Nothomb Amélie

Diario di Rondine

Autore: 
Nothomb Amélie
“Ero reduce da una sofferenza d’amore così idiota che è meglio non parlarne. Alla sofferenza si aggiungeva la vergogna della sofferenza. Per impedirmi un simile dolore, mi strappai il cuore. Un’operazione semplice, ma poco efficace. Il dolore che mi aveva assediato dilagava ovunque, sotto la pelle e sopra, negli occhi, nelle orecchie. I miei sensi mi erano nemici e non la smettevano di ricordarmi quella stupida storia. Decisi allora di uccidere le mie sensazioni (…) Fu un suicidio sensoriale, l’inizio di una nuova esistenza”.
Nothomb gioca con l’eterno tema della morte e sceglie di esaminarlo dalle due opposte angolazioni: suicidio – omicidio, col romanzo a colmare  tutto il divario tra questa emblematica coppia di contrari e a generarne di nuovi.
Metamorfosi di un infelice che da vittima, diventa carnefice: nessun desiderio di vendetta, solo noia e il gusto di uccidere.
Perché annullare la sensibilità significa vivere come abitando un vuoto. Castrazione totale: la vita diventa morte e solo la morte, paradossalmente riconduce alla vita.
L’autrice sfrutta un’asimmetria sentimentale come innesco per l’intero apparato del proprio scrivere, che si affida all’immediatezza della prima persona, per spogliare l’intimità del protagonista, battezzatosi prima Urbano e poi Innocenzo, nel corso del testo, senza mai riportare il suo vero nome fino all’epilogo. Dopo “Dizionario dei nomi propri”, dunque, si ricorre nuovamente al criterio del nomen omen tanto caro alla scrittrice belga. Pertanto, proprio in quest’ottica, risulta significativa la scelta di ricorrere ai nomi di due pontefici tutt’altro che secondari nella Storia: Urbano II, il papa della prima crociata e Innocenzo III, il papa dell’Inquisizione. Nulla è casuale, in un libro disseminato di citazioni nascoste in puro stile Nothomb.

Geniale nell’indagare le più infinitesime sfaccettature dell’animo femminile, Amélie, si sa, non disdegna di dar voce alla controparte maschile qui indugiando sui meccanismi alla base dei comportamenti di un uomo rimasto senza amore, senza lavoro e senza sesso, e conseguentemente artefice di uno strano sperimentalismo omicida, frutto di una metafisica secondo cui il corpo, a differenza dell’anima, non è cattivo.
“Diario di Rondine” è dunque storia di un diario nel diario, dove ancora una volta il male non incontra stupore e tremori, non è soggetto a censure. Nessun imbarazzo nel sondare l’abisso. Nessun filtro nel raccontare le considerazioni di un killer e la sua visione distorta dell’atto stesso di uccidere. Il protagonista sfugge al dolore bypassando ogni tipo di percezione sensoriale ed emotiva. Il prezzo è altissimo, la vita perde senso. L’occhio guarda senza vedere, il corpo e la mente smettono di rispondere a qualsiasi genere di stimolo.
“Il tatto e l’udito divennero per me il cieco e il paralitico: stranamente cominciai a compensare le mie carenze sessuali con una specie di continuità musicale”.
A far breccia in questa totale impermeabilità, la musica. O meglio, la mania per i Radiohead.

“Ci sono musiche ossessive al punto che impediscono di dormire e persino di vivere. Il cervello le riprogramma senza sosta, escludendo qualsiasi altra forma di pensiero. All'inizio questa espropriazione di sé a vantaggio di una melodia è un godimento. Ti esalta il fatto di costituire soltanto una partitura e di scampare in quel modo ad assurde ruminazioni. (...) Poco a poco però le meningi cominciano a soffrirne. (...) Il percorso della musica diventa la via crucis del processo mentale. (…) Con la cuffia sulle orecchie, mi isolavo in una specie di camera sensoriale dove ascoltavo senza sosta gli album Amnesiac, Kid A e Hail to the Thief. L'ascolto agiva come una siringa che mi inoculava ininterrottamente la più meravigliosa delle droghe. Quando mi toglievo la cuffia per andare a uccidere, il mio juke-box cerebrale non cambiava il programma. Non era un sottofondo sonoro, era l'azione stessa. Uccidevo in accordo con essa”.
L’ossessione si sposa alla dipendenza e ammazzare su commissione diventa fonte unica di piacere: adrenalina pura che scuote dal torpore e spezza l’anestesia dei sensi.
Urbano valica con disinvoltura il confine tra bene e male, senza nessun tipo di rimorso. Le sue sensazioni non hanno alcuna nozione della morale, convinto addirittura di realizzare, sparando, la sublime volontà celeste oltre che l’ineluttabile destino delle proprie vittime, con le quali crede di stabilire una forma di conoscenza biblica, poiché “colui che viene assassinato si concede. Si scopre di qualcuno questa intimità assoluta: la morte”.
Angela Migliore, gennaio 2007

