Atzeni Sergio

Racconti con colonna sonora

Autore: 
Atzeni Sergio

Se il signore m'avesse dato mani abili/ con la chitarra/ e un canto di miele/ avrei fatto un altro mestiere”.
Invece il dono di Atzeni fu quello di raccontare la sua terra, attraverso pagine che ne sono ritratto nostalgico, ma senza sbavature. In quello stile asciutto di chi “altro non sa/ che inanellare/ parole/ una poi l'altra/ in fila/ canticchiando/ in blues.”
Ne deriva, dunque, un'urgenza di musicalità. Il nostro vuole che la scrittura suoni ed è desiderio evidente specie nei “Racconti con colonna sonora”, permeati sul sincronismo tra musica e narrazione, dove è il brano musicale suggerito di volta in volta nella breve introduzione al racconto, che ne detta il ritmo, con le frasi a dilatarsi e chiudersi mediante segni interpuntivi utilizzati come pause di una partitura, per regolare respiro e strutturazione di ogni pezzo. La storia, allora, come spiega direttamente l'autore in una lettera a Macchiavelli, che fu sostenitore del progetto di Atzeni, si fa compagna della sua stessa colonna sonora e arriva a costituirne “commento in giallo”. L'idea nasce nel 1982, dopo la partecipazione del sardo alla sezione per racconti inediti del MystFest di Cattolica con Gli amori, le avventure e la morte di un elefante bianco, che trovò approvazione in Macchiavelli, curatore per il SIGMA (scrittori italiani del giallo e del mistero associati) della rubrica “Scompartimento Omicidi” sulla rivista di fumetti “Orient Express” e allora membro della commissione. Tra i due s'avviò uno scambio epistolare che in breve condusse alla pubblicazione degli originari tre Racconti con colonna sonora, sui numeri di luglio, agosto e settembre. Siamo di fronte agli esordi di Atzeni, si tratta del passaggio intermedio tra i primissimi scritti, nell'ambito dei quali si annoverano anche gli articoli giornalistici, e i romanzi che consacreranno definitivamente il nostro al mestiere di scrittore.
Il Maestrale cura qui un'interessante edizione, che incorpora Gli amori, le avventure e la morte di un elefante bianco, pubblicato sul n°1737 de “Il Giallo Mondadori”, i tre racconti con colonna sonora a cui ne seguirono un quarto ed un successivo ancora, intitolato L'uomo nuovo ritmmenblùs, e infine altri due racconti in giallo: Era Aprile e Ancora la città, i canali. Nove storie, quindi, oltre al ricco apparato di note, alle bozze e all'appendice col carteggio Atzeni-Macchiavelli, che ci restituiscono un giovanissimo Atzeni, capace di rifarsi a più linguaggi, attingendo a diversi sistemi espressivi e manifestando in tal modo, un'estetica aperta, in grado di dar vita ad un intenso dialogo tra musica e parola, traducendo “la serena concezione di una testualità della cultura, dove i testi che rappresentano una cultura non sono solo quelli che fanno capo al libro e all'accademia, e dove il letterario non ha segnati livelli di pertinenza” (dalla postfazione “Tumbano tamburi”, di
Giancarlo Porcu).
Il sardo, infatti, dimostra una lungimiranza illuminata (leggasi Dichiarazione generale) e accoglie nel proprio scrivere elementi fondanti della comunicazione mediatica, tanto da arrivare addirittura ad utilizzare per i suoi racconti, le tecniche del videoclip, che giusto negli anni Ottanta muoveva i primi passi. Affianca la cultura al quotidiano, avvicinandosi al mondo giovanile ed inglobando tematiche “basse”. Non stupisce, pertanto, scoprire che il testo da considerarsi ispiratore dei “Racconti con colonna sonora” sia un fumetto: L'uomo di Harlem, di
Guido Crepax in cui, scrive Atzeni stesso su “La Nuova Sardegna”, “la scansione dei quadri, il ritmo della vicenda, sono dati da alcuni brani del grandissimo Charlie Parker: l'uomo che ha rivoluzionato il jazz”.
È una folgorazione. La “precisione metronimica” con cui il fumetto insegue la propria colonna sonora, diventa così per il nostro, modello a cui rifarsi per inventare e sperimentare e restituire la sua Sardegna mediante musica e parole. È Cagliari, infatti, la vera protagonista di questi fogli. La sua periferia barbara e randagia, temi che Atzeni riprenderà approfonditamente nelle opere successive. Al di là delle vicende narrate e degli intrecci tra i personaggi che sembriamo perdere e poi ritrovare nelle sfumature di atteggiamenti comuni riproposti nei vari racconti, la continuità, infatti, è data dallo stile che, sin da ora e poi più marcatamente nei romanzi, gioca sul doppio piano narrativo passato-presente con continui flashback suggeriti da oggetti infinitesimali, dettagli o situazioni secondarie. O ancora dalla sintassi regionale dei dialoghi che ricalcano l'impianto idiomatico del sardo, dove finanche l'appellativo “Caino”, richiama il linguaggio giovanile di Cagliari (unu gainu). È chiara da subito, allora, l'identità letteraria di Atzeni che insegue una “scrittura del mondo” per dipingere il suo: quell'isola e quella lingua materna che gli “incasinarono non solo la lingua”, ma che lo fecero loro devoto cantore.


EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Nacque a Capoterra nel 1952. Visse a Cagliari nel periodo dell’infanzia, degli studi liceali e dell’università: si iscrisse infatti alla Facoltà di Filosofia, senza tuttavia conseguire la laurea. Sono questi anni di grande impegno politico e di intensa attività giornalistica a cui Atzeni si dedicò a partire dal 1966, attraverso la collaborazione a vari periodici e quotidiani ed anche tramite la radio. Nel 1976 ottenne un impiego stabile presso gli uffici dell’Enel, che abbandonò dieci anni dopo, in concomitanza con la pubblicazione del primo romanzo, Apologo del giudice bandito, e con la volontà di allontanamento dall’isola. Viaggiò attraverso l’Europa per poi soggiornare a Torino – ma dal 1990 al 1993 in Emilia fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 1995 nelle acque dell’isola di Carloforte, in Sardegna. Alcune sue opere sono state pubblicate postume
(Fonte: centro studi filologici sardi)


Sergio Atzeni, “Racconti con colonna sonora e altri «in giallo»”, Il Maestrale, Nuoro, 2008
a cura di Giancarlo Porcu
Pp. 189

Approfondimento in rete:
centro studi filologici sardi / Fois / sito dell’artista / Italialibri/ Recensioni/

ATZENI in LANKELOT:
qui

Angela Migliore
, agosto 2010

ISBN/EAN: 
9788889801703

Commenti

[Racconti con colonna sonora]

[Racconti con colonna sonora] E' il mio sesto Atzeni e ne ho ancora due da leggere. Coi miei tempi arriveranno anche quelli. Intanto lo speciale cresce. A singhiozzo, ma cresce :)

[atzeni] olè! aggiorniamo

[atzeni] olè! aggiorniamo subito lo speciale (sempre in attesa che Martello cominci a picchiare...;) )

http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=3211.0

grande angela!

[Atzeni] Ehh, ma che grande!

[Atzeni] Ehh, ma che grande! Ho rallentato di brutto! Ho una pila di libri che aspettano di essere recensiti e un'altra, altissima, di quelli che non ho neppure cominciato a leggere!! :-(

[atzeni] vorrà dire che mo',

[atzeni] vorrà dire che mo', piano piano, arriveranno tutti su lanke:)

[Atzeni] Il proposito c'è! Ho

[Atzeni] Il proposito c'è! Ho incrociato un gran bel libro della Marcos y Marcos che mi ha folgorata sin dal titolo. Ne voglio scrivere a modo. Spero non passi un'altra vita prima di un nuovo pezzo. :)

[atzeni] dai dai:)

[atzeni] dai dai:)

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[maestrale] libri MAESTRALE in lanke: http://www.lankelot.eu/il-maestrale