Conrad F. Mayer, grande scrittore svizzero dell'Ottocento, praticamente ignorato in Italia, perlomeno negli ultimi decenni, è sicuramente una delle figure più fulgide della letteratura in lingua tedesca del suo secolo. La produzione assai vasta ci consente comunque di soffermarci con facilità, o non troppa difficoltà sulle sue opere maggiori, parlo delle lunghe novelle degli ultimi anni, Angela Borgia, e sopratutto: La tentazione del Marchese di Pescara, raccolte dalla Utet negli anni Sessanta.
“Infanzia è una corruzione di Ninfanzia: periodo della vita che l’uomo consuma sotto l’autorità di Anzia, ninfa delle primizie. (Anzia da «ante», prima)” (pag.573). Come si annuncia in prefazione, questa è la storia di un uomo “nato” sotto il sole di Atene che vivrà la maggior parte dell’infanzia e dell’adolescenza in mezzo all’aristocrazia europea e, da gregario qual era inizialmente, arriverà a rifiutarne integralmente l’abnorme ipocrisia. Dalla nascita di Nivasio, come per ogni bambino nato in Grecia, ci si aspettava il grido benaugurale della civetta, l’uccello che preannunciava la dea Minerva, svegliata per l’occasione dal sonno eterno.
Alberto Savinio in prefazione, confessa che fino ad un certo punto della vita si agitava nell’ansia di andare sempre più avanti, nel timore di non avere abbastanza tempo per costruire e scoprire in quell’avventuroso e misterioso viaggio che è l’esistenza umana. Nel suo pensiero, il guardare indietro poteva rappresentare un ritardo o addirittura un ostacolo nel timore di una delusione per quello che era stato: “solitamente è per una ragione morale che abbiamo paura di guardarci dietro le spalle. Per non esser colpiti dall’immobilità.
Alberto de Chirico nacque in Grecia, ma successivamente alla morte del padre, la famiglia decise di tornare in Italia e poi di recarsi in Germania, per dar modo al piccolo di casa di continuare gli studi musicali a cui dedicò la prima parte della sua vita. Tra il 1910 ed il 1914, Alberto visse a Parigi, dove lo seguirono la madre ed il fratello Giorgio. Alberto, in quegli anni maturò la decisione di lasciare l’attività di musicista per una ricerca sperimentale del nuovo su cui far convergere la letteratura e la pittura, al di fuori di qualsiasi schema o genere.
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