IN CORO CON PLATONE: FUORI DALLA CAVERNA!
Chi vi scrive vede sepolta la propria passione filosofica sotto le macerie dell’indecisione, del compromesso, dei cattivi consigli, del futuro agiato, dei “pensa agli sbocchi lavorativi” e dei mediocri insegnanti… Il mondo di Sofia ha avuto l’immenso merito di riesumare un arto di quella carcassa…
Sofia Amundsen, ragazzina di quindici anni, inizia a ricevere misteriose missive da uno sconosciuto filosofo che risponde al nome di Alberto Knox. Si tratta di un vero e proprio corso di filosofia che ha inizio dal mito e dai presocratici per concludersi con Sartre e la teoria del big bang. La vicenda della quindicenne e del suo maestro si svilupperà su binari allo stesso tempo paralleli e convergenti alle lezioni di filosofia, catturando, in un colpo solo, emozioni e ragione del lettore. Gaarder ci spalanca le porte della filosofia con un linguaggio assolutamente accessibile tarato sulle capacità di apprendimento dell’adolescente Sofia.
Il romanzo del professore norvegese si articola così su due piani delicatamente e sapientemente intessuti: un primo canonico-soggettivo, intrigante e suggestivo, che ci appassiona ai due protagonisti coinvolgendoci emotivamente alla loro vicenda; un secondo filosofico-oggettivo, nel quale Gaarder esplode le sue innegabili qualità di sintesi, completezza e, passatemi l’ossimoro, profonda e complessa semplicità. È qui, a mio parere, il segreto di questo thriller filosofico; la sua energia si cela proprio all’interno di questa solo apparente rigidità dicotomica, volutamente didascalica, ponderatamente schematica eppure meravigliosamente organica ed armonica. La trama viene in questo modo quasi pilotata dai filosofi e pensatori che vengono gradualmente passati in rassegna da Alberto Knox, così come il livello didascalico trascende l’impersonalità del compendio grazie all’umanità e sensibilità dei protagonisti. All’origine di questa incantevole osmosi il felicissimo connubio tra filosofia e adolescenza; questo il vero messaggio dello scrittore: nessuna fascia di età quanto quella di Sofia dispone di altrettanta attitudine filosofica. L’adolescenza rappresenta, in questo senso, l’età perfetta in cui si sposano la purezza del bambino e la capacità di astrazione e di riflessione dell’adulto.
Se la filosofia è, innanzi tutto, tentativo di risposta ai più grandi e probabilmente insolubili interrogativi umani, chi, più degli adolescenti, è in grado di centrare costruttivamente l’essenza delle cose? E in quale età, se non in quella di Sofia, si è ancora parzialmente immuni alle tossine dell’opinione e della convenzione e sufficientemente maturi per il ragionamento speculativo?
Se, dunque, come ci ricorda il filosofo Vittorio Hösle nel suo Aristotele ed il dinosauro, solo un bambino può gridare “il re è nudo” nella celebre fiaba di Andersen I vestiti dell’imperatore, è giusto che ci assalga il dubbio, suggeritoci da Gaarder in modo assolutamente legittimo, che la filosofia occupi un ruolo troppo marginale nel processo di apprendimento scolastico e più in generale nella formazione culturale comune dell’individuo contemporaneo.
Ma forse questo discorso è sbagliato, forse la filosofia è davvero, come si sente dire in giro, impalpabile ed anacronistica, isola dispersa nell’oceano abitata solo da patetici naufraghi inconcludenti e chiacchieroni. Questa è l’era dei fatti, non delle parole, altro è il nostro compito: produrre, consumare, produrre ancora consumare. Non lo dimenticate. Siamo parte integrante di una catena di montaggio; riflettere su noi stessi è assurda perdita di tempo e chi si ferma è perduto, non serve più, è una scoria del sistema destinata a diventare ruggine, noiosa e costosa persino da rimuovere. È ora di abbassare la testa e tirare fuori il petto soldati, per riprendere la marcia con ostinata ed indefessa costanza: al diavolo Kant, Hegel e compagnia ciarlante, questa è l’era del profitto e del lusso sfrenato! Abbiamo catene d’oro ai polsi mio caro Platone e vogliamo restare nella caverna; tra le tenebre, sai, l’oro luccica di più…
Colui che non è in grado di darsi conto di tremila anni rimane al buio e vive alla giornata.
