Augias Corrado, Mancuso Vito

Disputa su Dio e dintorni

Autore: 
Augias Corrado, Mancuso Vito

Sembra che questo libro (edizioni Mondadori, ahimé), abbia scatenato un piccolo caso editoriale, compreso di battibecco su un miniplagio di Augias in conclusione. Sembra che si tratti di un libro chiacchierato, pubblicizzato, indicizzato e ben distribuito. Sembra, scrivo, perché uno dei vantaggi di essere extracomunitari è la sostanziale disintossicazione da canali televisivi e simili, soprattutto se di berlusconiana influenza. Quindi questo libro mi è arrivato per via relativamente neutrale (regalo di compleanno), e ho potuto leggerlo con piglio imparziale.

Immagino che per chi si nutre di Italia e delle sue controversie – non solo politiche – abbia dell’incredibile questa virginale innocenza, ma io Augias non l’avevo mai sentito nominare prima di questo libro, e Mancuso meno che mai.
 
Dovessero esserci altre persone che si crogiolano nella mia beata ignoranza, sappiano che Augias è un giornalista, saggista e polemista che ha scritto e pubblicato parecchio (Mondadori). Mancuso è un professore universitario (università San Raffaele di Milano) con cattedra in teologia e diverse pubblicazioni in attivo (Mondatori, ma non solo).
 
L’outsider dei due, dovrebbe chiaramente essere il teologo; meno noto, presumibilmente meno avvezzo alle diatribe extra-accademiche.
Si dibatte – come ben indica il titolo – di Dio e dintorni.
 
L’idea è di contrapporre Augias, ateo, lettore accanito e discreto conoscitore dei testi sacri, a Mancuso, accademico e uomo di cultura, in una sorta di revival di Clay versus Foreman, ma con meno rischi per la salute e senza l’arbitro.
 
Confesso di essere partito con una certa perplessità; non per i personaggi, come già detto per me completamente nuovi, ma per il tema. Vasto, dispersivo, sdruccioloso, rischiava di trasformarsi in un immenso pantano, con i due antagonisti intenti a urlarsi i propri slogan da distanza sufficiente a non sentire mai l’eventuale risposta.
Si prova un certo piacere ad essere smentiti: il libro è generalmente buono e ben argomentato.
Mancuso è nettamente superiore a Augias, per finezza di intelletto e qualità di argomenti; meno avvezzo alla polemica giornalistica, più spiccatamente filosofo, non esita ad uscire dagli schemi che ci si potrebbe aspettare da lui, ponendosi a più riprese in aperta polemica con la chiesa ufficiale. Lo scrive uno che per simpatie personali si schiera chiaramente dalla parte di Augias.
Il libro non si limita particolarmente: è organizzato nella forma di uno scambio epistolare, in cui gli argomenti sollevati dal primo possono essere ripresi dal secondo. Le tematiche sbandano e si rincorrono lungo diversi filoni, dalla figura del Gesù storico alla visione panteista di Spinoza, ma senza lesinare sulla cronaca e sull’attualità, con ampio spazio (ad esempio) al tema dell’eutanasia e alla figura della Madonna nella società contemporanea.
Con questa vastità di temi gli autori devono dare sfoggio di una cultura pluralistica; ci riesce bene Mancuso, che tentenna parecchio sulle scienze (e soprattutto sulla biologia). Ci riesce un po’ meno Augias, che si mantiene saldamente ancorato ad alcuni leitmotiv della critica canonica alle religioni, ma che così facendo rinuncia a fornire spunti davvero innovativi.
 
Il libro è stato funestato da un’accusa di plagio piuttosto infamante; pare che Augias abbia copiato un paragrafo (nove righe) di Edward Osborne Wilson, fatto che Augias avrebbe giustificato adducendo una leggerezza nell’utilizzo di risorse prese da internet.
Una leggerezza che costa cara (nove righe non comportano gli estremi per conseguenze penali, ma sono nove righe di troppo), e che appare davvero stupida a fronte di una bibliografia piuttosto nutrita. E pensare che a più riprese entrambi gli autori si appoggiano su citazioni celebri e assolutamente regolari. Da un giornalista navigato certe leggerezze lasciano basiti, soprattutto se si pensa che il paragrafo in questione è un “passaggio ad effetto” che serve a dare un tocco poetico conclusivo, quindi totalmente superfluo ai fini del tema trattato.
 
