Non è questione di piacere secondo me ma di sapere cosa è la dialettica, di avere la forza di dialogare anche con chi non la pensa come te a patto di riconoscere autonomia e onestà di pensiero all'interlocutore. Io ad esempio non andrei mai a parlare a Casa Pound perchè, valutando cosa dicono e cosa scrivono, valuto come strumentale e funzionale ad una logica di estrema destra la valutazione di certe opere ed autori. Ma non mi sognerei mai di non parlare con chi invece ha un'opinione diversa su di loro.
Una domanda: si possono recensire anche opere filosofiche o saggistiche?
quanto a CP, c'è un aspetto poco pubblicizzato. Loro sono tra i pochi a non controllare i contenuti dei relatori delle conferenze. Sono libertari fino in fondo, per la mia esperienza. Zero condizionamenti, zero supervisione, zero bavaglio, zero richieste di anticipare i contenuti, etc. Ho detto tutto quello che volevo, quando parlavo di Bianciardi e di Kerouac. Potrei - posso - raccontare di quanti bavagli hanno provato a mettermi altrove, negli anni. Mica solo nelle conferenze. Mica solo nelle redazioni. Do a Cesare quel che è di Cesare. Loro sono stati veramente esemplari, con me. Altrove non capita. Mai.
No non parlavo di eventuali bavagli. Assolutamente. Parlavo di "strumentalizzazione" per un "loro" progetto diverso, e magari anche opposto, dal relatore. Posso anche sbagliarmi ovviamente :)
[rodolfo] Non so quanto si possa strumentalizzare la letteratura. E' l'unica strada libera del mondo, sfugge sempre a tutto. Le etichette vanno via con uno sbuffo. La narrativa è pericolosa, cambia pelle e colore una stagione dopo l'altra, come la lepre di Paasilinna. Stesso vale per la poesia. E' normale... perché cambiano i regimi, cambia la cultura, cambiano gli equilibri.
La questione è che pelle e colore i versi e i romanzi non ne hanno mai avuta, e non ne avranno mai una soltanto. Te ne accorgi col passare degli anni, quando rileggi le cose che hai scritto tu, e che hanno scritto gli altri, e capisci un sacco di cose che non volevi capire. Va be':)
"L'attenzione". Lo prendo in carico io. Non avevo previsto ques'ordine di trattazione, ma è una sorpresa il titolo tra i desiderata. Il libro è con me, in ogni luogo, da 19 anni, esattamente dall'ottobre 1990. Spiegherò a suo tempo perché.
Commenti
[rodolfo] ecco il tuo
[rodolfo] ecco il tuo desiderata
[rodolfo] pardon per il bug.
[rodolfo] pardon per il bug. se adesso vuoi inserire altre richieste, vedrai che appaiono istantaneamente.
No per ora basta questa(è per
No per ora basta questa(è per la tesi) :)
[ah!] quando devi
[ah!] quando devi consegnarla?
A luglio c'è tempo :) E
A luglio c'è tempo :)
E grazie e complimenti. Cosa che detta da un marxista penso sia per te un complimento ancora più piacevole :)
[rodolfo] assolutamente sì;).
[rodolfo] assolutamente sì;). Grazie di cuore. Complimenti a te per la scelta di Moravia. Smentisci Eco, mi raccomando. Parlane, e fanne parlare.
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Una volta piacevo molto di più ai marxisti - erano la maggioranza dei miei amici. Poi l'Università è finita:)))). Ma gli amici sono rimasti.
Bene. "L'attenzione" sarà.
Non è questione di piacere
Non è questione di piacere secondo me ma di sapere cosa è la dialettica, di avere la forza di dialogare anche con chi non la pensa come te a patto di riconoscere autonomia e onestà di pensiero all'interlocutore. Io ad esempio non andrei mai a parlare a Casa Pound perchè, valutando cosa dicono e cosa scrivono, valuto come strumentale e funzionale ad una logica di estrema destra la valutazione di certe opere ed autori. Ma non mi sognerei mai di non parlare con chi invece ha un'opinione diversa su di loro.
Una domanda: si possono recensire anche opere filosofiche o saggistiche?
Ciao.
[Rodolfo] certamente. Dà
[Rodolfo] certamente. Dà un'occhiata all'archivio; parti da qui, http://www.lankelot.eu/archivio-articoli.html?Letteratura e vai in ordine alfabetico. Punta, al limite, il tag "saggistica trattatistica".
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quanto a CP, c'è un aspetto poco pubblicizzato. Loro sono tra i pochi a non controllare i contenuti dei relatori delle conferenze. Sono libertari fino in fondo, per la mia esperienza. Zero condizionamenti, zero supervisione, zero bavaglio, zero richieste di anticipare i contenuti, etc. Ho detto tutto quello che volevo, quando parlavo di Bianciardi e di Kerouac. Potrei - posso - raccontare di quanti bavagli hanno provato a mettermi altrove, negli anni. Mica solo nelle conferenze. Mica solo nelle redazioni. Do a Cesare quel che è di Cesare. Loro sono stati veramente esemplari, con me. Altrove non capita. Mai.
Beh. Benvenuto intanto;)
No non parlavo di eventuali
No non parlavo di eventuali bavagli. Assolutamente. Parlavo di "strumentalizzazione" per un "loro" progetto diverso, e magari anche opposto, dal relatore. Posso anche sbagliarmi ovviamente :)
Grazie del benvenuto ;)
[rodolfo] Non so quanto si
[rodolfo] Non so quanto si possa strumentalizzare la letteratura. E' l'unica strada libera del mondo, sfugge sempre a tutto. Le etichette vanno via con uno sbuffo. La narrativa è pericolosa, cambia pelle e colore una stagione dopo l'altra, come la lepre di Paasilinna. Stesso vale per la poesia. E' normale... perché cambiano i regimi, cambia la cultura, cambiano gli equilibri.
La questione è che pelle e colore i versi e i romanzi non ne hanno mai avuta, e non ne avranno mai una soltanto. Te ne accorgi col passare degli anni, quando rileggi le cose che hai scritto tu, e che hanno scritto gli altri, e capisci un sacco di cose che non volevi capire. Va be':)
buona serata
(grazie a te)
"L'attenzione". Lo prendo in
"L'attenzione". Lo prendo in carico io. Non avevo previsto ques'ordine di trattazione, ma è una sorpresa il titolo tra i desiderata. Il libro è con me, in ogni luogo, da 19 anni, esattamente dall'ottobre 1990. Spiegherò a suo tempo perché.
Ti ringrazio :)
Ti ringrazio :)