La creazione dell’Universo, forse, è stata una mossa sbagliata. Chi è stato? Un Dio? Quale Dio? Sta di fatto che quel misterioso evento è parte dei guai che stanno rovinando i viaggi interstellari di Zaphod, ormai ex presidente della Galassia, Ford Prefect, gli ultimi due terrestri Arthur e Tricia e il robot paranoide, Marvin. Stavolta riusciranno – tra le altre cose – a viaggiare nel tempo, ad assistere alla fine dell’universo seduti comodi in un ristorante giusto al termine del cosmo, a ritornare sul pianeta Terra un paio di milioni d’anni prima dell’esplosione per mano vogoniana che ben ricordiamo dal libro precedente. Non mancheranno concerti rock con esplosioni estremamente realistiche, un mite salto temporale di 576mila milioni di anni (Marvin avrà pazienza), conversazioni tra un vogon e il suo psichiatra – in sintesi, si sarà inteso che questo è probabilmente uno dei deliri più intelligenti e ispirati della storia della Letteratura Inglese. Fantascienza? Riduttivo. Adams si prende gioco della vita, della religione, della società, del sesso, delle classi sociali, del rock, dell’alimentazione, della depressione. E della morte, anche, degli spettri. Tutto ha toccato, sino a questo momento, fuorché l’amore. Molto curioso.
Il secondo libro della saga mantiene lo stupendo standard di intelligenza, divertimento e originalità della “Guida galattica per gli autostoppisti”: mantenendo un ritmo formidabile, distendendo la (ricca: ma è un eufemismo) trama con una naturalezza impressionante, Adams descrive eventi che divertono e inquietano. L’artista inglese sapeva accompagnare il lettore di fronte a un delizioso baratro: precipitando nell’opera, si incontravano tutta una serie di argomenti e meditazioni nucleari e fondanti; si attendeva di toccare terra, alla fine del libro, sapendo che sarebbe stata una morte rigenerante. Rendo l’idea? Terminare la lettura di un’opera di genio è magnifico e terribile. Meno male che mancano altri tre volumi.
L’astronave Vogon deve distruggere la “Cuore d’oro” che trasporta gli ultimi due, pericolosi terrestri. Sono parte di quel computer organico, il nostro fu pianeta, che doveva dare – c’era quasi riuscito, potrebbe riuscirci ancora? – una domanda alla risposta sul senso della vita, dell’Universo e tutto quanto: quarantadue. Sei per sette? Troppo facile. No.
Arthur ha appena impallato il pc di bordo, domandandogli una cosa complicata: come si prepara un buon tè. Zaphod è furibondo: l’attacco degli alieni è prossimo e il tempo stringe. Soluzione? Inconscia. Evocare il bisnonno morto. Zaphod Quarto. Lui è Zaphod Primo, o Nientesimo. Colpa di un precedente viaggio nel tempo, e di un guaio con un contraccettivo. Il bisnonno saprà farli fuggire – nel tempo – ma ricorderà a Zap che ha una missione. Incontrare il Grande Presidente Ombra della Galassia. Quello che, a differenza sua, decide realmente di tutto.
Zap è bruciaticcio, ha due cervelli entrambi scoppiati, non ha memoria di troppe cose. Ma non ha alternativa. Accetta l’incarico. Si ritroverà sul pianeta Orsa Minore Beta, tutto una costa subtropicale. Là è sempre sabato, niente notti; spiagge dorate, molto divertimento e una importante casa editrice: quella che pubblica l’idolatrata, definitivamente inesatta Guida galattica per gli autostoppisti. Sa che deve incontrare Zarniwoop. Lui potrà guidarlo all’incontro determinante…
E così – tutto non racconto – per incontri con un ascensore filosofo (ha paura del futuro: ha intelligenza e precognizione) e nevrotico (non vuole andare su. Solo giù), accompagnato dal suo robot maniaco-depressivo, Marvin, s’avvierà sino a un nuovo viaggio micidiale. Marvin intanto ci regala grandi momenti di depressione. Lo incontriamo seduto, assorto, “nel suo mondo sgradevole, triste e abbandonato” (p. 24). “Nessuno mi può aiutare” (p. 46), dice, totalmente infelice. “Credo sia giusto sappiate sono molto depresso” (p. 132), e via dicendo. È di una morbosità adorabile, irrimediabile e cronica. Uno splendido malato di mente, purtroppo senza epigoni degni nelle letterature occidentali: forse nei fumetti, ma non è la stessa cosa. Pensavo a Blue di “Blue & Joy”, per capirci. Ma no, Blue è un contraltare, la spalla triste del suo gemello solare: Marvin non ha un’antitesi. È così, punto e basta. Fa ridere mostrandosi totalmente depresso, maniacalmente triste. Non ricordo niente del genere. La scena della sfida dialettica tra Marvin e il tank mandato a disintegrare Zaphod è da storia della filosofia.
