Beigbeder Frédéric

L'amore dura tre anni

Autore: 
Beigbeder Frédéric

   1095*

Stazione di Firenze Santa Maria Novella. Il treno viaggia in orario. Una mano nella borsa: il cellulare, le chiavi, il lettore Mini Disk...ah, ecco il libro. Un volume sottile, ad occhio non oltre le 100 pagine e ai 150 grammi di peso. Edizione Feltrinelli, Universale Economica, 8.00 €, in realtà molto meno, un regalo per la precisione.
Copertina scarlatta: Frédéric Beigbeder "L'amore dura tre anni"...ma lasciatemi il piacere di scriverlo in francese "L'amour dure trois ans"...dio, quanto adoro il francese!
Ok, tutto in ordine, sistemo la borsa accanto al sedile, alzo furtiva lo sguardo, il signore di fronte, fradicio, si tampona con un fazzoletto, e continua a sudare, e a sudare e a sudare. Dissimulo con nonchalance un moto di repulsione mentre torno a concentrarmi sul testo. Le note editoriali, l'immancabile dedica e una frase di Françoise Sagan in apertura: «Insomma, non facciamola troppo complicata! Diciamo le cose come stanno. Si ama e poi non si ama più.»

 

Capitolo primo "Con il tempo non si ama più"

Il protagonista di turno è un tale Marc Marronnier, pubblicitario, scrittore, parigino mondano, una sorta di dandy da quattro soldi paradossalmente strapagato per lavorare il meno possibile e godersi bellamente la vita. Alcol, donne e droghe leggere - almeno nel raccontare si limita a quelle -.
Poi un giorno - C'era una volta - conosce la bella Anne, se ne innamora perdutamente, lei contraccambia. Seguono convivenza, matrimonio, affetto, noia e repulsione. Il tutto in soli 1095 giorni. Tre anni tondi tondi.
Ecco la triste verità del povero Marc, nonché il suo motto per i futuro, l'amore, di norma, dura tre anni.
« Il primo anno, si comprano dei mobili. Il secondo anno, si spostano i mobili. Il terzo anno, ci si divide i mobili.»

Alzo ancora lo sguardo, dalle pagine bianche al finestrino, oltre il vetro il panorama corre, mi sfugge, poi osservo l'umido sconosciuto, "niente di nuovo sul fronte occidentale", quel tipo non accenna ad asciugare, minaccia di sciogliersi. La moglie a fianco gli sorride, scherzano insieme a proposito di un qualche argomento, e mi chiedo come si faccia a ridere con lui e non di lui?

Torno a leggere. L'amore dunque finisce e Marc Marronnier, come da copione, entra in crisi. Trentenne professionalmente realizzato, a sua detta piacente, benestante...Perchè tediarsi con inutili domande esistenziali se tutto fila liscio? « Nel mio ambiente, non ci si pone mai alcuna domanda prima dei trent'anni e, a quel punto, ovviamente, è troppo tardi per trovare le risposte.»
Leggo e sogghigno. Marc è un tipo patetico, un bambino che piange sul latte versato, patetico soprattutto perché legato a questa condizione miserabile; cerca la consolazione - che sa bene di non poter trovare - sul fondo di una bottiglia - di prima scelta - o nel letto di qualche amante occasionale.
Il matrimonio è finito, le carte del divorzio firmate, però tanto vale tentare un revival invitando a cena Anne al solo ed unico scopo di farsi compatire...nei film funziona sempre. Niente da fare - a nome di noi tutte: grazie Anne per non essere caduta nello stereotipo della sprovveduta -.

Che soggetto questo Marc, pensare che già prima del definitivo crollo matrimoniale, frequenta assiduamente Alice, bellezza mediterranea, animo dark, intrigante personalità. Lei, sposata neanche a dirlo, non accenna ad abbandonare la noia coniugale, perché rinunciare alla sicurezza per il piacere quando si possono avere entrambi?
Le cose non vanno proprio a gonfie vele, l'amore c'è, l'attrazione pure, ma a parte ciò resta l'incolmabile vuoto. Marc vorrebbe di più, Alice vorrebbe Marc, niente altro. Gelosie, ritorni di fiamma, tentativi da entrambe le parti di "restauro-matrimonio-fallito", viaggi flop con il marito per lei, e avventure - o tentate avventure - con amiche per lui, nessuna esclusa, perfino quelle "con sguardo bovino"...
«Certe ragazze hanno un tale sguardo bovino che vi fanno sentire un treno di campagna.»

Poso il libro sulla borsa, una mano nel cappotto alla ricerca della matita perduta...devo segnare l'ultima frase prima di perderla...Intanto mi guardo intorno - mai perdere l'occasione per una ronda visiva - un ragazzo occupa un sedile poco distante dal mio, dorme appoggiato al bracciolo, strano a pensarci, non avevo notato la sua presenza prima, forse ha cambiato posto mentre ero presa dalle mie letture. Qualcosa mi attrae in quella figura "raggomitolata" nel maglione nero a collo alto, nero come i capelli né lunghi né corti spettinati, un po' arruffati. Lasciamo che riposi.