Ne consegue una concezione edonistica dell’atto di uccidere che si pone come dimensione privilegiata che consente la temporanea fusione di corpo e anima. “L’omicidio comporta una straordinaria carica spirituale: se si considera che l’orgasmo è carne satura di pensiero, si ottiene la chiave della quotidianità” del protagonista. Premuto il grilletto, il sangue affluisce impazzito e provoca quel senso d’ignoto, d’innominato, di innominabile che polverizza la noia. “Non esiste verginità paragonabile a quella di uccidere (…) Sussulti di piacere in regioni difficili da localizzare. Un esotismo assolutamente liberatorio. Non c’è esercizio più radicale della volontà di potenza. Assumi il potere assoluto su un essere del quale non sai un bel niente. E come ogni tiranno che si rispetti, non provi alcun senso di colpa. L’atto è accompagnato da una deliziosa paura ed è lei a catalizzare il godimento”.

È scrittura in perfetto trend Nothomb, fedele all’atipicità che caratterizza da sempre la sua narrativa. Morte, dolore, sesso, bellezza, amore costituiscono la materia pulsante di un testo capace di conservare la propria originalità pur affrontando tematiche quanto mai classiche. L’autrice belga rifiuta la gabbia di un unico genere precostituito e si diverte a mescolare noir, satira di costume, diario e romanzo psicologico. I monologhi interiori e i dialoghi si intrecciano con ritmo assolutamente perfetto, l’atmosfera dark fa da sfondo per attente riflessioni di carattere introspettivo senza che la prosa si impantani e diventi pedante, all’opposto tratteggiando con arguta ironia nonché elegante scorrevolezza, la personalità dell’antieroe protagonista.
Entriamo nella sua mente, partecipi delle sue elucubrazioni, trasmesse mediante “parole fredde come la morte”, parole vuote di nostalgia almeno fino alla comparsa di Rondine. Fino a che la sacralità del segreto di lei non spezzerà la linea di continuità dei suoi omicidi, generando delirio amoroso e ossessione nuova, con la scrittura a farsi luogo d’incontro e perdizione, causa e strumento di morte, origine di una storia d’amore cominciata dalla fine.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Amélie Nothomb (Kobe, Giappone, 1967), scrittrice belga di lingua francese.
“Igiene dell’assassino” è stato il suo primo romanzo. 

Amélie Nothomb
, “Diario di Rondine”, Voland, Roma 2006.

Approfondimento in rete
: Mademoiselle Nothomb / Antenati.

 

Angela Migliore

ISBN/EAN: 
9788888700762

Commenti

Regalo ai nothombisti - nothombiani di Lankelot.eu

Nothomb è rinata! Vado a comprarlo settimana prossima.
E tu, sei Grande.

In italiano o in francese?
Invidio da matti chi riesce a padroneggiare più lingue!

Grazie - personalmente - per avermi regalato la prima recensione pulita, senza che questo significhi "ingenua", anzi!, che leggo a proposito di questo libro. Lettura approfondita e piena di spunti notevoli. In stile Migliore.

"Con la cuffia sulle orecchie, mi isolavo in una specie di camera sensoriale dove ascoltavo senza sosta gli album Amnesiac, Kid A e Hail to the Thief. L?ascolto agiva come una siringa che mi inoculava ininterrottamente la più meravigliosa delle droghe. Quando mi toglievo la cuffia per andare a uccidere, il mio juke-box cerebrale non cambiava il programma. Non era un sottofondo sonoro, era l?azione stessa. Uccidevo in accordo con essa?. "

Non lo so. Avevo immaginato nelle storie della Nothomb una musica speciale. Sicuramente musica classica, imponente ma non invasiva. I Radiohead, anche solo come nome, non ce li vedo proprio.

