Alfatti Appetiti Roberto

Tutti dicono che sono un bastardo. Vita di Charles Bukowski

Autore: 
Alfatti Appetiti Roberto

A vent'anni di distanza dalla sua morte, Bukowski è diventato una maschera nordamericana e probabilmente è stato più parodiato che letto da una pletora di epigoni europei e occidentali, in genere, e forse considerato più un atteggiamento da assumere che un modello letterario. Bukowski è sostanzialmente diventato un aggettivo, un modo di fare, magari tardo-adolescenziale. Forse è diventato una scusa. È una buona ragione per trattare con benevolenza e gratitudine un saggio come questo, fondato sulla lettura di tutti i suoi scritti, inclusi quelli più laterali e giovanili, e su una robusta documentazione, e su una considerazione ben diversa: in “Tutti dicono che sono un bastardo” (Bietti, 2014; euro 19, pagine 336) l'autore, il giornalista e scrittore abruzzese Roberto Alfatti Appetiti, intelligenza libertaria e anarchica classe 1967, ha trattato Bukowski da scrittore e non da bizzarro grafomane: da intellettuale e non da clown alcolista.

Cosa fa la differenza in un libro come questo – la biografia di un artista che aveva scritto soltanto di sé stesso e delle sue giornate a tutto spiano, in qualsiasi momento della sua vita? La differenza la fanno lo stile e il respiro del biografo. La differenza è una questione di intensità: intensità di scrittura, potenza di argomentazioni, e a speziare qua e là qualche aneddoto poco conosciuto. È un libro intensissimo, pieno di passione e di sentimento: è questo che mantiene viva la concentrazione, e origina divertimento. Non posso considerarmi tra gli appassionati di Bukowski. Sinceramente non lo sono mai stato, non mi ha mai emozionato molto e non mi ha mai convinto. Invece sono naturalmente appassionato della scrittura di Alfatti Appetiti. Alfatti è coraggioso e non convenzionale. E lucido, e piuttosto autonomo. Ha stile – e ha personalità. Cercando un libro di Alfatti ho letto cose di Bukowski, e su Bukowski, che hanno certamente complicato e altrimenti chiarito le idee che m'ero fatto sullo scrittore californiano: sono grato per quel che ho imparato e molto incuriosito dalla ricchezza e dalla pluralità dei riferimenti culturali individuati da Alfatti.
 
Gran lettore, Bukowski aveva una particolare venerazione per il grande e frainteso John Fante, e per gli irregolari d'eccezione del Novecento: su tutti, forse ovviamente, Knut Hamsun, il padre di Fante e di London. Poi “quelli sbagliati” ma forse per questo più interessanti ancora, vale a dire Pound e Céline. Poi i nordamericani con un'idea più limpida della scrittura, come Sherwood Anderson. Granitico nella sua avversione al sistema letterario occidentale, secondo Alfatti Bukowski “dichiarava guerra al sistema senza cercare alleanze, o almeno desistenze, con le fazioni avverse […]”: e anzi ridicolizzava gli addetti ai lavori, e gli scrittori di maggior peso. Soprattutto, e con ovvie ragioni, i progressisti d'accatto, i sinistri per convenzione (o per pigrizia) e per opportunità, in Usa come in Europa. Bukowski, “beat ancor prima dei beat”, era uno che si sentiva, da solo, “una marcia di protesta”. L'underground prima ancora che esistesse l'underground. Un individualista assoluto, che non credeva in altro che non fosse la scrittura, e si consolava del buio della nostra povera esistenza con tanta musica classica e tanto vino, e con un fermo rifiuto di qualunque ideologia e qualunque dogma. Uno consacrato alla scrittura: forse “radicato” nella scrittura soltanto. In questo libro, pienamente rispettato, restituito e insegnato.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Roberto Alfatti Appetiti (Roma, 1967), giornalista e saggista abruzzese. Ha esordito pubblicando “All'armi siam fumetti. Gli ultimi eroi d'inchiostro”, raccolta di scritti già apparsi su vari quotidiani e periodici, nel 2011. È l'anima del ricco blog “L'eminente dignità del provvisorio.
 
