Gyula Krúdy nasce nell’Ungheria assoggettata all’Impero asburgico nel 1878, ne vive gli ultimi respiri, ne descrive il mondo ancora quasi fiabesco di cui sentirà eterna la nostalgia un altro grande autore ungherese di poco più giovane, Sandor Márai, che considererà Krúdy il suo principale maestro.
L'ultima opera della compianta scrittrice ungherese, "Per Elisa", è la prima parte dal titolo 'Cili' di quello che avrebbe dovuto essere un trittico autobiografico. Il trittico rimase incompleto; delle parti seguenti la scrittrice non lasciò sufficiente materiale per una pubblicazione anche parziale, ma 'Cili' rimane in sè completo.
Interrompo il mio silenzio per segnalare l’ultima opera tradotta in italiano per i tipi di Adelphi dello scrittore ungherese Sándor Márai. Vi sono raccolti i diari dell’ultimo periodo, dal 1984 al 1989, anno della morte. Una lettura struggente e triste, molto lontana dallo stile delle opere maggiori, molto lontana dalla celebrazione della Vecchia Europa asburgica e magiara, estranea si potrebbe dire a quel mondo borghese mitteleuropeo che tutti i romanzi in misura diversa contengono.
Il primo capitolo di “Via Katalin”, intitolato “Luoghi”, è stato per me piuttosto faticoso ed impenetrabile. Fin quasi da indurmi a rinunciare a proseguire la lettura. Ma amo la Szabò. Ho letto altri suoi due romanzi ed ho provato ad andare avanti ugualmente. Scelta azzeccata. Ho seguito la vicenda con maggiore passione ed accortezza, per poi tornare, una volta finito, al capitolo iniziale. L’ho riletto ed ho scoperto l’incanto di quelle pagine inizialmente tanto ostili.
"Lolò, il Principe delle Fate"" (Tündér Lala 1965; Edizioni Anfora, 2004) è testimonianza dell'eclettismo dell'autrice, che nella sua carriera ha saputo spaziare tra poesia e romanzo con pienezza, incontrando il piacere di ogni pubblico. Pubblicato in un periodo in cui era difficile ancora scrivere liberamente, per l'autrice fu l'occasione di continuare a scrivere senza che fossero imposti tagli di regime. Ne nasce un racconto senza tempo, ancora fresco, imperniato sul desiderio di un fanciullo appartenente ad una realtà fiabesca di potersi emancipare attraverso il mondo reale.
Pubblicato per la prima volta nel 1937, Azarel arriva in Italia sulla scia del successo ottenuto in America nel 2001, cui hanno fatto seguito traduzioni in più lingue. La sproporzione del gap è umiliante: è nientemeno a distanza di settantadue anni che Fazi riesce a restituirci un autore dimenticato nella sua terra e purtroppo ancora pressochè sconosciuto in gran parte del mondo.
Due donne: una madre, Etelka, e sua figlia, Iza. Una morte, quella di Vince, marito di Etelka e padre di Iza, che apre la vicenda e la costella. Dopo la scomparsa dell'uomo, Iza vuole che sua madre vada a vivere con lei a Pest, la capitale. Il suo appartamento è di sicuro più comodo, caldo, ospitale della casa di paese dove la vecchia viveva con suo marito. Iza è una donna medico, assolutamente affidabile, professionale ed attenta. Etelka si fida di sua figlia e a lei si rimette completamente, tanto che, spesso, i ruoli sembrano capovolti: Iza si comporta come fosse la madre di sua madre.
“La porta” è il capolavoro della Szabó. Risale al 1987, ma è stato riscoperto solo di recente.
Il romanzo nasce da un senso di colpa incancellabile: “Non ho scritto questo libro per Dio, che mi conosce fin nelle viscere, né per quelle ombre testimoni di ogni cosa che osservano le ore delle mie veglie e del mio sonno, bensì per gli esseri umani. Finora ho vissuto coraggiosamente, spero di morire allo stesso modo, con coraggio e senza menzogna, ma questo può accadere a una sola condizione: devo ammettere che Emerenc l’ho uccisa io. Volevo salvarla, non distruggerla, ma non posso tornare indietro e cambiare le cose”.
liquidàre
v. 1ª tr. (Ind. pres. lìquido) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: liquidare un impiegato, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; liquidare una merce, venderla a prezzo di realizzo; svenderla
com. pagare
fig.: liquidare un affare, concluderlo; liquidare una questione, risolverla, deciderla; liquidare qu., levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.
Nota disambigua: questa recensione si riferisce all’opera di Imre Lakatos intitolata “The metodology of scientific research programmes”; l’autore della recensione ha letto e fa riferimento alla traduzione francese “histoire et métodologie des sciences”. L’ambiguità del titolo è accresciuta dall’apparente esistenza di una seconda traduzione italiana dal titolo “La falsificazione e la metodologia dei programmi di ricerca scientifici”.
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