Carnale, la scrittura di Carmela Cammarata attraversa il passato di Nanà come una ferita. Incisa con la profondità che solo “I santi padri” sanno. Quegli uomini che sono fulcro di un dolore inconsolabile e che pure lontani riescono a far male. Il nonno ubriaco, il genitore assente, il padre dei propri figli poi scopertosi omosessuale...
“Siamo nella nostra stanza. Siamo in / una scatola da scarpe. Siamo in una scatola di sangue. / Delicatamente ci siamo lasciati dei lividi, eppure / non siamo vecchi e non siamo nati morti. / Siamo qui su una zattera, esiliati dalla polvere. / L'odore di terra è svanito. L'odore / di sangue è qui e la lama e il suo proiettile. / L'ora è arrivata e tu andrai dalla sua parte” (Anne Sexton, “Ora”)
“Viva la grande città, viva Milano con tutto il suo smog il traffico l'indifferenza. Non che tutto questo mi piaccia ma se l'alternativa deve essere il suo paesello con la sua boccata d'aria e di tranquillità preferisco starmene qui. Magari da sola. A Pasqua. Ma poi quale boccata d'aria! Lì ha la sua Poucet, Lui. Figlio di buona donna, chi l'avrebbe mai immaginato? E pensare che l'ho perfino preso in giro per la sua fedeltà” (Paolini, “La gatta”, p. 152).
Albert Einstein diceva che fosse più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo. Proprio perché tende a rigenerarsi, proprio perché tende al limite ad assopirsi ma mai a svanire. Da contemporanei, possiamo e dobbiamo dedicarci a questa battaglia, perché è una questione di giustizia e d'uguaglianza. Scopriamo allora Brigitte Gresy, già direttrice del gabinetto del Ministero per le Pari Opportunità, oggi ispettrice degli Affari Sociali, esperta di questioni femminili sul lavoro e «image des femmes dans les medias».
È il 1946, quando un gruppo scapoli si trovano a pranzo con due esponenti del clero discorrendo delle cose della vita e della modernità con piglio filosofico e commistioni religiose. Nel gruppetto si distinguono: Giacomo D’Alessio industriale – costruttore, Fausto Almirante celebre orientalista, Paolo Contarini rinomato tisiologo, Roberto Fauni fisico nucleare e Marcello Rudòr, traduttore, disegnatore e letterato.
“Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque” (pag.3).
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