Roberto Alfatti Appetiti, “Tutti dicono che sono un bastardo. Vita di Charles Bukowski”, Bietti, Milano, 2014. ISBN, 9788882483128.
 
Per approfondire: ALFATTI APPETITI in Lanke
 
Franchi, aprile '14.

 

ISBN/EAN: 
9788882483128

Commenti

[Alfatti Appetiti - Bukowski]

[Alfatti Appetiti - Bukowski] A vent'anni di distanza dalla sua morte, Bukowski è diventato una maschera nordamericana e probabilmente è stato più parodiato che letto da una pletora di epigoni europei e occidentali, in genere, e forse considerato più un atteggiamento da assumere che un modello letterario. Bukowski è sostanzialmente diventato un aggettivo, un modo di fare, magari tardo-adolescenziale. Forse è diventato una scusa. È una buona ragione per trattare con benevolenza e gratitudine un saggio come questo,

[Alfatti Appetiti - Bukowski]

[Alfatti Appetiti - Bukowski] Franchi's back. (-:

[Bukowski - beat] Sui beat

[Bukowski - beat] Sui beat prima dei beat forse sarebbe il caso di scriverci un saggio. Se ne contano oramai a decine (scherzo). Bukowski, ma pure Jack Black viene considerato una sorta di antesignano, per non parlare di Emanuel Carnevali. E probabilmente ce ne saranno altri, chi sa.

(beat) eh, ma chissà jack

(beat) eh, ma chissà jack black chi era... davvero.

[Beat - Jack Black] Chiaro.

[Beat - Jack Black] Chiaro. Era solo per dire che certe etichette sono sì utili per definizioni generali e generiche cui fare riferimento, ma che studiando poi i vari "movimenti" (che siano letterari, artistici, musicali, politici, o altro) si scopre sempre che si innestano su un terreno già preparato, in qualche modo, da altre persone, e andando nel dettaglio di queste altre persone si scopre che, magari... e così via. Insomma, ci si diverte.

(alfatti, branco) grazie

(alfatti, branco) grazie branco - ottimo lavoro, come sempre. Il libro merita, è stato scritto con amore e lavorato con altrettanto amore in casa editrice. Se ti capita di sfogliarlo in libreria - anche solo di soppesarlo - vedrai: trasmette buone sensazioni anche da chiuso.

[Alfatti - Bukowski] Tornando

[Alfatti - Bukowski] Tornando a Bukowski, ho letto poco di suo, "Storie di ordinaria follia" e scritti sparsi qua e là. In generale, un gran senso di solitudine, riducendo al massimo le impressioni avute leggendolo, nascoste da un atteggiamento, per riprendere il titolo di questa autobiografia, da "bastardo". Un altro scrittore che me lo ricorda, per certi versi, è Brautigan, o almeno, io loro due li metto a fianco, poi magari non ci stanno granché bene, chissà.

(alfatti, bukow.) io ricordo

(alfatti, bukow.) io ricordo che negli anni Novanta, già quando eravamo quasi maggiorenni, si viveva una fase di mitizzazione delle sue presentazioni, considerate alla stregua di concerti, e che a un certo punto, morto di curiosità per il tanto entusiasmo che avevo sentito nei suoi riguardi, avevo cercato quattro-cinque libri, per poi concludere che come poeta non comunicava niente - o almeno, "non era un poeta" - e che invece aveva un passo bizzarro, zoppicante ma interessante sulla breve distanza, coi racconti e le interviste. Ma sempre, sempre, ho sentito soverchiante la sua personalità rispetto alla sua scrittura. Era un personaggio e non un grande scrittore. Uno dei film legati a Bukowski, "Barfly", è un discreto omaggio e da quanto capisco, dopo aver letto Alfatti, "piuttosto fedele"...

