“Recentemente un monaco cattolico mi ha chiesto il significato di sunyata, e io gli ho prontamente risposto: Non è affare tuo. Per quale motivo? Mi ha domandato sconcertato. La ragione sta nel fatto che la nozione di non sé, la mancanza di esistenza dell'io, avrebbe potuto seriamente interferire con il suo concetto di Dio Creatore” (Dalai Lama)
Banale quanto si vuole ma tant’è, succede anche ai grandi uomini di finire intrappolati nelle spirali della passione amorosa e perdere quei tratti – è proprio il caso di dire qui – superomistici che ne hanno caratterizzato se non l’autentica biografia almeno l’ambizione e la pubblica rappresentazione, tanto più facendo scalpore o suscitando sarcastiche risa proprio per la distanza fra le altezze siderali dei propositi e gli abissi in cui sono crollati. Perciò appassiona l’affaire Nietzsche-Lou Salomé, per quanto “intellettuale” si voglia definire questo amore, per di più “aggravato” dalla presenza di un terzo incomodo che risponde al nome di Paul Rée.
Personalmente, mi ero già occupato di questo libretto straordinario, fondamentale, qualche tempo fa. Ora fa piacere tornarci per una nuova edizione che dobbiamo alla combattiva casa editrice chiarelettere. Parliamo del Discorso sulla servitù volontaria del cinquecentesco Étienne de La Boétie, amico del grande Montaigne che lo definì “filosofo stoico”. Il libretto è ora preceduto da un breve saggio di Paolo Flores d’Arcais e da uno scritto di poche pagine di Paul H.D. d’Holbach (“Saggio sull’arte di strisciare a uso dei cortigiani”) dai chiarissimi intendimenti.
Un divertissement pubblicato in Francia nel 1999 che qualcuno ha preso sul serio. Qualcuno ha cioè creduto che Jean-Baptiste Botul fosse davvero un filosofo vissuto fra il 1896 e il 1947, “personaggio controverso, misterioso” secondo il risvolto dell’edizione italiana de La vita sessuale di Kant a cura della casa editrice “il melangolo” (traduzione di Emanuela Schiano Di Pepe). C’è cascato il noto trombone Bernard-Henry Lévy, per dire.
Non so cosa pensi della musica come esperienza, Massimo Donà, filosofo per così dire eccentrico, non foss’altro perché oltre a scrivere libri densi dal punto di vista del linguaggio e del pensiero (altrimenti che filosofo sarebbe?) è musicista professionista – trombettista jazz, per la precisione (ha collaborato con Enrico Rava e Dizzy Gillespie, tanto per chiarire eventuali dubbi). Ha scritto una Filosofia della musica che mi spiace di non aver letto, a questo punto. Perché attraversare come fa lui musica, filosofia e cinema, con indubbia disposizione “alta” e pratica “viva” insieme, mi pare cosa rimarchevole.
“L’ira è stata a lungo la passione più importante e più studiata”, ci avverte già nell’incipit il filosofo Remo Bodei, autore di questo piccolo e molto denso volume che riassume in un excursus storico coinvolgente il senso delle variazioni fenomenologiche e valutative intorno a una delle cosiddette “passioni tristi” della nostra specie. L’ira viene letta ovviamente attraverso la storia letteraria e quella filosofica, le più indicate per farci un’idea di come i “vizi capitali” siano stati pensati dall’umanità.
“Folgore-luce del Sacro Amore è il tuo continuo risorgere, la risposta degli Dei alla tua donazione senza Fine. Ma solo oltre l’antico cerchio claustrale della natura e della psiche, il tuo essere libero può conoscere il linguaggio degli Dei, il pensiero che fa di sé folgore-luce” Massimo Scaligero. Dallo yoga alla Rosacroce
La teoria causale degli insiemi (causal set theory), è un programma di ricerca il cui obiettivo è una teoria unificata della meccanica quantistica e della relatività generale.
«Questo libro è l'illustrazione d'una visuale: d'una visuale scettica e pessimista» [dalla "Prefazione" al testo, p. 13].
“A molti I Simpson possono sembrare sciocco intrattenimento, ma di fatto propone la commedia e la satira più sofisticata mai apparsa alla televisione americana. Negli anni lo show ha affrontato molti temi seri: la sicurezza del nucleare, l’ambiente, l’immigrazione, i diritti degli omosessuali, le donne nell’esercito, e così via. Paradossalmente è proprio la natura farsesca del programma che gli permette una serietà che molti altri programmi non hanno” (pag. 182)
“L'uomo è solo per metà se stesso, l'altra metà è costituita da ciò che egli esprime” [R.W.E.]
“Una vittoria politica, un aumento delle rendite, la guarigione da una malattia, il ritorno di un amico o qualsiasi altro evento favorevole risolleva il tuo animo, e pensi che giorni più lieti si stiano preparando per te. Non crederci. Niente potrà darti pace se non te stesso. Niente potrà darti pace se non il trionfo dei principi” (R.W. Emerson, “Fiducia in se stessi”, explicit).
27 lettere scritte dal padre della “Disobbedienza civile” al suo primo discepolo, Harrison Blake, nell'arco di tredici anni: argomento principe, i consigli per il cammino spirituale di un giovane che sente di trovarsi a “tremare sull'orlo” del suo sentiero di ricerca. Un giovane che ha compreso che il senso della vita è “semplicemente, essere” ma non trova ancora la forza di essere fedele a questo principio, per vivere una vita semplice nel nome di Dio. “Blake! Blake! Are you awake?”, scriveva Thoreau nel dicembre 1856, dalla cittadina di Concord. “Blake! Blake! Siete sveglio? Vi rendete conto qual mattino sempre radioso sia questo?
Idolo di Nietzsche, fonte d'ispirazione di John Dewey, gran sodale di Thoreau, anima del trascendentalismo, Ralph Waldo Emerson (1803-1882), torna a parlare ai cuori e alle coscienze dei cittadini e dei letterati in una nuova edizione pop dei suoi scritti, a più di due secoli di distanza dalla sua nascita.
Questo libro nasce da una domanda: “Ha senso dirsi 'democratico'? Se no, perché?
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