che Auster aveva a lungo considerato un momento di grande importanza, per la donna che ne era stata protagonista assieme a lui, non sussisteva neppure come ricordo. Ignorando addirittura che l'avesse salvata dalla macchina in discesa, di cui non si era minimamente accorta. L'ultimo episodio ruota attorno ad una telefonata sbagliata da cui l'autore trarrà ispirazione per il suo primo romanzo, non senza trovarsi nuovamente ad alzare il ricevitore dieci anni più tardi e sentirsi chiedere di Mr. Quinn proprio il protagonista del libro nato tempo addietro dall'errore di chiamata.
Tredici novelle che sembrano quasi assurde, incredibili. Eppure – insiste Auster – “è andata proprio così”, perché lo sappiamo bene, non di rado la realtà supera la fantasia.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Paul Auster nasce a Newark, New Jersey il 3 febbraio 1947. Laureatosi nel 1969 alla Columbia University, si trasferisce in Francia dal 1971 al 1974. Al ritorno in patria pubblica il volume di versi Unearth (1974) e Wall Writing (1976). Autore di numerosi romanzi, ha anche scritto (Smoke / Blue in the face) e diretto (Lulù on the Bridge) per il cinema
Commenti
[Auster] Come promesso, ecco
[Auster] Come promesso, ecco il quinto Auster per Lankelot. Comprato con Simone in una libreria dell'usato. La copertina è introvabile, in rete ce n'è una sola piccolissima, così ho dovuto scannerizzarla. Le macchie fanno parte dell'originale :)
[auster] acquistato con
[auster] acquistato con simone? Vale duecento volte di più.
[Auster] Mi ha portato in una
[Auster] Mi ha portato in una libreria dell'usato meravigliosa, a Bologna. Appena posso devo tornarci.
(Ieri, invece, ho visto un London mai incrociato prima: "LA FIGLIA DELLE NEVI", edito da Iacobelli. Conosci?)
http://www.iacobellisrl.it/negozio/product_info.php?products_id=120
[london] conosco iacobelli, è
[london] conosco iacobelli, è una famiglia di storici tipografi di pavona (roma), da poco si sono affacciati nell'editoria come editori:). Bisogna vedere chi gliel'ha curato e come... anche robin ha fatto uscire 2 london di recente...
[London] Sei un'enciclopedia
[London] Sei un'enciclopedia vivente, tu!! :)