Scritto tra 2003 e 2004, pubblicato soltanto nel 2008 da Tespi, il diaristico romanzo di formazione “Dio è distratto”, ambientato tendenzialmente tra Roma e Amsterdam, è un'opera prima caratterizzata da due aspetti fondamentali: il primo – assoluto – è la relazione dell'io narrante con la scrittura, l'adesione e l'appartenenza alla scrittura, l'ossessione sacrosanta per la letteratura, la smania di poter riconoscere in sé una personalità autoriale; il secondo è la determinazione nello scolpire limiti, aporie, difetti e guasti della vita capitolina contemporanea, nella prospettiva d'un giovane emigrato in città con grande entusiasmo e grande coraggio; e un pizzico di disperazione, comune a tutti quelli che hanno dovuto lasciare casa e lacerare le proprie radi
Introduce magnificamente Andrea Di Consoli: “Milano non esiste è un romanzo scritto con la furia orale di un operaio non acculturato; è un lungo e barbarico monologo viscerale; è, soprattutto, un romanzo su quell’umile Italia popolare che ancora odora di pelle, di lavoro, di rabbia, di vino, di sudore e di carne”.
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