[Alfatti, Bukowsy] Ho

[Alfatti, Bukowsy] Ho apprezzato molto l'inciso sulla "moda" e sull'atteggiamento di molti suoi lettori. Sempre stata la mia impressione. Il "brutto" e "maledetto" temo possa fare molto intellettuale e da qui letture poco consapevoli da parte di chi in realtà non è abituato a leggere. Diciamo che può aiutare certe pose.

(Bukowski) Anche io ce l'ho

(Bukowski) Anche io ce l'ho questo libro. Molto bello davvero come quell'altro appena pubblicato da Feltrinelli. Per il resto, posso dire di aver letto tutte le opere di Bukowski tradotte in italiano. Segnate una per una. Sono particolarmente affezionato a Charles e questo legame si è solidificato in età adulta. Non l'ho mai amato per le pose e tendenzialmente detesto quasi tutte le persone che ho conosciuto nella mia vita e che dicevano di amare Bukowski, mi mettevano noia e tristezza quando le ascoltavo parlare, adesso mi capita meno perchè appena qualcuno si mette a parlare di letteratura io mi alzo e me ne vado per non litigare e non ho voglia di litigare. Ho ritrovato nelle sue storie un mondo che conoscevo e che conosco da vicinissimo, seppur in forma italiana, e che trovai splendidamente raccontato, seppur fra alti e bassi. 

(bukowski, feltrinelli) qual

(bukowski, feltrinelli) qual è quello nuovo pubblicato da Feltrinelli?

(bukowski, feltrinelli) mmm.

(bukowski, feltrinelli) mmm.

(Feltrinelli) Secondo me è un

(Feltrinelli) Secondo me è un libro interessante quello uscito per Feltrinelli.

Su Barfly, film brutto davvero. 

[barfly] io l'ho rivisto

[barfly] io l'ho rivisto qualche anno fa - abbastanza di recente - e mi è sembrato stesse invecchiando molto bene. La scheda di Hammer è molto equilibrata e condivisibile. Dovresti dargli un'altra opportunità, andrea, magari a distanza di tempo ti sembrerà più ispirato.

(Barfly) Promesso ci riprovo,

(Barfly) Promesso ci riprovo, dovesse non piacermi vi spedisco tutti e due a spingere la carrozzina di S.B ai domiciliari. Mi raccomando.

[Alfatti Appetiti-Bukowski]

[Alfatti Appetiti-Bukowski] Che bello, una pagina di GF: era ora!!!! Non mi pronuncio né sull'autore né sul tema. Per caso di recente ho visto una lunghissima intervista-documentario sulla vita di C. B. e devo dire che mi ha lievemente annoiato, forse perché si incentrava sul rapporto tra B. e le donne, un rapporto ovviamente tormentato, infantile, pieno di ripensamenti, abbandoni e ritorni, ragazze lolite e ricercatrici di B. in quanto mito (si era ritrovato sulla porta di casa due svedesi venute apposta fin lì ...). Di lui per la verità non ho letto nulla.

Pagina di Gf come sempre ineccepibile :)

 

[carrozzina] ahahahah :) Beh,

[carrozzina] ahahahah :)

Beh, in realtà non so se oggi potrebbe piacermi ancora. Al periodo mi gasava parecchio, ma per suggestioni più autobiografiche che letterarie. Oggi non me ne frega più di tanto ;)

(Buk-appetiti) Su Il Giornale

(Buk-appetiti) Su Il Giornale lunga intervista di Francesco Maria Del Vigo a Roberto:

www.ilgiornale.it/news/cultura/quel-vecchio-bastardo-bukowski-alcol-donne-e-nazisti-1014475.html

 

[Bukowski] Un'intervista di

[Bukowski] Un'intervista di Jonathan Smith al suo editore, John Martin, su Vice.

[Alfatti Appetiti - Bukowski]

[Alfatti Appetiti - Bukowski] Gianfranco lo inserisce anche fra i 5 libri del 2014.