È la storia di un uomo che un giorno ha deciso di tornare nel suo paese e tra le sue montagne, in Vallarsa, per ritrovare sé stesso, e guarire dal male. È la storia di uno scrittore che voleva dare voce a una vallata che ha avuto poca letteratura, se non per via della Grande Guerra. E quella poca non è mai stata adeguatamente pubblicizzata. È la storia di uno che ha ritrovato il grande segreto della lentezza, e quello più grande ancora del silenzio. È la storia di uno che tiene viva la memoria del sacrificio dei nostri soldati conservando le loro piccole cose, ritrovate qua e là per i monti. È la storia di un incontro tra due scrittori; noi conoscevamo la prima, Fiorenza Aste, elegante letterata di Rovereto. Adesso scopriamo il suo amico montanaro.
Mario Martinelli da Obra, classe 1962, non si sente un alpinista. Si sente uno che vive sulla montagna, punto. La montagna è la sua casa. Non ha interesse per i record, per la fama, per la gloria. “Sono qui per essere me stesso, e so che non sarà un record a insegnarmi chi sono” (p. 15). Sa che tutto quello che conta è il contatto diretto con la natura, “da solo a solo”. E così può tornare alle profondità di sé stesso (p. 53). Stare in silenzio. Meditare. Stare soli ha senso, perché “serve a produrre il silenzio che ci consente di entrare in noi stessi”.
Racconto il libro per argomenti – per quelli che mi sono sembrati gli argomenti principali. Si parte dall'arrampicata, allora. “Te ne stai lassù, appeso alla roccia con le dita, e dopo un po' cominci a rendertene conto. Sono le dita che ti tengono su. Sei appeso alla montagna come una mosca. Ti tieni a lei, e cominci a sentire tutto il suo grande corpo che ti attrae. Sei diventato tutt'uno con la roccia” (p. 8). Una volta soltanto s'è “incrodato”, s'è bloccato. Tremava, aveva le vertigini. In momenti come quelli s'accorge che ai suoi piedi ci sono metri di vuoto. Quel vuoto esercita uno strano richiamo. Bisogna muoversi. È una buona cosa essere vivi, dice Martinelli.
Prima Guerra Mondiale. Decine di migliaia di morti, nella valle in cui abita Martinelli. E lui va in cerca di riposo, e di meditazione, nell'Ossario del Pasubio. “Tutti i giorni ho sotto gli occhi gli oggetti dei soldati. Gavette, cucchiai, ramponi, bottoni. Povere cose di ogni giorno. (...)” - e quelle povere cose costringono a un esercizio di interiorizzazione del senso e dei significati della morte. Conserva le sigarette in un astuccio di ferro di un vecchio ufficiale.
Lettura. Per Martinelli è un'esperienza vitale. A partire dai libri di Osho. Si sente influenzato da artisti come Eugen Guido Lammer (“Fontana di giovinezza”), il giuliano Julius Kugy (“Dalla vita di un alpinista”), l'altro giuliano Emilio Comici (“Alpinismo eroico”); ha amato molto Evola (“Le meditazioni delle vette”) e René Daumal (“Il monte analogo”). Segnala la trilogia del reduce della Prima Guerra Mondiale Carlo Pastorino (“La prova del fuoco”, “La prova della fame”, “A fuoco spento”). In giovinezza, s'è nutrito degli artisti beat e dei francesi maudit. Quindi, i classici: russi, austriaci in primis.
Quotidiani. “Non si riesce a trovare una sola rivista che fornisca vera informazione; informazione nuda e cruda, voglio dire. Ogni quotidiano è schierato, e filtra e manipola la notizia in modo da spingerti in una direzione piuttosto che in un'altra” (p. 97), sostiene Martinelli.
Scrittura. Scrivere “è un gioco”, dice il montanaro, sulle prime. E confida che per gioco s'è ritrovato pubblicato. Il gioco è cominciato nel 2004, quando l'artista non ha più potuto arrampicarsi per via della salute. Aveva, da qualche anno, un problema classico di chi amava troppo vivere: la cirrosi. Avanzando il male, s'era indebolito troppo. Ma in montagna voleva tornare lo stesso. Ci tornava scrivendo. Scrivere “è una buona medicina”, spiega infine. È stata una grande medicina. Poi c'è stato il trapianto, poi c'è stata la guarigione. Incipit vita nova.
