“Prima di svelare la materia del sogno, dovete lasciarmi il tempo giusto per raccontarvi perché questo viaggio è una poesia. Non un racconto, non un film, non qualcosa da scoprire standogli di fronte, bensì un lungo poema le cui parole sono colori di trasparenza liquida, scandite dal ritmo della pagaia. È lei l'arto unico di un esploratore solitario partito dall'alto dei ghiacci per tuffarsi, quando la sua pelle sarà più sottile, nel basso ventre dei mari” (Sapienza, “La strada era l'acqua”, p. 28).
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