Il libro lascia in definitiva una piacevole sensazione di antipasto. Si sa, le fami epistemiche non si saziano con 300 pagine di spizzichi, ma credo che questo Mancuso vada attentamente pedinato in libreria. E credo che mi leggerò Spinoza e John Stuart Mill, appena la mia pila di libri-in-attesa calerà di un paio di metri.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Augias Corrado (Roma 1935) giornalista e saggista e Mancuso Vito (Carate Brianza 1962), teologo sono entrambi italiani.
Corrado Augias e Vito Mancuso, “Disputa su Dio e dintorni”, Mondadori, Milano, marzo 2009.
 
Approfondimento in rete:
Una recensione per chi ha fretta
Il famoso miniscandalo per plagio…
La reazione di Mancuso
 
Thomas Mueller per lankelot. 27.08.2009.
ISBN/EAN: 
9788804591269

Commenti

neo THOMAS!

"Sembra che questo libro (edizioni Mondatori, ahimé), abbia scatenato un piccolo caso editoriale, compreso di battibecco su un miniplagio di Augias in conclusione. Sembra che si tratti di un libro chiacchierato, pubblicizzato, indicizzato e ben distribuito".

Non sembra, t'assicuro che è così;)

"Una leggerezza che costa cara (nove righe non comportano gli estremi per conseguenze penali, ma sono nove righe di troppo), e che appare davvero stupida a fronte di una bibliografia piuttosto nutrita. E pensare che a più riprese entrambi gli autori si appoggiano su citazioni celebri e assolutamente regolari. Da un giornalista navigato certe leggerezze lasciano basiti, soprattutto se si pensa che il paragrafo in questione è un ?passaggio ad effetto? che serve a dare un tocco poetico conclusivo, quindi totalmente superfluo ai fini del tema trattato".

Eh si. Augias è un personaggio detestabile, a mio avviso. Uno dei tanti sinistrorsi che pubblica per ed è pubblicizzato dalla Mondadori (e dunque da Berlusconi, che dal suo punto di vista guarda alle vendite e non alla qualità, come è noto). Mancuso non lo conosco. In generale questi sono libri per il popolino ignorante, a mio avviso. Più commerciali e sensazionalistici che altro. Peraltro so che Augias non è la prima volta che si dà alle copiature, trattando questi temi.

Ad ogni modo, il pezzo è limpido ed esauriente, Thomas.

Guarda, io non disdegno un libro "per il popolino ignorante" quando è scritto così.

Per altro non so cosa possa capire il popolino di fondamenti dell'etica o dello status ontologico dell'anima, o di emergenza, per buttare lì tre concetti discussi nel libro.
Se questo legge il popolino ridimensiono subito le mie opinioni; ovvio che non è un lavoro pensato per dei filosofi di mestiere. Però entra nel merito di certe questioni con intelligenza.

Sulla questione del miniplagio resto su quel che ho scritto; a me pare inaudito che un accademico copi da internet senza citare. Capisco che possa scappare un paragrafo brevissimo che parafrasa un autore famoso (magari letto in quei giorni e inavvertitamente scivolato tra le righe) ma qui sembra prprio si tratti di copia e incolla...
peraltro trovo idiota inserire un autogol così facilmente evitabile.

Tra l'altro sei sicuro che Augias sia sinistrorso? Io ho letto su un paio di interventi che è "il solito razionalista di destra".

Augias?
Firma di Repubblica, giornalista ex Rai3. ehm:). Diciamo che è un progressista, tecnicamente non so come altro definirlo. Sicuramente era parte del PDS poi DS infine PD

http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Augias

Augias, a me piace in tv. Come intervistatore, come polemico lo trovo intelligente, e non alza troppo i toni (almeno le poche volte che l'ho visto io). Ma la sua trasmissione non è su Raitre, appunto? Tra l'altro, sembra che vogliano togliere trasmissioni come Report, per dire, ma pure il Fazio, la Dandini, dal palinsesto di quella rete. Almeno così dice, oddio, non mi ricordo il nome del giornalista...su Repubblica di oggi (online). Sembra, eh.
Comunque, Augias non è male, a mio avviso.

