Esordio letterario di Ugo Mattone, alias Ugo Pirro (1920-2008), scrittore e sceneggiatore cinematografico, padre di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e di “La classe operaia va in Paradiso”, “Le soldatesse” (Feltrinelli, 1956; Bompiani, 1962; Sellerio, 2000) è un romanzo nato dalla sua esperienza di soldato al fronte, in Grecia. È una delle testimonianze letterarie più intense, crude e toccanti relative alla nostra scellerata occupazione d'una nazione libera, povera e culturalmente gemella, sin dagli albori della civiltà.
Antonio Pennacchi ed Edoardo Nesi hanno raccontato, nei loro ultimi libri, il monumentale romanzo Canale Mussolini (Mondadori, 2010) e il drammatico memoir Storia della mia gente (Bompiani, 2010), la rabbia, l'amore, l'orgoglio e la dignità di due popoli, quello pontino e quello pratese, che hanno saputo imprimere il loro nome nella storia del Novecento.
Drammatica e cannibalica allegoria della sofferenza del popolo italiano nei primi cinquant'anni del secolo scorso, “I Cariolanti” è un'opera letteraria che sprofonda nel male – e dal male lascia discendere e derivare una narrazione viscerale, rabbiosa e violenta, storia di miseria nera e di fame assoluta, di povertà e ignoranza, di straordinaria e incontrovertibile sconfitta del bene, e della speranza.
Al cinema era un po' di tempo che i trailers in testa alle proiezioni dei film venivano posseduti dal movimentato remake di una famosissima canzone, “Fame”, conosciuta e canticchiata un po' da tutti alla stregua de “La pappa col pomodoro”.
“In data 18 marzo 2003, non è ancora stato avviato alcun processo per giudicare il genocidio khmer rosso. Quasi due milioni di persone hanno perso la vita in tre anni, otto mesi e venti giorni d’inferno che il paese ha attraversato tra il 1975 e il 1979” (pag. 186).
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