Nel 2005 lo scrittore nippo-britannico Kazuo Ishiguro, già autore dell’indimenticabile Quel che resta del giorno, diede alle stampe Non lasciarmi, un’opera sconvolgente e distopica ambientata nel Regno Unito in un recente passato alternativo. Un romanzo potente, angoscioso e visionario, che pone inquietanti interrogativi al lettore in merito a temi come l’anima e la natura umana, l’amore e la possibilità di corrispondersi anche a dispetto di un destino ingiusto e feroce, l’arte e il suo essere specchio dell’interiorità degli uomini, o di coloro che sono creati a loro immagine.
Un giorno Everett aveva una terribile emicrania e avrebbe desiderato tagliarsi via la testa dal collo. Ovviamente ha dovuto ricorrere a metodi meno cruenti, ma sembra che il Frankenstein del suo “Deserto americano” sia venuto fuori proprio da lì. Da quella voglia inappagata di ghigliottinarsi che pare abbia trovato trasposizione nella vicenda di Theodore Street.
Identità e doppio; memoria e clonazione; umanità e menzogna: queste le colonne portanti d’un’opera prima, quella di Chris Farnell, scrittore inglese classe 1984, che tutto sembra fuorché un’opera giovanile o tardo-adolescenziale, a dispetto dell’età dei protagonisti e dei contenuti della quarta di copertina; e in ogni caso, non è niente affatto ordinaria. Come, del resto, la superba copertina di Maurizio Ceccato, una volta ancora opera d’arte in un’opera d’arte. Che stile.
“Continuo a pensare a un fiume da qualche parte là fuori, con l’acqua che scorre velocissima. E quelle due persone nell’acqua, che cercano di tenersi strette, più che possono, ma alla fine devono desistere. La corrente è troppo forte. Devono mollare, separarsi. È la stessa cosa per noi. È un peccato, Kath, perché ci siamo amati per tutta la vita. Ma alla fine non possiamo rimanere insieme per sempre”. (p.286)
Commenti recenti
1 sec fa
6 min 43 sec fa
16 min 53 sec fa
1 ora 5 min fa
1 ora 30 min fa
1 ora 30 min fa
2 ore 10 min fa
2 ore 55 min fa
3 ore 1 min fa
3 ore 5 min fa