“S’i’ fossi foco, arderei ‘l mondo
s’i’ fossi vento lo tempesterei
s’i’ fossi acqua i’ l’annegherei
s’i’ fossi Dio manderei l’en profondo”
L’album “Le nuvole”, registrato da Fabrizio De Andrè nel 1990, è il primo disco inciso dal cantautore genovese dopo il fantastico viaggio sonoro offerto, sei anni prima, con “Creuza de mâ”. Infatti, dopo aver rivoluzionato, nel 1984, la concezione di musica moderna attraverso la fusione di elementi musicali lontani tra loro, ed aver dato vita ad uno dei primi esempi di “World Music” italiana, Fabrizio continua il suo percorso di ricerca e sperimentazione sonora, con un album che sorprende per la sconcertante miscela di linguaggi, e disorienta per l’utilizzo di arrangiamenti, melodie e stili diversi in ogni traccia del disco.
Il “Volume 1” (1967), registrato ad un anno di distanza da “Tutto Fabrizio De André”, l’antologia dei primi dieci 45 giri incisa per la Karim, è il disco con il quale il giovane cantautore genovese raggiunge la notorietà.
È il 1984: il punk è finito da un pezzo, nelle radio impazzano “Like a Virgin” di Madonna e “Thriller” di Michael Jackson. La situazione musicale italiana vede affermarsi i volti nuovi di Pino Daniele, Vasco Rossi e Zucchero, l’esplosione rock dei Litfiba e dei Diaframma, l’avanguardia postpunk dei CCCP e lo ska dei Bisca.
In questo contesto sonoro Fabrizio De André, all’apice di una carriera fatta di innumerevoli successi e nessun compromesso, registra il capolavoro “Creuza De Mä”, un’opera innovativa distante anni luce dai suoi lavori precedenti e da quelli dei suoi colleghi musicisti.
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