“I due racconti di questo libro sono le facce di una stessa medaglia: vano insieme ma l'uno sarebbe sorpreso di leggere l'altro, tanto differente. Un po' di esperienza ci insegna che pari e dispari sono segnati sullo stesso dado e che il dramma e la farsa accompagnano a vicenda un personaggio indeciso o semplicemente mediocre.”
È Flaiano stesso, nell'introduzione, a fornirci la chiave di lettura di “Una e una notte”, testo del 1959 che si compone di due parti distinte eppure complementari, così come lo sono i due protagonisti da cui prendono rispettivamente il titolo.
Dopo aver dissertato a lungo attorno al sentimento amoroso (Esercizi d’amore, Cos’è una ragazza, L’importanza di essere amati ecc.), Alain de Botton ha utilizzato gli strumenti della filosofia per analizzare la connessione tra l’architettura e la ricerca della felicità. Un progetto decisamente ambizioso e che non può non incuriosire, dato che, seppure da profani, volenti o nolenti con l’architettura ci dobbiamo misurare ogni giorno, vuoi per comprare una casa, vuoi per ristrutturarla, vuoi semplicemente per decidere se visitare una città piuttosto che un’altra.
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