Le sue sensazioni non hanno alcuna nozione della morale, convinto addirittura di realizzare, sparando, la sublime volontà celeste oltre che l?ineluttabile destino delle proprie vittime, con le quali crede di stabilire una forma di conoscenza biblica, poiché ?---colui che viene assassinato si concede. Si scopre di qualcuno questa intimità assoluta: la morte---?.

Questo la Nothomb l'ha ripetuto in quasi tutti i suoi libri, vero e proprio leitmotiv nothombiano. Igiene dell'assassino; Cosmetica del nemico...

3> In francese ovviamente. Nothomb, Houellebecq, Vian e Shan Sa solo in italiano mai. Tu leggeresti Cassola o Baricco in francese?

Comunque è una lingua facile da imparare.
Buon inizio può essere "L'étranger" di Camus, lessico elementare, ottimo per chi non padroneggia ancora.

(Io invidio chi può leggere Brecht in tedesco o Keats in inglese)

4 > Lo sai che mi piace mantenere le promesse. E posso farlo solo col mio stile :)

5 > Premessa fondamentale: di musica non me ne intendo affatto. Però non avrei mai associato la Nothomb alla classica. E' scrittrice atipica che forza gli schemi e canta fuori dal coro. Troppo lontana dai codici rigidi che regolamentano sinfonie, notturni e sonate.

6 > Io leggo solo in italiano. Non sono in grado di andare oltre la mia lingua madre, purtroppo.

Un'autrice da conoscere (ancora), ne ho letto benissimo qui su Lankelot, ma non so da dove cominciare. Si accettano suggerimenti.

Leggere l'originale? Io ricordo - tra le letture tedesche - la forza straordinaria di Storm. Siddharta mi aveva un po' delusa, ma Hesse in generale non è fra i miei autori preferiti. Oggi ho dimenticato quasi tutto il tedesco che un tempo conoscevo bene. Avrei voluto mantenerlo vivo approfittando dei corsi universitari. Ebbene, felice scoperta: per il tedesco non si va oltre un livello intermedio. Meno male che la mia provincia confina con l'Austria!!!!

Il mio suggerimento è di partire da Mercurio. Il tema portante non è originalissimo, ma questo nulla toglie alla bellezza del romanzo.

Grazie! Segnato :)

Dalla tua splendida rec sembrerebbe un?insolita storia d?amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature dark, credo.
Ho letto Mercurio e Dizionario dei nomi propri: apprezzabile il primo, del secondo dico molto serenamente che è più bella la rec di Gf.
Se non conoscessi l'autrice, dopo questa tua lettura andrei ad acquistare il libro, ma?
Grazie, Angela

Raffaella

"annullare la sensibilità significa vivere come abitando un vuoto".
Appunto.
"...convinto addirittura di realizzare, sparando, la sublime volontà celeste oltre che l?ineluttabile destino delle proprie vittime, con le quali crede di stabilire una forma di conoscenza biblica, poiché ?colui che viene assassinato si concede. Si scopre di qualcuno questa intimità assoluta: la morte?.
Queste osservazioni, a livello umano, mettono di brividi, un'analisi di una perversione, direi.
Comunque prima o poi leggerò la tanto decantata Nothomb e partirò da Mercurio come mi è già stato consigliato.
ottimo lavoro, hai una sinteticità che per me è inarrivabile.

13 > Sì, Raffaella, "un'insolita storia d'amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature dark". Proprio come riportato nella quarta di copertina. Anch'io ho preferito "Mercurio" a "Dizionario dei nomii propri", ma la storia di Plectrude, non mi ha delusa affatto.

14 > Grazie per l'apprezzamento. A volte, però,la capacità di sintesi non è un vantaggio. Ho imparato a scuola, quando la prof ci costringeva a riassumere i capitoli de "I promessi sposi" in sole quindici righe :)

Ho scordato le virgolette, Angela, ma in effetti è dal catalogo Voland che ho tratto quella frase. Come dire, prima di scartare un libro, sì che mi informo.
E' vero quello che dice Marina: sei mirabilmente sintetica.