5 - é stato deputato del PDS, ed era iscritto al PCI

7, quoto!

Non entro nel merito di questo libro di Augias perche' non l'ho letto - ma ne stimo moltissimo l'autore, sia perche' sa scrivere delle buone opere di divulgazione (anche divulgare la cultura come si deve e' merito sommo), sia perche' e' grazie a lui e a pochi altri se la tivu' pubblica italiana non e' tutta da buttare nella discarica dei rifiuti pericolosi per l'alfabetizzazione degli italiani!

Poi ve ne dico un'altra riguardo le faccende del plagio: sembra sia sport in voga, di questi tempi, se anche gente come il filosofo Galimberti ne e' stato accusato recentemente per il suo ultimo, vendutissimo, ''L'ospite inquietante'' (Feltrinelli). Conosco un traduttore dell'opera che me lo ha confermato. Andare fuor di virgolette sembra piaccia anche ai docenti universitari, dunque. Dimenticanze che spesso colpiscono persone meno famose... guarda caso!

Num. 7.

Branco,
se tolgono anche Fazio dal palinsesto vuol dire che siamo vicini al mutismo... imposto.

Non ho letto il libro, ma non mi pare che siano autori da Popolino ignorante.....
su Mancuso ho trovato qualcosina, ma ci sono anche interviste in rete:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Mancuso
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2349/vito-mancuso/
So che tempo fa ebbe una discussione con Bianchi attraverso le pagine di Repubblica, non ho seguito però, erano cose teologiche proprio.

7-8-11.

Mah, se Augias e Fazio salvano la tv italiana, a vostro parere, c'è davvero da stare poco allegri. Fazio è un raccomandato impresentabile e servile, Augias è un po' più presentabile ma altrettanto servile. Ad ogni modo, per me sono ambedue tv spazzatura. Come del resto la gran parte della tv italiana, per quel poco che la vedo.

12 - Non parlo di Mancuso che non conosco, come del resto ho scritto. Ma di Augias. Ad ogni modo, questi libri sono palesi operazioni commerciali. Lo spessore culturale è prossimo allo zero, a mio avviso.

13, allora mi sa che non hai mai visto Maria de filippi :) Fazio ha portato Herzog, Polanski, Arbasino e altri che io ho visto con piacere - anzi, ho bedenetto iddio per averli visti. Se uno passa in rassegna gli intellettuali italiani, a mio parere, se ne salvano pochi... Quindi, viva fazio raccomandato e viva augias che fa le marchette :)))

(e aggiungo, viva dio!)

15 - No, mai vista la De Filippi;) Ma ho visto - ahimé - i programmi di Fazio e Augias, e li ho trovati spesso indecorosi. Non basta portare Herzog o Polanski, bisogna vedere pure come li intervisti. Le interviste che ho visto di quel programma erano pessime, e spesso servili, appunto.

Che te devo dì, secondo me, meglio di niente :)

Io ho elogiato soprattutto Mancuso...

comunque non ho modo di discutere Augias in televisione; mai visto.

Perfettamente d'accordo con 15 e 16. Il resto della tivu' e' impresentabile. Teniamoci Augias e Fazio, che almeno son persone intelligenti e di cultura che parlano (umilmente) di cultura con persone piu' intelligenti di loro. Anche saper essere quel che si e' senza autoglorificarsi e' qualita' rara - che Fazio e Augias hanno. Eco e Veneziani non mi sembrano umili, per esempio (io li stimo ma non sono umili, qualita' umana che reputo importante).

Inoltre, visti i tempi che corrono, accetto pure Gigi Marzullo e i suoi insopportabili chiacchiericci da poco, purche' i libri restino in RAI.

