Colombo, 16 luglio 2010. Dormito profondamente al Juliana. La costosa stanza non ha finestre e puzza di muffa. Non ho fatto problemi essendo sfinito da 8 ore di autobus. E poi a mezzogiorno me ne vado. Stanotte alle 3.10 un ubriaco ha bussato rumorosamente alla mia porta! Che era chiusa solo con catenella (ricordandomi della precedente al secondo piano, molto complicata da aprire dall'interno una volta chiusa a doppia mandata, essendo difettosa come quasi tutto in questo volgare albergo).
Kandy, 28 giugno. Stamattina sono tornato all'Ufficio dell'Alta (e Bassa) Commissione Indiana, per il visto. Mi hanno fatto fotocopiare il documento consegnatomi il 22 scorso e mi hanno detto di tornare domani. La cosa mi ha inquietato (per usare un eufemismo). Ho spiegato che domani parto per Colombo. Intanto ero spinto e strattonato da subumani che ti stanno addosso fisicamente e trovano normale questo comportamento che a me ripugna. Tutti vogliono passare davanti. Anche alla fotocopiatrice (l'addetto era, come da noi, al bar sport) è arrivata una negretta e appena tornato l'addetto, un bel ragazzo nero coi capelli crespi, mi è passata davanti.
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