Mauro Corona: i due sono grandi amici. Nel libro è raccontato un incontro a Erto Nuova. Corona si sta dedicando alla scultura. Sembrano condividere ampi frammenti di dna.
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Al di là di una piccola confusione etnica (scrittori giuliani chiamati, per ben due volte, “friulani”, con grave e comprensibile malessere dei lettori triestini), “Il Montanaro” s'è rivelato una lettura rilassante, costruttiva, suggestiva e seducente. Idealmente andrà a guadagnarsi spazio nelle biblioteche dei lettori di Mauro Corona; non fatico a credere che più d'uno, tra loro, vorrà andarsi a studiare almeno un paio dei libri di quest'altro affascinante scrittore di montagna. Complimenti, allora, a Fiorenza Aste, che ci ha regalato questa chicca, e ci ha presentato una personalità così atipica, vivace e coinvolgente.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Fiorenza Aste (Rovereto?, 1961), scrittrice italiana. Vive a Rovereto, dove insegna in una scuola elementare. Ha fatto parte della redazione di “Storie” (Leconte Editore). Collabora come critica letteraria con diversi siti web. Cura il blog “Soglie e Flussi”.
Fiorenza Aste, “Il Montanaro. Conversazioni con Mario Martinelli”, Editrice La Grafica, Trento, 2008. Postfazioni di Geremia Gios e Bepi Magrin. In appendice, bibliografia completa di MM e delle opere citate. Pagine manoscritte e disegni tratti dai moleskine di Mario Martinelli.
In Lankelot:
Commenti
[Fiorenza Aste. Il Montanaro]
[Fiorenza Aste. Il Montanaro] È la storia di un uomo che un giorno ha deciso di tornare nel suo paese e tra le sue montagne, in Vallarsa, per ritrovare sé stesso, e guarire dal male. È la storia di uno scrittore che voleva dare voce a una vallata che ha avuto poca letteratura, se non per via della Grande Guerra. E quella poca non è mai stata adeguatamente pubblicizzata. È la storia di uno che ha ritrovato il grande segreto della lentezza, e quello più grande ancora del silenzio. È la storia di uno che tiene viva la memoria del sacrificio dei nostri soldati conservando le loro piccole cose, ritrovate qua e là per i monti. È la storia di un incontro tra due scrittori; noi conoscevamo la prima, Fiorenza Aste, elegante letterata di Rovereto. Adesso scopriamo il suo amico montanaro.
[per Marina] questo libro è
[per Marina] questo libro è nato TUO:)).
[Martinelli] devo dire che
[Martinelli] devo dire che effettivamente tratta temi che mi sono cari, non lo conoscevo affatto, ma mi sembra una personalità interessante. :)
Pasubio: lì abbiamo fatto la strada delle gallerie di guerra, (rif. Papa), adesso sono bei posti per camminare, ma ovunque ci sono i segni della guerra. Praticamente le montagne "parlano" degli eventi.
Comici:famisissimo, se non altro perché c'é il rifugio a lui dedicato. Un nome storico dell'alpinismo.
Sa che tutto quello che conta
Sa che tutto quello che conta è il contatto diretto con la natura, “da solo a solo”. E così può tornare alle profondità di sé stesso (p. 53). Stare in silenzio. Meditare. Stare soli ha senso, perché “serve a produrre il silenzio che ci consente di entrare in noi stessi”.
Direi che questa è una delle riflessioni-cardine.
