La prima scintilla della ribellione giusta a una società ipocrita, conservatrice e bacchettona apparve in un contesto conforme e classista. Quarantacinque anni fa, tra febbraio e marzo 1966, il Sessantotto vagiva a Milano, nel Liceo Parini. Il liceo più severo e borghese d'Italia, tolti pochi figli del popolo che venivano da Brera. Il liceo della tradizione: quello in cui i figli si sedevano nei banchi in cui s'erano seduti i padri. Il liceo dell'imprint orgoglioso: “pariniano” una volta, “pariniano” per tutta la vita.
In occasione del primo centenario della nascita di Giorgio La Pira, Pier Francesco Listri, già curatore di un programma sul “Servo di Dio” per il terzo programma di Radio Rai, ha pensato bene di mettere nero su bianco questa sua inchiesta radiofonica.
Il risultato, come i lettori potranno cogliere da subito, non è una biografia ordinaria e particolarmente ordinata; soltanto alla fine del breve volume (poco più di 130 pagine) possiamo trovare appunto alcune pagine che sintetizzano cronologicamente la vita di La Pira, la Bibliografia (opere di e su La Pira), gli “intervenuti nell’inchiesta”.
In quanto “inchiesta” i brevi capitoli non seguono uno stretto ordine cronologico: “La Sicilia, Firenze, il mappamondo”, “la fede
Seppure scritti in un intervallo di qualche anno l’uno dall’altro – precedente il libro di Bettiza (2000) a quello di Rossanda (2005) – si tratta di due testi utili da affrontare parallelamente, per la certa ricorrente identità dei temi che vi vengono discussi e per il fatto che ciò avviene da punti di vista alternativi, talora apertamente discordanti.
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