Zap – rapito con tutta la metà del palazzo – si ritroverà a sfidare il mistero del Vortice di Prospettiva Totale, su un altro pianeta: “Quando si viene messi nel Vortice si ha per un attimo la visione globale di tutta l’infinita, inimmaginabile immensità della creazione, e in mezzo a questa immensità si ha modo di distinguere un segnale minimo, minuscolo, microscopico, che dice Tu sei qui” (p. 75). Zap è un predestinato. Ma io sto raccontando troppe cose…
Buon viaggio, sino al Termine dell’Universo, allora: sino allo Gnab Gib, e all’incontro con Geova. È un gatto, il gatto di un tizio senza nome. Già.
Chiudo – non senza aver invidiato chi ancora è digiuno dell’opera di Adams: voi pochi, voi happy few – con questo passo. Campione esemplare dello stile dell’autore. Unico. Io sono tre volte che ci torno su, ma non mi basta ancora.
“La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette del Come, del Perché e del Dove.
La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda ‘Come facciamo a procurarci da mangiare?’. La seconda, dalla domanda ‘Perché mangiamo?’ E la terza dalla domanda ‘In quale ristorante pranziamo oggi?’”.
Magnifico, punto.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Douglas Noël Adams (Cambridge, England 1952 – Santa Barbara, California 2001), scrittore e sceneggiatore radiofonico inglese, laureato in Letteratura Inglese.
Douglas Adams, “Ristorante al termine dell’universo”, Mondadori, Milano 2000.
Traduzione di Laura Serra. In copertina: illustrazione di Geoffrey Grahn.
Adattamento cinematografico: “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy”, di Garth Jennings, 2005. La sceneggiatura, scritta da Douglas Adams, venne originariamente opzionata da Ivan Reitman. Preferì girare “Ghostbusters”.
La saga completa: “The Hitchiker’s Guide, to the Galaxy” (1979); “The Restaurant at the End of the Universe” (1980), “Life, the Universe and Everything” (1982), “So Long, and Thanks for all the Fish” (1984) e “Mostly Harmless” (1992), protagonisti sempre Arthur Dent e Ford Prefect.
Prime edizioni italiane: “Ristorante al termine dell’universo” (Urania, 1984), “La vita, l’universo e tutto quanto” (Urania, 1984), “Addio, e grazie per tutto il pesce” (Urania, 1986), “Praticamente innocuo” (Urania, 1992).
Incompiuto per la morte dell’autore “Il salmone del dubbio” (2002).
Approfondimento in rete: h2g2 / cos’è h2g2 / Sito ufficiale di Douglas Adams / Douglas Adams Continuum / ZZ9 Plural Z Alpha / Wiki en /
ADAMS in LANKELOT:
Adams Douglas - Guida galattica per gli autostoppisti (GF)
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Agosto 2008
A Luca, Gigi e Zap
Commenti
Geniale.
Ignoravo che quel nick (Zaphod) avesse ascendenze letterarie!
Franchi sa di cosa parlo.
eh.
E che ascendenze. Quel ragazzo aveva capito tutto.
ahah. Le tre domande sono fantastiche. Finalmente ho capito il declino della civiltà romana. Che non ha mai smesso di declinare fino ad oggi.
ahahah.
