Nelle società occidentali è più facile finire investiti da un'auto che essere picchiati, è più facile ritrovarsi senza casa che essere pugnalati, è più facile essere abbandonati dal proprio compagno, nell'arco di dieci anni, che ritrovarsi la casa svaligiata. E tuttavia moriamo di paura: per le cose sbagliate. E tuttavia concentriamo le nostre inquietudini sull'angoscia d'una possibilità d'aggressione, di una rapina, di una violenza. I media mainstream ci intontiscono con una pletora di dettagli e una valanga di piccoli aggiornamenti e di colpi di scena su drammatici episodi di cronaca nera che si ripetono una volta ogni tre anni: intanto ogni anno, per le strade, soltanto qui in Italia, muoiono 5000 persone.
THE ONLY THING WE HAVE TO FEAR IS FEAR ITSELF. Il filosofo norvegese Lars Svendsen fonda questo suo nuovo, polemico e intelligente pamphlet su una prospettiva liberale: è convinto che l'indesiderata e insensata cultura odierna della paura vada indebolendo la nostra libertà. È una convinzione che non possiamo non condividere. In gioventù abbiamo letto “La scimmia e l'essenza” di Huxley e abbiamo imparato che il potere si regge su tre pilastri: paura, nemico, nazione. L'unico dei tre ad avere senso e futuro è il terzo.
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