“Restammo sulle rive della Mosella per dodici deliziosi giorni e poi, con gran dispiacere, sgomberammo. Ma avevamo imparato tutti una cosa: se i comuni soldati di qualsiasi esercito potessero riunirsi sulla riva di un fiume e discutere le cose con calma, nessuna guerra durerebbe più di una settimana” (William March, “Compagnia K”, frammento del soldato semplice Plez Yancey, p. 92).
"Tutti quelli della nostra corsia erano colpiti dal gas e dovevamo morire tutti. Le infermiere sapevano che non c'era niente da fare e la maggiore parte degli uomini lo sapeva...Di fronte a me, ce n'era uno che lottava, cercando di respirare. Il sudore gli correva sul viso e il respiro era fatto di faticosi singhiozzi. Quando l'attacco passava, si adagiava nel letto, esausto, e faceva una specie di gorgoglio con le labbra, come per scusarsi di aver disturbato la corsia; perchè ogni volta che lui lottava per respirare, tutti inconsciamente lottavano con lui; e quando si adagiava esausto, rilassavamo i pugni e riposavamo un poco anche noi." (Pag 49)
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