In origine, “Mildred Pierce” del Michael Curtiz di “Casablanca” doveva essere soltanto un melodramma: uno di quei prodotti che le major sfornavano in serie, chiamati nell’ambiente, con spiccia brutalità, film da donne. Nel ’44, però, uscì Double Indemnity (“La fiamma del peccato”, B. Wilder), che ottenne un successo favoloso ai botteghini. All’ultimo momento, allora, si decise di intervenire con robuste manipolazioni sul romanzo di James M. Cain, nel tentativo di imballare in una confezione noir il materiale rosa del soggetto.
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