Sì, Marc, arrivo! Razza di egocentrico...
Insomma, tanto per cambiare Marc è in paranoia, allo stesso tempo tiene a mantenere - forse guadagnare - un minimo di rispettabilità. Decide di suicidarsi. Tranquilli, gente come Marc Marronnier non fa mai sul serio, però bisogna concedergli uno notevole senso del dramma. L'impiccagione in stato di ebbrezza fallisce miseramente - le cravatte Paul Smith non reggono il peso del nostro cinico amico - tanto che perfino la donna di servizio la mattina seguente sfoggia la più sfacciata indifferenza mentre passa l'aspirapolvere intorno al corpo addormentato nel salotto.
Mi sto sinceramente divertendo. Lo prenderei a schiaffi, giuro.
Finalmente Alice si decide a piantare il marito - Dio sia lodato! -...ed è tempo di tormentoni...riuscirà mai una coppia formata al 50% dal signor Marronnier a superare i fatidici 1095 giorni, nonché a proseguire con furore per altri tre anni?
Ovvio che non sveli il mistero. Anzi chiudo il libro, ormai sono a casa, meglio raccogliere le cose.

Mi alzo, infilo il cappotto, libro e matita nella borsa, poi il borsone...Scusi signore, mi può dare un mano?...Grazie mille.
Pronta.
Il ragazzo in nero si è appena svegliato, resta accucciato nel suo torpore, tirandosi le maniche bene sulle mani, un gesto che mi è famigliare. Il volto leggermente pallido, la pelle liscia, solo un filo di barba, quella di ieri - fra qualche ora verrà tagliata, dopo la doccia - . Nel complesso ricorda un po' un bambino, sì esatto, l'aria da eterno ragazzino che può piacere o meno, ma gli sta proprio bene.

L'amore è un attimo, quello di uno sguardo scambiato al momento giusto, così, senza impegno. L'amore può essere la storia di una vita, la moglie che sorride al marito senza neppure accorgersi della camicia bagnata di sudore, della fronte perennemente imperlata.
Non penso che l'amore possa durare solo tre anni, succede. Oppue no.

Marc Marronnier, sii carino, getta la maschera, sappiamo tutti chi si nasconde dietro; e tu, Frédéric Beigbeder, cinico bastardo - lo dico con affetto - non penserai di cavartela così, vero?! Ormai sappiamo che le tue massime vanno prese con le pinze, che i tuoi racconti ricalcano lontane verità e vissuti personali, però sappiamo anche che ami fare scalpore, gonfiare gli eventi e portare tutto agli estremi. Infondo sei onesto, il tuo gioco si capisce in fretta, così possiamo leggerti e far finta di cadere in trappola per il gusto di lasciarti vincere.

 

 

 L'uomo dietro la maschera di se stesso

 Ma spendiamo un paio di parole a proposito dell’autore, Frédéric Beigbeder, il provocatore, il personaggio, questo dandy di mezza età (classe 1965) “made in Paris”,  portabandiera di quello che potrei definire “pessimismo a fini di lucro”. Laureato sì, ma facendosi beffa dell’intero sistema, poi svogliatamente attivo nel mondo della comunicazione e licenziato - così vuole la leggenda – per aver reso pubblici i retroscena del diabolico universo pubblicitario, con il suo romanzo d’esordio “99 francs” - Lire 26.900 -, caso editoriale dell’anno solare 2000.

 

Opere:

1990: Mémoires d'un jeune homme dérangé, La Table Ronde
1994: Vacances dans le coma, Grasset
1997: L'amour dure trois ans, Grasset (edizione italiana: L'amore dura tre anni)
1999: Nouvelles sous ecstasy, Gallimard
2000: 99 francs (14,99 euro), Grasset (edizione italiana: Lire 26.900)
2001: Dernier inventaire avant liquidation, Grasset
2002: Rester normal, Dargaud
2003: Windows on the World, Grasset (edito anche in italiano)
2004: Rester normal à Saint-Tropez, Dargaud
2004: Je crois, moi non plus - dialogue entre un évêque et un mécréant, Calmann Levy
2005: L'égoïste romantique, Grasset

Frammenti testuali da “L’Amore Dura Tre Anni” , Frédéric Beigbeder, 2003, Feltrinelli Universale Economica ( 8.00 €)

Lista opere provenienti da wikipedia

La relazione del romanzo è pubblicata in versione leggermente modificata anche sul sito www.Ciao.it sul mio account ClarissaDalloway, con il titolo "Da Consumarsi Preferibilmente Entro..."

ISBN/EAN: 
9788807840258

Commenti

A volte l'amore non dura nemmeno tre mesi... tre anni al massimo dura l'incazzatura.
Buona recensione, mancano i tags. Ho visto quel libro in vendita ma non mi sono fidato e a quanto pare ho fatto bene.
A+
TM

Ottima scelta!Leggero - in tutti i sensi - ma capace di provocare il famigerato "effetto dominio"; un pensiero via l'altro e ci si trova a riflettere sui grandi temi della vita.
Una lettura che fa sorridere sul momento grazie a quell'ironia sottile e poi "piagere" osservando tutto quanto nell'insieme;) Grazie

L'insostenibile leggerezza del leggere, direi. (Sono in fase kunderiana, lo ammetto)

http://www.lankelot.eu/?p=344 integro Beigbeder!

"le cravatte Paul Smith non reggono il peso del nostro cinico amico" ah ah:)

"così vuole la leggenda" > e questo è stato il gran lavoro di immagine di FB. In rete circolano video di FB che intervista in tv la Nothomb. Prova a dare un'occhiata...;)

ecco la Nothomb. Dopo aver letto questa mi è venuta la Nothomb. Sei un drago GF :-)

;)

eh. :-)

Bella pagina. Scrittura con brio.