C’è stata una parte di me che ha quasi rimpianto di aver letto il libro inchiesta “Lo sa il vento – Il male invisibile della Sardegna” dei giornalisti Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti, con l’appassionata prefazione del musicista Paolo Fresu, perché le sue 218 pagine mi hanno fatto davvero male e ho avuto quasi voglia di prendere il libro e di gettarlo dalla finestra come per allontanare tutto il dolore, i drammi, gli orrori che questo libro contiene.
“Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda”. La citazione di Horacio Verbitsky è probabilmente una di quelle che meglio potevano funzionare come premessa a “Toghe verdi”.
“Quando tutto è stato prodotto e venduto, ma ancora non basta, entra in scena lo spreco. Se non posso fartelo consumare, te lo faccio buttare. Ecco, allora, perché lo spreco non è episodico, ma sistemico. Questo sistema economico allo stadio terminale ha bisogno dello spreco per mantenersi in vita.” (pag. 34, Pietro Raitano”)
Tanti piccoli riquadri di una provincia – a nord-ovest, ma potrebbe essere anche a nord-est- degradata e grigia, devastata dall’inquinamento e dalla disgregazione sociale. In questo modo si articola l’ultimo lavoro – in e-book, dettagli qui – di Andrea Consonni, che non riconosce più il paese e il Paese.
Partiamo dalla fine, se si può considerarla fine, del disastro avvenuto nell’aprile del 2010 in seguito ad un incidente a bordo della Deepwater Horizon, una piattaforma di perforazione della BP situata al largo delle coste statunitensi nel Golfo del Messico.
“Si prenda ad esempio dalla Serenissima che da sola e coi poveri mezzi di allora, per sette secoli, seppe salvare Venezia dalla doppia insidia del mare e della terra. Anch’essa aveva il suo alto commissario. Si chiamava Magistrato delle Acque. Era il secondo personaggio della Repubblica, e la sua parola per quanto riguardava la laguna, cioè la vita di Venezia, faceva legge. Ma il doge nell’investirlo di questi supremi compiti, lo presentava al popolo con queste parole: Pesatelo, pagatelo e, se sbaglia, impiccatelo.
Commenti recenti
0 sec fa
51 min 15 sec fa
55 min 50 sec fa
1 ora 4 min fa
1 ora 14 min fa
1 ora 14 min fa
3 ore 5 min fa
5 ore 21 min fa
5 ore 31 min fa
5 ore 38 min fa