Ne avevo sentito parlare così tanto sui giornali e siti musicali (la presunta Bibbia musicale Pitchfork aveva pure messo un ottimo 8.4 al loro album), sui blog di musica indie, che alla fine mi sono deciso, cercandomi di liberare da tutta una serie di perplessità inizialo, ad ascoltare l'omonimo disco d'esordio della giovane band newyorkese The Pains of Being Pure At Heart.
E mi sento subito di dire che questo di album di dieci canzoni per un totale di 34 minuti è la solita truffa venduta come grande disco.
SIAMO DISCRETI
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