Raccontare Roma attraverso la periferia: con tutto il sentimento e tutta la sensibilità di chi nella periferia (dalla periferia) ha imparato e vivere e conoscere l’Eterna. “I vecchi esultano la sera”, raccolta di otto racconti del poeta, scrittore e giornalista romano Fernando Acitelli, classe 1957, è un’interpretazione romantica, gentile e massimalista della vita dei figli del popolo della capitale, concentrata in primis sugli anni Cinquanta e Sessanta ma non estranea a immersioni nel presente (e inevitabili e sacrosanti omaggi agli illustri antecedenti: in primis, Pier Paolo Pasolini, protagonista di “Un pomeriggio del ‘55”). Questo è un libro che racconta lo spirito delle vecchie signore delle case popolari, dignitose e rassegnate, la solitudine di chi non è riuscito a integrarsi e la gioiosa e semplice vita comunitaria, in borgata. Il calcio e il cinema (“Rosanna Schiaffino al Pigneto”) sono vissuti come una festa: una festa di popolo, dilettanteschi o professionali che siano.
Acitelli restituisce e rivela i giochi di bimbo d’antan (pallone, biglie e nascondino in cortile, di fronte allo sguardo dei vecchi e degli storici portinai capitolini) e le vecchie passioni semplici d’una volta (come i ghiaccioli, p. 19); imbastisce una storia attorno al giorno di festa per eccellenza, il matrimonio, spiegando cosa significasse partecipare e scegliersi un vestito per l’occasione (poco prima s’era inventato una storia sul concetto di “liquidazione totale”) e poi sorride cantando la vicenda di quell’operaio che si faceva la doccia di un buon profumo, per sentire forse meno fatica oppure per mostrare personalità (vedrete). Sa cosa significa stare a Roma a ferragosto e cosa può significare faticare per la spesa il 14, e poi godersi quelle due rosette e un po’ d’acqua fresca come fossero tartufi e dom perignon (p. 93): sa rivelare chi entra in certi bar di notte, magari a Tor Sapienza, e cosa significhi per certi baristi passare dalla gavetta in periferia al lavoro in Centro Storico. È un figlio del popolo che parla ai letterati e ai figli del popolo. Se a volte vi sembra lezioso è perché ci tiene da morire, si sente: è tutto cuore, anima, passione, sentimento: amore per Roma, amore per i romani, per quel che siamo stati e per quel che possiamo diventare (e dovremmo restare).
Acitelli dà il massimo o quando piomba nell’intimismo e nell’introspezione psicologica, magari in un interno giorno, o quando racconta pezzi di Roma e di romani, di società nostra e di borgate nostre, con una ricchezza e una precisione nei particolari che va riconosciuta (può sembrare ossessiva, ma credo serva a ribadire che questa è letteratura dal valore anche documentaristico e storico-letterario: è per le future generazioni, non soltanto per la nostra. È per quelle antologie che dovranno raccontare cos’era l’Eterna nel secondo Novecento, com’erano le sue periferie, come ci si viveva e chi poteva popolarle).
È un autore molto descrittivo, caratterizzato da un’aggettivazione ipertrofica, decisamente riuscita quando si tinge di lirismo (Acitelli è poeta e poeta rimarrà per sempre): felice nei dialoghi dialettali, segnati da una piena adesione al parlato, frenato nei passi erotici proprio dalla sua poesia. Acitelli cerca il preziosismo (non il perfezionismo: interessante) e quindi trasla verbi provenienti da altro campo semantico (“ispezionare”: verbo ginecologico, al limite) in periodi ricchi sin quasi al bizantinismo (cfr. p. 34 o p. 99, incontro con la prostituta “attenta e metodica nella sua arte”). Ma quando si scrive con tanto sentimento ci può stare. "I vecchi esultano la sera" è un tributo alla memoria e al core de Roma, must in tutte le biblioteche capitoline e in quelle di chi ha amato tutta Roma, non soltanto quella che rimane – quella monumentale, quella che, Goethe insegnava, resisteva al tempo e ai passaggi di potere. C’è così tanta vita e ci sono così tante storie che ancora dovremmo, dovreste ascoltare…
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Fernando Acitelli (Roma, 1957), poeta, scrittore e giornalista romano. Ha studiato Lettere Moderne alla Sapienza e Filosofia alla Pontificia Università Lateranense. Scrive sul “Messaggero”.
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Commenti
Acitelli racconta le borgate romane... I di II
I vecchi esultano la sera" è un tributo alla memoria e al core de Roma, must in tutte le biblioteche capitoline e in quelle di chi ha amato tutta Roma, non soltanto quella che rimane ? quella monumentale, quella che, Goethe insegnava, resisteva al tempo e ai passaggi di potere. C?è così tanta vita e ci sono osì tante storie che ancora dovremmo, dovreste ascoltare?
http://www.youtube.com/watch?v=xynIFX9s_3U SHAKE THE DISEASE.
Ah, ecco dove l'avevo sentito già :)
Aspè che aggiungo i link dei suoi libri su lankelot..
danke caro;)
(forse lo ricordavi per le poesie della "Solitudine dell'ala destra", dedicate al calcio: uscite per Einaudi. Furono mostruoso caso letterario)