R

Merito della prof :)

"È scrittura in perfetto trend Nothomb, fedele all?atipicità che caratterizza da sempre la sua narrativa. Morte, dolore, sesso, bellezza, amore costituiscono la materia pulsante di un testo capace di conservare la propria originalità pur affrontando tematiche quanto mai classiche. L?autrice belga rifiuta la gabbia di un unico genere precostituito e si diverte a mescolare noir, satira di costume, diario e romanzo psicologico" > mi associo al mirabilmente sintetica. E qualche volta (non per forza nel pezzo citato) anche decisamente e con proprietà poetica. La Nothomb è stata la mia migliore scoperta assiem a Lansdale nel passato (sigh) 2006 con "Sabotaggio d'amore". Ho già due bis sul comodino

Non conosco Lansdale, vorrà dire sarà la mia scoperta del 2007? :)

8. Come scrittrice è atipica, concordo, ma nei suoi romanzi c'è un lirismo ed una solennità che mi fanno suonare in testa Haydn, Bach, Schubert, musica sinfonica che di "classico" hanno ben poco. E poi la sua figura - la Nothomb - e la sua eleganza, sembra una dama d'altri tempi. :)

?Ci sono musiche ossessive al punto che impediscono di dormire e persino di vivere. Il cervello le riprogramma senza sosta, escludendo qualsiasi altra forma di pensiero. All?inizio questa espropriazione di sé a vantaggio di una melodia è un godimento. Ti esalta il fatto di costituire soltanto una partitura e di scampare in quel modo ad assurde ruminazioni. (?) Poco a poco però le meningi cominciano a soffrirne. (?) Il percorso della musica diventa la via crucis del processo mentale. (?) Con la cuffia sulle orecchie, mi isolavo in una specie di camera sensoriale dove ascoltavo senza sosta gli album Amnesiac, Kid A e Hail to the Thief. L?ascolto agiva come una siringa che mi inoculava ininterrottamente la più meravigliosa delle droghe. Quando mi toglievo la cuffia per andare a uccidere, il mio juke-box cerebrale non cambiava il programma. Non era un sottofondo sonoro, era l?azione stessa. Uccidevo in accordo con essa?.

hummmm non so chi mi ricorda... ; ) però non uccido nessuno, affronto solo il "mondo". (credo che sarà la mia prossima nothomb!)

Iniziato! Credo che durerà qualche ora.
Intanto mi limito a dire che trovo INCREDIBILE che "Pulk/Pull Revolving Doors" sia stato un brano-innesco, come parrebbe di capire leggendo le prime righe. Dico sul serio. Non so come l'hanno presa i Radiohead ma direi che è una scelta assolutamente stravagante. Misteri della Nothomb

Prima frase nothombiana a pagina 25: "L'unico sesso è la bellezza (...). Sesso vuol dire 'ciò che separa'. La gente bella si distingue dal resto dell'umanità, che forma una massa brulicante e indistinta".

Ma sembra un po' annacquata, non capisco. Sin qua scrive col freno a mano tirato. Vediamo se esplode.

pagina 40 e visualizzo un'idea che mi tormenta. Non l'ha scritto lei, l'ha ricomposto. Questo è il libro di un altro. Vediamo se trovo prove.

Non ne trovo, di prove dico, diverse dalle mie sensazioni. La tua recensione è davvero bella e la preferisco in assoluto e senza dubbi a questo libro - che ho trovato piccino, fiacco, spento e annacquato. E' troppo breve, è buttato lì senza pretese: la lettura allegorica che ne dai lo ingentilisce incredibilmente; io ho trovato parecchie reminiscenze scolastiche, a partire dalle citazioni esplicite, una scrittura ingolfata e farraginosa, una non-trama fondata su due movimenti. Per questo dico che non sembrava lei; quando non aveva trame era tutta scrittura e dialoghi, qui scrittura e dialoghi li ho trovati debolissimi, cinematografici o malamente letterari.

Peraltro precipitare nel libro di genere - perché questo ha fatto - m'è risultata una scelta dolorosa. Ad ogni modo niente cancella gli splendidi o bei ricordi del passato. Ho l'impressione, esaminando mentalmente tutta la produzione di AN (mi mancano i due prima di questo, di cui non avevo letto niente di buono purtroppo: Acido Solforico e Biografia), che il paradiso sia perduto. Intendiamoci: mica male perdere l'ispirazione dopo 12 libri.
Peccato che c'abbia messo in mezzo i poveri Radiohead. Ecco perché trovavo stonato il richiamo a Pulk/Pull: perché è un pezzo mediocre di un disco non eccelso, difficile davvero fosse embrione di creatività nuova. Cmq - i Radiohead stessi sono in crisi creativa, a ben guardare, ma dopo 5 album (il tetto di solito è 3, poi si finisce) - quindi una coincidenza, come dire, di affinità c'è.

