Finalmente è giunta anche in Italia la seconda opera biografica di Jerry Lewis (la prima è l’inedita In Person, 1982) scritta con James Kaplan ed edita dalla giovane Sagoma Editore, in cui si racconta questa insolita storia d’amore (non molto corrisposto, in verità) fra il comico più importante del secondo Novecento e Dean Martin.
Prima di recensire il formidabile esordio saggistico di un letterato giovanissimo (classe 1983) e destinato a far molto parlare di sè, il sardo Luca Martello, ho pensato di intervistarlo per farmi raccontare tutto – ma proprio tutto – su "Groucho e i suoi fratelli. La vita e l'arte dei Marx Bros" (Castelvecchi, 2010). Almeno vi preparate per bene e per tempo a questa micidiale esperienza estetica. Buon viaggio.
Un anno e mezzo dopo “Kalooki Nights”, Cargo porta in Italia il secondo romanzo di Howard Jacobson, in realtà scritto nel 1999. Ed è importante sottolinearlo, perché non conoscendo la vicenda editoriale si potrebbe pensare ad una battuta d'arresto, ad un tentativo di attenuare quell'ironia caustica che era stata il perno su cui poggiava l'intera architettura del libro letto in precedenza.
Trama
In partenza verso il West. Harpo e Chico in carrozza, Groucho in autostop in mezzo alle dune. Si parla di un terreno su cui dovrà passare una ferrovia, la proprietà di quel fazzoletto di terra varrà come l’oro e Groucho Harpo e Chico contro dei pistoleros corrotti faranno a gara per acquistarlo.
In occasione del ventiseiesimo film della sua invidiabile carriere registica Woody Allen, in "Misterioso omicidio a Manhattan", diverte e si diverte nel mescolare la commedia ed il thriller, a giocare con i dialoghi e i personaggi, a creare un curioso e stravagante pastiche cinematografico sullo sfondo della solita New York su cui il regista ama indugiare nelle sue pellicole. Il film, che segue a breve distanza tre pellicole riflessive, amare e non del tutto riuscite come "Alice", "Ombre e nebbia" e "Mariti e mogli" si rivela, senza dubbio, una piacevole sorpresa.
FRAMMENTI DI CINEMA IMPAZZITO.
"Chinese Odissey" è un film strano. Credo si possa dire, senza esagerare: o lo si odia, o lo si ama. Poco noto il regista, Jeffrey Lau, e lo stesso si può dire del film, in arrivo da Hong Kong e uscito nelle nostre sale lo scorso autunno, ma distribuito male e per nulla pubblicizzato. Proprio nulla, neanche un trafiletto su qualche quotidiano, o una proiezione sporadica in qualche cinema coraggioso. Niente di niente.
Immagino che uno dei motivi per cui non sarò mai un grande critico letterario è che passo troppo tempo Sognando Tenochtitlàn
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