[Aste] non appena rimedi
[Aste] non appena rimedi copia, sarei felice di leggere le tue impressioni, Marina;). Se intanto Fiorenza vuole commentare l'articolo, appena ha un attimo, ne sono molto felice;)
Carissimo Franco, e carissima
Carissimo Franco,
e carissima Marina, carissimi tutti del nuovo Lankelot,
eccomi, appena rientrata da Milano dove abbiamo incontrato un altro giuliano, grande alpinista, e scrittore pieno di passione, il giovanissimo novantatreenne Spiro Dalla Porta Xydias (ti prego di perdonarmi l'inesattezza geografica... uso abbreviato e generico della lingua, come spesso si fa, con leggerezza, quando si parla di una regione dal nome doppio, come il Friuli Venezia Giulia. Eppure dovrei saperlo, visto che provengo dal Trentino Alto Adige... mea culpa. Rimedierò al più presto, nella seconda edizione del libro).
Grazie infinite per la tua recensione, attentissima, sensibile e puntuale come sempre. Martinelli è veramente una voce fuori dal coro, a cui è impossibile appilcare etichette. Grande amore per la montagna, vista come percorso di conoscenza, come luogo che ti mette alla prova. Non tanto una prova esteriore, atletica, quanto una quotidiano prova interiore, una quotidiana verifica del proprio modo di stare nel mondo, da affrontare con consapevolezza dei propri mezzi e dei propri limiti, con coraggio e con sincerità.
[Aste] va bene, ma in
[Aste] va bene, ma in libreria l'hai trovato o l'hai dovuto cercare via ibs ?
[Martinelli] Ti spedisco
[Martinelli] Ti spedisco volentieri il libro, cara Marina. Fammi sapere il tuo indirizzo e provvedo domani stesso.
[Martinelli] Chi cerca il
[Martinelli] Chi cerca il libro online, lo può trovare qui: www.mariomartinelli.net/acquista.asp
[Aste, Martinelli] Ho notato
[Aste, Martinelli] Ho notato che anche abebooks li ha quasi tutti...
[Aste] Bella recensione,
[Aste] Bella recensione, libro interessante, appunto linguistico doveroso :)
Martinelli finora ha pubblicato con (piccole) case editrici molto interessanti. Non credo sia l'unica differenza con il deludentissimo Corona (deludente soprattutto dopo la "vendita" di se stsesso a Mondadori). Ma anche per questo, probabilmente, ne esce molto molto meglio... (mi perdonino amici ed estimatori del Mauro d'Erto ma io la penso così).
[Aste] Grazie, cara Fiorenza!
[Aste] Grazie, cara Fiorenza! Adesso ti scrivo in privato.
Corona: si sa che l'ho molto apprezzato agli inizi anch'io, ultimamente non l'ho più letto.
[Aste] Spiro Dalla Porta:
[Aste] Spiro Dalla Porta: ah, ho un ricordo di alcuni suoi articoli che ho letto, pensa un po', quest'estate alla sera, al Rifugio Giussani sulle Tofane, dove abbiamo pernottato per affrontare il giorno dopo la camminata fin sulla vetta della Tofana di Rozes. è un filosofo dell'alpinismo, scrive molto bene! Infatti mi ero ripromessa di tornarci, ma dopo....ho sempre una marea di roba!
Aspetto il tuo indirizzo,
Aspetto il tuo indirizzo, cara Marina. E se anche Ildelaura desidera riceverne una copia, sarò felice di spedirla.
Sì, Spiro Dalla Porta sarà ospite per tutti e quattro i giorni al festival "Tra le rocce e il cielo, scrittori di montagna all'ombra delle Piccole Dolomiti", che stiamo organizzando in Vallarsa per il 19, 20, 21 e 22 agosto 2010, e a cui invito calorosamente tutto Lankelot. Fra Dalla Porta e Martinelli c'è una profonda amicizia, grande stima e grande consonanza nella visione della vita e della montagna.
[Martinelli] Sono
[Martinelli] Sono perfettamente d'accordo cara Ildelaura, nonostante la loro amicizia sono bel pochi i punti di contatto fra Martinelli e Corona. Quel che li distanzia radicalmente è l'approccio alla vita, prima ancora di quello verso la montagna. Martinelli ha uno spessore e una profondità che vengono da un lungo percorso di ricerca interiore. Corona era nato libero, forse ora l'appartenere alla scuderia Mondadori non gli giova.