Con questo suggerisco alla Nothomb di cambiare ascolti, questi sembrerebbero forzati e un po' inadatti alla sua scrittura. Soprattutto suggerisco letture nuove e scrittura interrotta, da quel rubinetto è uscita troppa acqua:).

Ehi, grazie Angela. La tua scrittura, qui, è ultra-nothomb.
Peccato che la nothomb non ci sia più. Tornerà?

Ah, Amelie, se passi da queste parti: comprati il secondo e il terzo disco dei Liars, ti serviranno. E non li ascolterai postumi, come i Radiohead.

23> Scusa se rispondo solo ora. Mica mi ero accorta di tutti i tuoi commenti! Non conosco bene la Nothomb, non quanto te. Ho letto solo 5 dei suoi romanzi... Dici che sull'onda della suggestione regalatami dalle precedenti letture, l'abbia ingentilita quando qui meritava, invece, stroncatura?
Uhmmm, può darsi.  Ma se così è stato, è avvenuto in maniera del tutto inconscia.
Quanto allo scrivere libri di genere, sì, condivido sia un precipitare.

:).
Se non fosse stato per il tuo articolo, in ogni caso, non avrei mai sentito il desiderio di avvicinarmi a questo libro. A testimonianza della grande qualità e dello spirito della tua scrittura. Danke ancora.

26. Raramente ho trovato un commento così limpido e schietto. Anche perchè è esattamente quello che anch'io ho pensato durante tutta la lettura del romanzetto.

Ho notato che incredibilmente la Nothomb è persino diventata volgare - e gratuitamente - in certi passi (vd. le crisi onanistiche del protagonista). E' stata una gran delusione, la magia s'è persa del tutto; il killer sembra un ragazzetto mezza-sega come ce ne sono tanti in giro, il finale mollaccioso e stiracchiato, l'eleganza della scrittura s'è buttata da un precipizio discretamente elevato.

Ci mancava solo che parlasse di McDonalds per completare il quadro penoso.

Concordo sul fatto che se è vero che la Nothomb concorda col suo personaggio, la scrittrice allora dovrebbe ascoltare un po' più di musica. Leggendo pensavo: "E John Zorn? E Ordo Rosarius Equilibrio? I Tool? I Mr. Bungle? I Fantomas? Etc etc..."

Eppoi, i Radiohead se la tirano...

(ora che ci penso, è un bel po' che non scrivi di dischi, Paolo, sarebbe ora. Ho ordinato Armageddon Gigolo cmq;) )
(condivido la tua lettura)

non ho letto questo.. l'unico è metafisica e non mi ha dato la voglia di continuare. libro carino, scheletrico, delicato.
ma affonda troppo nell'autobiografia.
ho avuto la sorte di vederla in tv: lei è uno spettro, non mi va di leggere libri di una non-morta.
so che pare una fesseria e non si dovrebbe mischiare il personaggio alla persona ma una volta rotto l'incanto per me la nothomb è quello: una insana. l'idea che la letteratura debba essere prodotta dal malessere -tenuto sempre ben vivo esattamente come in cina tengono vivi gli orsi in gabbia per continuare a succhiar loro con un catetere una bile sempre fresca finché la tortura non esizia- questo mi addolora.
io credo nella redenzione della letteratura e nella gioia che essa restituisce. se non risolve allora non è elaborazione ma elencazione masochistica.
firmato C.G.J.

21. Paolo: Bach per la Nothomb? al più Nyman ;-)

"l?idea che la letteratura debba essere prodotta dal malessere -tenuto sempre ben vivo esattamente come in cina tengono vivi gli orsi in gabbia per continuare a succhiar loro con un catetere una bile sempre fresca finché la tortura non esizia- questo mi addolora.
io credo nella redenzione della letteratura e nella gioia che essa restituisce. se non risolve allora non è elaborazione ma elencazione masochistica.
firmato C.G.J".

Davvero molto interessante.
(chi è C.G.J.?)

sono io che mi fingo carl gustav jung.. (sic!)