La teoria causale degli insiemi (causal set theory), è un programma di ricerca il cui obiettivo è una teoria unificata della meccanica quantistica e della relatività generale.
Il dibattito contemporaneo in filosofia delle scienze sul tempo si articola in gran parte intorno ad un famoso articolo di McTaggart - The unreality of time (1908) – e sulle controversie che ne derivano. Alcuni temi sono noti e decisamente datati : la possibilità di cambiamento, il divenire, la differenza a l’asimmetria tra passato e futuro, ma l’analisi di McTaggart permette di formulare con eleganza un dibattito che altrimenti è spesso confuso e oltremodo complesso.
Mosca, 1948. La genetica è dichiarata fuori legge. Stalin decreta che l’insieme di questo fondamentale settore della biologia contemporanea è una scienza borghese, reazionaria e fascista. Insegnanti e ricercatori sono allontanati dal proprio lavoro, perseguitati, imprigionati e a volte assassinati. All’origine dello scisma, dalle conseguenze catastrofiche per la scienza e l’agricoltura sovietiche, un uomo: Trophim Lyssenko, fondatore del mitchourinismo, la «biologia proletaria», una «scienza di classe» (dalla quarta di copertina)
Daniel Dennett, in questo libro datato 1996, si cimenta nell’impresa di spiegare l’idea pericolosa di Darwin, la teoria dell’evoluzione; non si limita a cimentarsi con gli aspetti scientifici della teoria. L’intento è anche tracciare un bilancio filosofico, capire cosa cambia nella nostra concezione della natura, una volta compresa la teoria, e in quale misura l’idea sia davvero pericolosa.
Chi è Ernest Nagel? Nagel è il padre spirituale di un modo di fare filosofia ; ha contribuito al movimento noto come empirismo logico, con Carnap, Hempel, Reichenbach, Neurath, Wittgestein. In seguito si è interessato di scienza ; ha contribuito a creare la Filosofia delle Scienze così come la intendiamo oggi, una disciplina che negli Stati Uniti è ormai separata da, e paritaria con la Filosofia. Ha posto le basi dei grandi problemi moderni in filosofia (delle scienze e non) come il riduzionismo, il determinismo laplaciano, oltre a numerosi contributi in epistemologia. Questo è il suo libro più celebre; è estremamente complesso riassumere le seicento fittissime pagine di cui si compone.
In «La struttura delle rivoluzioni scientifiche» Kuhn espone la sua celebre concezione epistemologica riguardo al metodo scientifico.
Il grande Archimede è un brevissimo trattato di storia delle scienze. Il tema, lo avrete indovinato, concerne la vita e le opere del famoso scienziato siracusano. Mario Geymonat (figlio del celebre filosofo italiano Ludovico) ci propone un ritratto minimalista, sia per estensione (69 pagine se si escludono indice, biografia e prefazione), sia per scelta stilistica.
Da molti secoli, i filosofi dibattono su questioni insolubili la più comune delle quali è la natura dell’uomo. Noi pensiamo, ma cos’é il pensiero ? Siamo coscienti, ma cos’è la coscienza ? (Dalla prefazione di Jacques Neirynck)
Con questo manualetto, di appena 150 pagine, solo la metà delle quali dedicate propriamente ai veicoli del titolo, Valentino Braitenberg propone uno schizzo, un abbozzo di risposta al profondo problema della coscienza. Si tratta in realtà di un esercizio di immaginazione scientifica (incipit), in cui l’autore propone delle esperienze immaginarie ; non sono fornite che poche tracce di riflessione diretta o di interpretazione. La chiave di lettura è volutamente lasciata al lettore.
Due italiani (ingegneri e filosofi) affrontano l’argomento spinoso e controverso dell’esperienza, e propongono un’analisi originale, basata sulla filosofia del processo (Whitehead, 1919, 1929) e sull’esternalismo (Dennett, 1993).
Si tratta di un lavoro che mira alla costruzione di una lettura del problema mente-corpo: qui propongo un’analisi del testo che ha come obiettivo di illustrare i punti salienti della tesi esposta nel libro e del dibattito filosofico in corso, più che una critica del testo. Alcune considerazioni del reensore non devono essere comunque considerate come posizioni degli autori, quanto piuttosto una lettura personale, a rischio di overinterpretation.
Contro il metodo è l’opera più conosciuta del contestato ed intrigante filosofo della scienza Paul Feyerabend, recentemente al cuore dei furori della cronaca con alcune infelici vicissitudini clerico-scientifiche. Se il titolo non fosse già una dichiarazione di intenti, ecco la frase di apertura:
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