20, mmm... no Marzullo è, secondo me, la versione intellettualoide di Bruno Vespa (tra l'altro qualche notte fa ha dedicato una puntata tutta a Vespa e a quanto è bravo e buono). Però Fazio si lascia guardare, contando il pubblico italiano, è un livello spaventosamente più alto del resto delle reti. Ha comici surreali che zelig si sogna (albanese e milani) e parlano di letteratura a chi non ha tempo o modo di sudare sui libri. Hanno tutta la mia stima. Molto più di tanti editori e intellettuali arrabbiati.

Quel che mi stupisce e' il plagio.

Gia', 21, concordo su Marzullo, il problema pero', oggi, e' che la prima necessita' resta quella di proteggere il libro. Marzullo tira spettatori, dunque ben venga, anche se fa pena. Ohibo'...

Eh ma chi se lo guarda Marzullo alle due di notte? (a meno che abbia spostato gli orari) Almeno Fazio è all'ora di cena, capita che Arbasino due copie le vende, qualcuno si incuriosisce. E poi, al di là di tutto, Augias ha una classe quando zittisce gli ospiti, che vorrei averlo per nonno. Per prozio, tò. E quel ciuffo? Eh...

Scriverò un romanzo, "Il ciuffo di Corrado Augias". Sarà un libro che riempirà i cuori.

Stavolta concordo con Luc Marteau (ah, questa evoluzione francese di Luca Martello, che finezza! :)) su Fazio, Augias l'ho visto poche volte, diciamo che comunque sono sempre meglio del resto ossia del nulla. Da Fazio ho visto Galasso, Magris, Bianchi, insomma non persone banali, già far sapere che esistono, che scrivono, farle parlare è qualcosa. Moltissimi non sanno chi siano.

13. Léon, non è che la salvano, ma hanno il merito di portare personaggi che, beh, altrimenti non si vedrebbero davvero mai (a parte alle tre di notte, probabilmente). Da quel che ho capito, non guardi la tv, e meglio, ma il problema è che l'80% degli italiani fonda su di essa le proprie informazioni, quindi bisogna farci i conti. Ecco, se prendi questo dato, e guardi il nostro paese, forse capisci come mai noi ce la prendiamo, se tolgono Fazio e compagnia, non perché siano il massimo, ma perché portano, ogni tanto, neanche così spesso, poi, all'attenzione degli spettatori personaggi di cui altrimenti non si sentirebbe parlare. Ci stiamo riducendo a sperare non nel meglio, ma in quello che ci sembra meno peggio, pur di non sentirci...vabbé. comunque parlo per me.
Ciao.

27 - Ad ogni modo, sono davvero poco esperto di tv per fare un parallelo con altre trasmissioni: Fazio l'ho visto spesso perchè era all'ora di cena nei week end. Augias lo conosco da anni. Sul resto, sì, so davvero poco, guardo quasi esclusivamente sky quando accendo la tele. Se mi dite che il resto è peggio non mi sorprendo di certo, ma inorridisco comunque.

Innanzitutto mi fa molto piacere leggere la recensione di un libro che davvero adesso non ho semplicemente voglia di leggere, forse perché da profondamente credente le diatribe religioso-filosofiche mi lasciano sempre un po' interdetta, che di mezzo ci siano i teologi, Augias, Mancuso o il Papa. Quindi: grazie a Thomas che ha letto il libro e ce lo restituisce così bene.

Sulle trasmissioni, concordo con la maggioranza che qui si è espressa (Luca, Marina, Sergio, branco). Lèon, giusto perché tu non ti senta solo: anch'io guardo Sky, abbastanza :))

[disputa su dio] bel pezzo,

[disputa su dio] bel pezzo, davvero.

[disputa su Dio] Stamattina

[disputa su Dio] Stamattina ho corretto due errorini (Spinoza era diventato Spinosa e c'era un paragrafo doppio all'inizio). Come hai fatto a cascare proprio su questo? Hai visto il ritocchino?

Comunque sì, era un buon libro. Leggilo se hai tempo.

[disputa su dio] ho visto la

[disputa su dio] ho visto la modifica sul pannello di amministrazione:)