Detroit. Detroit poteva essere un buon titolo italiano per il terzo libro di Michael Zadoorian, l'outsider esploso, post fertile passaparola, già all'altezza del suo fulminante esordio, “Second Hand”, e sopravvissuto con maturità (non solo con dignità) al secondo romanzo, “In viaggio contromano”. Stavolta il nostro junker preferito affronta il momento della vanità: la raccolta di racconti. Vanità e basta? Niente ciccia? Non del tutto. Diciamo che protagonista è Detroit, e protagonista è il coraggioso tentativo di un mezzofondista di misurarsi sulla distanza veloce.
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