Johann Wolfgang Goethe (citazione d’apertura de Il mondo di Sofia)
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Longanesi & C. XXXVI edizione marzo 2003, I edizione ottobre 1994, titolo originale “Sofies verden”.
Jostein Gaarder è nato ad Oslo nel 1952, per dieci anni insegnante di filosofia, come scrittore ha esordito nel 1986; “Il mondo di Sofia” è apparso in Norvegia nel 1991, per essere poi tradotto in 41 lingue.
Jostein Gaarder, Il mondo di Sofia, Longanesi & C., Milano, 2003.
Traduzione di Margherita Podestà Heir.
GAARDER IN LANKELOT
Giovanbattista Arlechino, Giambo, 20/06/’03. Prima pubblicazione: Lankelot.com
Commenti
Splendido! Adesso ti integro tutti i link interni a Lankelot.eu. Dammi dieci, quindici minuti. Ave ottimo!
Integrati. Grazie al recupero del tuo antico e ricco contributo raggiungiamo quota 11 pezzi dedicati a libri di Gaarder. Grande;). Fammi rileggere, adesso...
"(...) questa è l?era del profitto e del lusso sfrenato! Abbiamo catene d?oro ai polsi mio caro Platone e vogliamo restare nella caverna; tra le tenebre, sai, l?oro luccica di più? "
> ricordavo questa clausola con piacere. Ancora ben ritrovato a uno spirito storico del vecchio lankelot.com: la Redazione è quasi al completo, a questo punto.
...la ribadisco in toto.
Mitico!
Mitico tu. Rileggendo i pezzi mi accorgo adesso da alcuni dettagli - come l'assenza dei link - che erano proprio i primissimi che pubblicavamo nel vecchio sito. Dico giugno 2003. Giambo, ci pensi che sono passati 4 anni? Libri, film, dischi: sceneggiature, lavori, esperienze. E' successo di tutto, sembra tutto sia accaduto l'altroieri. Mostruoso:)
"il dubbio, suggeritoci da Gaarder in modo assolutamente legittimo, che la filosofia occupi un ruolo troppo marginale nel processo di apprendimento scolastico e più in generale nella formazione culturale comune dell?individuo contemporaneo."
Eh Già
La filosofia ha preso una direzione nuova e misconosciuta, che non si degna più di fare divulgazione e si occupa di problemi di linguaggio, di epistemologia, di philosophie de l'esprit.
Magari andrebbe insegnata quella, come in letteratura andrebbero insegnati gli autori moderni a discapito di "nominativi fritti e mappamondi". Senza trascurare l'importante retaggio platonico, ma senza nemmeno ricordare che lui è morto. La filosofia No.
"è giusto che ci assalga il dubbio, suggeritoci da Gaarder in modo assolutamente legittimo, che la filosofia occupi un ruolo troppo marginale nel processo di apprendimento scolastico e più in generale nella formazione culturale comune dell?individuo contemporaneo." >> presente, sono una delle vittime
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"Questa è l?era dei fatti, non delle parole, altro è il nostro compito: produrre, consumare, produrre ancora consumare. Non lo dimenticate. Siamo parte integrante di una catena di montaggio; riflettere su noi stessi è assurda perdita di tempo e chi si ferma è perduto, non serve più, è una scoria del sistema destinata a diventare ruggine, noiosa e costosa persino da rimuovere. " >> sarcasmo o no, è la verità
Hai ragione Gianfrà, mostruoso!!!
4 fottutissimi anni!!!...è la verità o no, ho ancora quel sarcasmo
a voja:)
Ecco un'altra vittima :)
Ho sempre pensato che questo libro non facesse per me, grazie a questa appasionata recensione comincio a nutrire finalmente dei dubbi!
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Ho visto che hai pubblicato anche altro, che mi sono persa sul vecchio Lanke (ho letto anche la recensione sul Tao della fisica, ma a metà mi sono persa: ci ritorno, spero, anche perché l'introduzione sulla "recensione" non mi è sfuggita e anzi, mi ha indotto svariati pensieri).
Ho visto, insomma, ma dubito di tenere il ritmo e quindi mi scuso anticipatamente per tutto quello che mi sfuggirà...
ora piano piano sposto tutto, grazie per l'attenzione e.. per i dubbi