Mole Tattile Statale Omero

Augusto Capite Velato

Autore: 
Mole Tattile Statale Omero
Esposto ad Ancona un raro reperto scultoreo del I sec. d.C.  in cui attraverso il  rigore formale l’artista ci consegna l’immagine di Cesare Augusto Ottaviano ornata da un lembo della veste di Pontifex Maximus.       

 Nell’attesa che le sale del Museo Archeologico Nazionale delle Marche,  ancora danneggiate dal terremoto del 1972, possano esporla in modo permanente, la scultura dell’Augusto capite velato sarà ospitata fino al 31.05.2008 presso il Museo Tattile Statale Omero di Ancona. Collocata all’interno della sala romana, in questo ambiente unico in Italia per la possibilità che offre  non solo di essere vista dal pubblico tradizionale ma anche fruita attraverso il contatto tattile dai non vedenti, ritrova meritata accoglienza e opportuna rivalutazione. Repertata nel 1863 nei pressi di Palazzo Ferretti e nelle immediate adiacenze dell’antico anfiteatro romano, la scultura ritrae con pregevole fattura ed esemplare raffinatezza stilistica il volto di Cesare Augusto Ottaviano (63 a.C. – 14 d.C), appartenuto originariamente ad una statua realizzata sullo stesso modello iconografico dell’Augusto Pontefice da Via Labicana a Roma. 

La presenza del velo rappresenta una caratteristica della carica di Pontefice Massimo, con cui il Senato Romano gli aveva conferito unitamente autorità politica e religiosa e consente di celebrare il carattere universale del nuovo ordinamento romano ed il favore degli dei sulla pace ritrovata dopo un travagliato periodo di guerre civili per l’acquisizione del potere. Si tratta di un’opera di assoluto rilievo storico ed artistico, che in virtù delle sue caratteristiche tecniche è stata datata intorno agli inizi del I sec. d.C. , negli anni in cui il suo potere volgeva ormai al tramonto. 

I tratti del viso, scolpiti nel livido candore del marmo, attraverso fattezze somatiche di rara purezza formale ed i particolari della capigliatura, rielaborano nella volumetria e nel ductus gli stilemi delle opere policletee. La serena lucentezza dell’espressione e la compostezza dei lineamenti, segnano la trasfigurazione in una dimensione di equilibrio atemporale e rivelano il richiamo alle forme dell’età classica, in particolare ai moduli dell’arte greca del V sec. a.C. Un leggero incavo delle guance ed alcuni accenni di rughe che solcano la superficie morbida e ben modellata dell’opera ci consegnano l’aspetto di un uomo maturo avvolto in aura di quieta pensosità,  proteso ad infondere sicurezza e coraggio in ossequio alla natura celebrativa di tutta la produzione artistica e letteraria del periodo.  

Gian Paolo Grattarola  

mostra visitata il 07.XI.2007

Augusto capite velato
Mole Tattile Statale Omero
Via Tiziano, 50 60121 Ancona
Tel. 0712811935 Fax 071 2818358 

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Mar- Sab 09.00/13.00 - 15.00 / 19.00  

Domenica: 16.00 / 19.30 13.00 / 17.00 20.00
Chiuso 25 e 31 dicembre, 1 maggio.  
 

In occasione della mostra sono previsti specifici laboratori.  

Costo laboratorio Eur. 2.40 ad alunno
Costo visita guidata Eur. 1.20 ad alunno 
Disabili ed accompagnatori gratuito. 

Sito  http://www.museoomero.it   
E-mail : info@museoomero.it  

 Ufficio stampa Gabriella Papini “Economia&Cultura info tel. 071200648 - 2079603

fino al  31.V.2008 

Augusto capite velato
Ancona, Museo Tattile Statale Omero 

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Nuovo contributo di GPG.

A voi: "Esposto ad Ancona un raro reperto scultoreo del I sec. d.C. in cui attraverso il rigore formale l?artista ci consegna l?immagine di Cesare Augusto Ottaviano ornata da un lembo della veste di Pontifex Maximus".

Sull'incipit.

"Nell?attesa che le sale del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, ancora danneggiate dal terremoto del 1972, "

> Apriamo parentesi. Possibile che in 35 anni la situazione non sia stata corretta? Potresti informarci sullo stato delle cose, per favore?

"Collocata all?interno della sala romana, in questo ambiente unico in Italia per la possibilità che offre non solo di essere vista dal pubblico tradizionale ma anche fruita attraverso il contatto tattile dai non vedenti,"

> Altra notizia che non conoscevo. Mi sembra preziosa.
Se puoi approfondire ti saremo grati.

"I tratti del viso, scolpiti nel livido candore del marmo, attraverso fattezze somatiche di rara purezza formale ed i particolari della capigliatura, rielaborano nella volumetria e nel ductus gli stilemi delle opere policletee. La serena lucentezza dell?espressione e la compostezza dei lineamenti, segnano la trasfigurazione in una dimensione di equilibrio atemporale e rivelano il richiamo alle forme dell?età classica, in particolare ai moduli dell?arte greca del V sec. a.C. "

> Grazie, infine, per questa appassionata descrizione.
In generale, per la condivisione di notizie su un'opera e una mostra che altrimenti dubito sarebbe planata sulle nostre scrivanie con facilità. Bravo davvero.

2. Come tu ben sospetti lo stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione procede a rilento. Il Museo è visitabile, tuttavia non tutte le opere possono essere ancora esposte. Pensa che il Teatro delle Muse è stato riaperto al pubblico penso non più di 4 o 5 anni fà.

3. Il Museo Tattile Statale Omero è l'unico in Italia ove vengono esposte opere che possano essere fruite anche dai non vedenti o dagli ipovedenti. A questa sfortunata categoria di persone vengono forniti dei guanti in lattice e degli ipod per poterne comprendere le forme. Ogni stanza del museo contiene riproduzioni delle principali opere scultoree, chiese e monumenti.

Un caro saluto
Gian Paolo Grattarola

molto interessante, sel museo tattile ignoravo completamente l'esistenza, è una bella iniziativa.
Molto notevole la descrizione finale dell'opera: concisa, ma esauriente. davvero un notevole contributo. In effetti non credo che altrimenti avremmo avuto notizie di quest'opera. Grazie mille!

Grazie Marina,

pensa che questo reperto è stato inventariato presso il Museo Archeologico di Ancona con il numero 1. E se non fosse stato per la lodevole iniziativa messa in atto dal Museo tattile Omero chissà quanto altro tempo avremmo dovuto attendere per poterlo ammirare.

Un caro saluto
Gian Paolo Grattarola