Un libriccino sepolto ormai nella polvere del tempo: bellissimo perché lucido nella sua sostanza ideologica e soprattutto perché essenziale.
Scrive l’autore nella prefazione: Queste pagine, svolgendo rapidi appunti, - stenografia di vicende e pensieri più che di spiegate parole -, furono scritte dal 18 al 25 settembre del 1943.
Dunque giorni terribili per il nostro paese, dove la poca preparazione per l’improvviso armistizio e lo smarrimento, soprattutto dei militari, aumentò vertiginosamente la paura del domani.
Nella sciagura di un paese costretto a un armistizio disperato, di un popolo che non poteva più né fare la guerra né fare la pace, è possibile ancora cantare?
"Traiettorie di volano" dei piacentini Flora è un disco dall'atmosfera soffusa giocato fra sonorità jazz, post-rock, math-rock e canzone d'autore minimalista, giocata sui silenzi di alcuni brani completamente strumentali ed altri dove l'elemento testo diventa il "volano" scagliato oltre la rete da racchette immaginarie imbracciate dagli strumenti e dalle voci maschile e femminile che s'intersecano su binari dissonanti.
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