Qualche mese fa con “Il figlio del vampiro” della statunitense Heather Brewer avevamo conosciuto Vladimir Tod, un giovanissimo vampiro mezzosangue, figlio di un vampiro e di un’umana morti misteriosamente in un incendio, ed ecco arrivare in Italia in questa settimana, sempre per la casa editrice Nord, il secondo volume della sua saga, dal titolo “L’apprendista vampiro”.
Negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di pubblicazioni e film dedicati ai vampiri, un virus contagioso e molto redditizio che spesso con i Vampiri ha poco a che fare. Qualcosa insomma che sa di strategia ben pianificata, di prodotti seriali destinati al pubblico per fare cassa nella maniera più semplice. Vampiri mescolati nella plastica, ripuliti di ogni possibile ambiguità e sparati nelle case di un pubblico di acquirenti la cui età anagrafica si abbassa sempre più. Vampiri che fanno poca paura, molto “stilosi”, molto emo soporiferi, una via di mezzo fra Beautiful e Beverly Hills. Vampiri che non mordono nemmeno più, vampiri buonissimi e bellissimi contro vampiri cattivissimi e molto stereotipati.
“Ella incede in bellezza, come la notte
Di climi senza nubi e di cieli stellati,
E quanto c’è di meglio dell’ombra e della luce
S’incontra nel suo viso e nei suoi occhi” (da Ella incede in bellezza, Lord Byron).
Postmoderno prequel di “Dracula” di Bram Stoker, il bizzarro pastiche “The Dracula Archives” apparve nel 1971; per questa sua prima edizione italiana abbiamo dovuto aspettare circa quarant'anni. L'autore, Raymond Rudorff (1933-1992), era un uomo che preferiva restare nell'ombra, e a quanto pare nell'ombra riposa; a quasi vent'anni di distanza dalla sua morte, è discretamente complicato riuscire a ricostruire notizie biografiche credibili e poggiate su fonti di prima mano. Sembra che Rudorff sia stato uno storico e un giornalista inglese, traduttore dal francese e dall'italiano.
Una grande storia d’amore. Questo prima di tutto, prima del generoso budget messo a disposizione per la realizzazione del film, prima delle atmosfere da incubo proposte da Coppola, prima dell’arcinota storia del vampiro per eccellenza: Dracula. Il Conte che – nella fattispecie – resiste al tempo e alla non vita nel tentativo di rincontrare l’amore perduto tragicamente per un inganno crudele. Lui, il Principe dei Carpazi, che la croce l’aveva pur servita, con onore e coraggio, nel giorno più buio della sua vita giurò guerra a Dio e dannazione eterna per le sue vittime.
"Il vampiro è una forma notturna, la sua esistenza è legata al buio. All'alba, torna al sepolcro dal quale è uscito, riprende l'immobilità della morte e aspetta la nuova sera. Quante bare, presso le quali la gente s'inginocchia e prega con devozione, contengono l'essenza stessa del diavolo, un vampiro? Nessuno lo saprà mai. Ma nell'oscurità, fin dall'alba dei tempi, i vampiri hanno lasciato le loro tombe alla ricerca di preda” (p. 109). Eh già. 1961: prima pubblicazione di questo stravagante ibrido saggistico-narrativo, firmato da Emilio de' Rossignoli: “Io credo nei vampiri” diventa, ben presto, un libro di culto per tutti gli appassionati di horror e di letteratura gotica.
“Sì, i veri propagandisti dell’ordine nuovo, i veri apostoli della rivoluzione futura, futura e dialettica, come è ovvio, sono i cosiddetti autori licenziosi. Leggere libri erotici, diffonderli, scriverli, significa preparare il mondo di domani e segnare la strada della vera rivoluzione” (p. 19).
DIARI D’UN INCUBO, IN LETTURA SEMISERIA.
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