Lontano. Lontano, dalle parti del fiume Mekong, nel cuore del Laos. A quattro passi dal Vietnam. Vientiane, un taxi, tanti bordelli, distese d'oppio sino a perdere lo sguardo, nei territori delle tribù Meo. Lontano, dalle parti forse del Veneto, in un borgo detto “delle zitelle”, a fare compagnia a una donna sola dal nome di suora. Lontano, nel passato, per ricordare quel tredicenne magro e meraviglioso, dandy ante litteram, di cui Parise bambino s'innamorò; è diventato un uomo che gioca a poker e non ha più nessun fascino. Ma Goffredo si stupisce che il mondo non si sia accorto che Ignazio, ragazzino, era Dio.
“Prima persona” (Mondadori, 2002) è un grande taccuino d'autore: ospita elzeviri, appunti, annotazioni su eventi di cronaca, aforismi, massime e considerazioni sparse; tendenzialmente, concentrate sul mondo del libro, e della letteratura. È un'opera destinata a dare gioia agli appassionati di Pontiggia, a quelli che avevano imparato ad apprezzarne racconti e romanzi: completa e migliora la famigliarità con stile e personalità dell'artista comasco, illudendo spesso di essere seduti allo stesso tavolo con lui, magari condividendo un caffè, qualche sigaretta e un ricco amaro.
Le parole usate per servire a qualcosa si vendicano. (Giorgio Manganelli)
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