Siamo ormai nel 1927. Da dodici anni la teoria della relatività generale è stata formulata e da ventidue quella della relatività ristretta. Le esperienze cruciali sulla natura dell’atomo, nucleo e costituenti, la dualità onda-particella, la radioattività, sono un calderone ribollente nella comunità scientifica.
Da due anni la meccanica quantistica si è dotata di un modello matematico basato su matrici, trasformandosi così da libro di ricette miracolose in vera scienza, dotata di un’assiomatica rigorosa. Il fulcro di quel 1927 è la scoperta, da parte di Werner Heisenberg, di un principio detto di indeterminazione.
Nature and Nature's laws lay hid in night: God said, "Let Newton be!" and all was light Then comes the devil Said “Non! Let Einstein be” Restored the status quo.
Tutto cominciò con la luce. Si era in pieno illuminismo e la luce della ragione risplendeva sull’Europa. Il secolo dei lumi. Ironia della sorte quella stessa luce che era ragione d’orgoglio e vessillo di un’epoca sfuggiva ad ogni spiegazione.
Due diversi tipi di struttura sembravano spiegare l’intero creato; il mondo era fatto di onde e materia.
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