In un remoto casolare posto nella campagna umbra, si ritrova un eterogeneo gruppetto composto da sei ex-compagni del liceo classico Montale di Roma, per trascorrere insieme un week-end pasquale a distanza di quindici anni. Padrone di casa ed organizzatore del raduno è Alessandro che, dinanzi alla prematura scomparsa del padre, aveva rinunciato agli studi pur di mantenere in attività l’azienda agricola di famiglia. L’iniziativa si rivela in realtà un curioso escamotage, inventato per rinvigorire il ricordo della sorella Gaia, morta suicida ancora adolescente e far luce definitivamente sul mistero di quel lontano gesto inconsulto.
Maria Giovanna Luini è una scrittrice dei sentimenti. Scava. Cerca. Analizza. Prova a entrare e a narrare con gli occhi del cuore.
Il suo primo libro, ‘Esser grandi è una fiaba’ (Lampi di Stampa, 2006) è una raccolta di fiabe atipiche dove i protagonisti (aquiloni, perle, fate, ranocchie…) hanno qualcosa da lasciare al lettore che va ben oltre la semplice trama del testo. Fiabe per adulti insomma.
All'origine della lettura c'è stato un errore. Uno scambio per l'esattezza.
In uno di quei rari momenti in cui i programmi sembravano incastrarsi alla perfezione, aspettavo un libro che mi è arrivato tra le mani il giorno dopo averne concluso un altro.
Tempismo si potrebbe dire. Richiamo ho pensato io, con un sorriso ebete.
Sta di fatto che ho aperto il pacco in fretta (i libri mi trasformano in una bimba invasata davanti alle caramelle) poi sono rimasta immobile. La copertina. La grafica. I caratteri. Li conoscevo eppure. Eppure non era lui, quello che aspettavo.
Era 'Cocci di bottiglia' di Fiorenza Aste.
Opera prima di Fiorenza Aste, letterata trentina classe 1961, “Cocci di bottiglia” è una raccolta di dodici racconti, scritti – leggiamo nella prefazione – “qualche anno fa”. Introduce Antonella Lattanzi: “Cocci di bottiglia è il libro delle piccole cose. Sensazioni, più che grandi avvenimenti. Particolari minimi, a spalancare un’orda di ricordi. Tutto il dolore concentrato nel verde di un cappotto, la morte di una madre in porte legate e case vuote, l’amore fraterno in una zuppa di biscotti e latte, la solitudine, dentro una casa famigliare.
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