Giuseppe Guin, giornalista del quotidiano La Provincia, lo scorso anno ha pubblicato L’amore imperdonabile, un romanzo ambientato sul Lago di Como. Il libro è stato un successo: tre edizioni e un unanime consenso di critica e lettori. Al centro della storia le vicende grottesche ed esistenziali di una piccola comunità e della giovane Elisa Vannelli, che gestisce insieme al padre la Locanda del Nibbio, dove la sera del 12 novembre del 1957 è violentata da un uomo misterioso.
Guin, con una scrittura scorrevole, mette insieme una galleria di personaggi unici che con finiranno per essere coinvolti nell’intreccio misterioso dei fatti accaduti quella fredda sera d’inverno nella locanda del Nibbio.
Trincomalee, 12 luglio 2010, tardo pomeriggio. Stamattina visitato il cimitero di guerra di Trinco. Circa 600 caduti nella seconda guerra mondiale, specie durante un'incursione giapponese sulla baia. Molte nazionalità europee, in prevalenza inglesi. Ci sono anche quattro italiani. Tutto in ordine, come in un giardino, molti fiori.
"Tendo a una brutale deformazione dei temi che il destino s’è creduto di proponermi come formate cose ed obbietti, come paragrafi immoti della sapiente sua legge. Umiliato dal destino, sacrificato alla inutilità, dalla bestialità corrotto (….) vorrò dipartirmi un giorno dalle sfiancate sèggiole dove m’ha collocato la sapienza e la virtù dei sapienti e de i virtuosi , e, andando verso l’orrida solitudine mia, levarò in lode di quelli quel canto, che, se ben grattato, potrà dare bellezza nel ghigno”. Così s’apre Tendo al mio fine, prosa d’arte al principio del Castello di Udine apparso a puntate su Solaria e raccolto per la prima volta nel 1934, secondo volume pubblicato dal Gadda.
Da Polonnaruwa a Trinco, luglio 2010. L'altro ieri partito da Polonnaruwa, ritornato obbligatoriamente indietro di 50 km al solito quadrivio di Habaranà; durante il percorso ho visto le esercitazioni del III Infanteria: un centinaio di soldati in pieno assetto di guerra, avanzavano col passo del leopardo in un leggero pendio erboso; un altro centinaio li aspettava a monte coi mitra spianati. Era mezzogiorno, il sole picchiava forte. L'è dura fare il soldà.
Il re dei camosci e il suo cacciatore. Antagonisti e, per questo, intimamente legati. Avvicinati dalla stanchezza dell’età. Il bracconiere che ruba “sotto gli occhi del padrone di tutto” e il camoscio cresciuto da solo “senza freno e compagnia”. Due creature accumunate dalla diversità e dalla solitudine costruita per indole e per prendersi riparo dal resto.
L’animale è re e patriarca, ha conquistato la sua supremazia in duelli mortali, non risparmiando cornate micidiali agli avversari di stazza inferiore e di peggior talento. L’uomo discende da una vita tra gli uomini, approdato al bracconaggio “dopo la gioventù passata in città tra i rivoluzionari, fino alla sbando”.
Francesco Marani prende tutta la sua vita nella mano. Scrive versi per costruire una mappa della memoria. I luoghi e i paesaggi in cui ha vissuto diventano gli strumenti esistenziali di un’autobiografia che tiene sempre conto della necessaria continuità tra passato, presente e futuro. Imprescindibile legame senza di cui non sarà mai possibile capire, nel bene e nel male, la nostra presenza nel mondo.
Kandy, 28 giugno. Stamattina sono tornato all'Ufficio dell'Alta (e Bassa) Commissione Indiana, per il visto. Mi hanno fatto fotocopiare il documento consegnatomi il 22 scorso e mi hanno detto di tornare domani. La cosa mi ha inquietato (per usare un eufemismo). Ho spiegato che domani parto per Colombo. Intanto ero spinto e strattonato da subumani che ti stanno addosso fisicamente e trovano normale questo comportamento che a me ripugna. Tutti vogliono passare davanti. Anche alla fotocopiatrice (l'addetto era, come da noi, al bar sport) è arrivata una negretta e appena tornato l'addetto, un bel ragazzo nero coi capelli crespi, mi è passata davanti.
Marilù Oliva debutta nella narrativa con Perdisa Pop nel 2009 pubblicando l’ottimo Repetita, nerissima storia di nevrosi e sesso che racconta un’infanzia di abusi e solitudini, ma scrive da tempo per riviste letterarie e web-magazine come Thriller Magazine e Carmilla.
Piero Bigongiari era un convinto assertore della poesia che pensa. L’esponente più filosofico della stagione dell’ermetismo fiorentino afferma che tra l’immagine poetica e il puro visibile esiste sempre una mediazione mentale, motiva ed emotiva, che trasforma la percezione puramente sensoriale in atto metaforico. Nasce da questa considerazione la poesia di pensiero che nel Novecento italiano ha avuto in Giorgio Caproni e Bigongiari i suoi più alti rappresentanti. Del cosiddetto pensiero poetante, nessuna traccia nel tempo del minimalismo. Nel terzo millennio anche la poesia è stata travolta dall’inutile narcisismo dell’autoreferenzialità.
Esordio letterario di Ugo Mattone, alias Ugo Pirro (1920-2008), scrittore e sceneggiatore cinematografico, padre di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e di “La classe operaia va in Paradiso”, “Le soldatesse” (Feltrinelli, 1956; Bompiani, 1962; Sellerio, 2000) è un romanzo nato dalla sua esperienza di soldato al fronte, in Grecia. È una delle testimonianze letterarie più intense, crude e toccanti relative alla nostra scellerata occupazione d'una nazione libera, povera e culturalmente gemella, sin dagli albori della civiltà.
Dubai, 16 giugno 2010
“All’improvviso e per sempre” è una lunga lettera. Unica voce narrante quella di Daniel Vento, uomo poco più che cinquantenne. Egli desidera raccontarsi, con totale sincerità, ad un interlocutore di cui si scopre l’identità solo al termine del libro. A lui Daniel scrive e descrive, passo dopo passo, ogni evento della sua esistenza.
Il viaggio orientale in Parise e Troisio, due modi opposti di vedere il mondo e di interpretare la realtà, la realtà fascinosa e degradata dell’Oriente, una realtà però vista in tempi diversi, la Cina della rivoluzione culturale per il primo, la Cina degli anni fine Ottanta-inizio Novanta per il secondo. Negli anni Sessanta, al pari degli intellettuali della sua generazione, come Pasolini e Calvino, Goffredo Parise attraversa un periodo di profonda crisi identitaria.
Cos'è “Turisti a 4 zampe”? È la guida ufficiale agli esercizi italiani che accolgono i nostri amati animali domestici: è un elenco di alberghi, ristoranti, camping, residence, spiagge e agriturismi disposti a ospitarci, in altre parole, assieme al resto della famiglia. Già, questa disponibilità non è affatto universale: può essere importante informarsi per tempo, onde evitare spiacevoli equivoci e tutta una serie di disordini. La guida, molto razionale, è divisa per regioni, luoghi e tipi di esercizio, con tanto di indicazioni relative alle taglie accettate.
“Sono un fumatore, un sorvegliato a vista, un nemico pubblico potenziale. Da me, del perché lo sono, non ho coscienza, mi sento innocente. Eppure sono tanti anni che fumo. A farmi sapere o a voler farmelo credere che sono un individuo pericoloso sono gli altri, ormai sempre più di frequente...” (Incipit di “Memorie di un fumatore”).
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