"conversazioni tra un vogon e il suo psichiatra"
ahahhahaah a me queste cose fanno morire :)
"Meno male che mancano altri tre volumi." :))
piano piano leggerò gli altri anche io.
"per incontri con un ascensore filosofo (ha paura del futuro: ha intelligenza e precognizione) e nevrotico (non vuole andare su. Solo giù)"
ahhahahahaha
"ma d?altra parte qual è il vero meaning of life?"
eh, sempre lì si finisce...
4. Assolutamente.
Vista ora la dedica :) Grazie, semper.
dopo leggo, intanto vedo che è edito Mondadori: allora ogni tanto qualcosa di buono vien fuori anche da lì, nonostante la decadenza.
e lo sapevo.
Certo, pubblicando 1000 libri l'anno tutta fogna non è.
Ma questo è CATALOGO. Materiale degli anni Ottanta...
Prime edizioni italiane: ?Ristorante al termine dell?universo? (Urania, 1984), ?La vita, l?universo e tutto quanto? (Urania, 1984), ?Addio, e grazie per tutto il pesce? (Urania, 1986), ?Praticamente innocuo? (Urania, 1992).
5, 6. E' fantastico.
"Buon viaggio, sino al Termine dell?Universo, allora: sino allo Gnab Gib, e all?incontro con Geova. È un gatto, il gatto di un tizio senza nome. Già. Buon viaggio, sino alla più importante partita di Scarabeo della storia. Il risultato sarà un po? bizzarro, ma d?altra parte qual è il vero meaning of life?"
Mamma mia che libro bizzarro. Potrebbe quasi piacermi, credo;)
Verissimo quello che scrivi sulla fine di una lettura che ha saputo conquistare. E' bello e allo stesso tempo, quasi triste.
"uno dei deliri più intelligenti e ispirati della storia della Letteratura Inglese."
Dici che etichettarlo sotto fantascienza è riduttivo, parli di genialità,e allora mi sa che resterò una dei pochi fortunati ancora a digiuno per non molto altro tempo.
16. Ci metto le mani sul fuoco: almeno per questo e per il primo, per la "Guida" dico. Sono due capolavori, nel genere e non solo. Mi dirai (stanno pure in economica, che non guasta).
17. Idem. Non privartene. Merita. Merita totalmente.
"Un grande animale del genere bovino si avvicinò al tavolo di Zaphod Beeblebrox. Era grosso, con occhi acquosi, piccole corna e sulle labbra qualcosa che poteva assomigliare a un sorriso accattivante.
- Buonasera - disse accovacciandosi in terra - Io sono il principale piatto del giorno. Vi sono parti del mio corpo che vi interessano particolarmente?"
lo si apprezza molto di più leggendo prima la guida... : )
Adams era immenso, almeno i tre quinti della Guida sono immortali. Non bado ad aggettivi:). Ora spero che ristampino Dirk e i frammenti del Salmone del dubbio, mi piacerebbe potermi nutrire della sua opera omnia. Questo libro è diventato uno dei miei argomenti preferiti, probabilmente la migliore influenza che potessi sognare di ricevere in questi anni. E' totalmente necessario:)
?La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette del Come, del Perché e del Dove.
La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda ?Come facciamo a procurarci da mangiare??. La seconda, dalla domanda ?Perché mangiamo?? E la terza dalla domanda ?In quale ristorante pranziamo oggi???.
20. assolutamente d'accordo. un genio. anch'io voglio leggerlo tutto. eeeeeeeee, necessariamente lo DEVE leggere cuccio... che intanto si è goduto le mie risate - lui leggeva i promessi sposi...
21. già... ; )
21. e, la cosa meravigliosa è che ho "incontrato" Adams proprio mentre mi stavo interrogando sulla terza.
tipo il coniglio e il sassolino lanciato...
;)
http://www.youtube.com/watch?v=XZng4Kd0Am4 JUST.
[douglas adams] "Ristorante",
[douglas adams] "Ristorante", da confrontare con Ourednik: http://www.lankelot.eu/letteratura/ourednik-patrik-oggi-e-dopodomani-dis...