Yates David

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Autore: 
Yates David

Puntuale come la zanzara tigre, in quel di Luglio giunge finalmente il tanto atteso Harry Potter e il Principe Mezzosangue, sesto e terzultimo episodio cinematografico della saga libraria inglese che ha reso la sua fortunata scrittrice più ricca della Regina d'Inghilterra (questo paragone è trito e ritrito, lo so, ma a me fa impazzire perché permette di immaginare il rodersi del regal fegato quando il capo di stato britannico ha saputo di tale oltraggio!).

I fan dello stregone più famoso del nostro tempo - un Mago Merlino assai meno abile, ma, a quanto dicono le ragazze, di gran lunga più avvenente del progenitore di Camelot - si sono mangiati le unghie per ben sette mesi (quasi un parto!) nell'attesa di questa pellicola, piangendo lacrime amare (seppur di coccodrillo vista la comparsa di una nuova saga cinematografica) quando la Warner Bros il Natale scorso preferì lanciare un altro film fantasy, Twilight, posticipando all'estate l'arrivo in pompa magna del praticamente già campione d'incassi Harry Potter number 6.

Ci sono film che devono essere visti perché d'autore, altri che invece sono delle macchine da incasso che vanno assolutamente fatte girare per avere qualcosa di cui parlare a cena. Pertanto a chi etichetterà questa recensione come un ammasso di parole sprecate per un film che non ne merita rispondo già che, di fatto, al giorno d'oggi bisogna sempre avere pronto un argomento a piacere, sia questo la Guerra in Cecenia (come Il Diario di Bridget Jones insegna), il G8, oppure l'ultimo sforzo Hollywoodiano ricco di effetti speciali. È un dato di fatto.

Se poi a questo si aggiunge che io sono di quella generazione che è cresciuta assieme al fattucchiere, gustandosi le sue avventure sia in lingua originale che in traduzione, ecco che si arriva all'unica conclusione possibile: questo film andava visto!

Data la roboante premessa passiamo ora alla trama, che non si discosta dal libro solo in apparenza e quasi lasciava presagire una degustazione delle ambientazioni oscure e misteriose che avevano reso The Half-Blood Prince uno dei migliori libri firmati J.K.Rowling, ma che, ahimé, ha deluso tutti coloro che avevano leggiucchiato, anche distrattamente, la versione cartacea.

Harry Potter è ormai cresciuto – nel senso che finalmente ha iniziato a radersi – ed il suo cuore comincia a battere seriamente per una ragazza, così come quello dei suoi amici Hermione e Ron, dando l'opportunità alla Rowling di condire con i drammi adolescenziali il suo bel mondo fantasy, che sin dal primo libro l'ha vista impegnata a scandagliare sia l'animo umano che quello fantastico dei suoi personaggi. Voldemort, l'Oscuro Signore, è risorto ormai da ben due episodi (libri o film, decidete voi) ed il suo esercito di Mangiamorte ulula alle porte della notte facendo piombare il mondo nel caos e ricordando ai genitori degli allievi di Hogwarts – la Scuola di Magia e Stregoneria, diretta dal potentissimo Albus Silente, in cui studia il giovane Harry – gli anni in cui il male regnava sovrano.

A parte le pene d'amore dei ragazzi, questo nuovo anno di scuola non sembra riservare grandi sorprese, almeno dentro le mura dell'istituto, considerato l'ultima roccaforte inespugnabile da parte delle forze oscure proprio per la presenza del Preside Silente. Nessuna Pietra Filosofale nascosta, Camera dei Segreti da spalancare o Tornei Tre Maghi per il nostro Harry all'interno dell'accademia, solo l'arrivo di uno strambo nuovo professore di Pozioni, ex docente non solo della madre di Potter, ma anche di un giovane Tom Riddle (nome di battesimo di Voldemort). L'unica e apparentemente banale missione del maghetto in questo film – che è un chiaro momento di passaggio che serve a traghettare il lettore/spettatore verso il settimo e conclusivo episodio, succoso e per questo diviso in due film distinti – è quella di farsi benvolere dal nuovo docente, con lo scopo di rubargli un qualcosa di assolutamente vitale, almeno a detta di Silente. Cosa abbia di così prezioso il caro Lumacorno non è il caso di svelarlo, basterà solamente introdurre, quale ulteriore ingrediente, un vecchio libro usato ricco di annotazioni su come preparare intrugli incantati – materia, come s'è detto, del nuovo docente, ma in cui Harry è negato sin dal primo anno – che risulterà preziosissimo al protagonista per brillare agli occhi dell'insegnante. Di chi fosse questo libro prima di giungere a Harry è così ovvio che la Rowling ce lo ha sbattuto in copertina: del Principe Mezzosangue! Scoprire poi a chi appartenga tale pseudonimo e quale triste e magnifico ruolo si prospetti per questo misterioso individuo sono domande a cui solo il finale del film può e deve rispondere.

Riassunta la trama parliamo ora del lungometraggio in sé per sé, dando per scontato che ormai la quasi totalità del pianeta sappia che nel 99% dei casi le trasposizioni cinematografiche non sono assolutamente fedeli agli originali di vecchia carta ed inchiostro.

Dei sopra accennati tratti gothic-dark del romanzo la pellicola conserva poco e nulla, spennellando solo di tanto in tanto alcune passate di nero quasi per darsi un tono.

Molti interessanti episodi presenti nel libro sono trattati in maniera confusa e frettolosa, sì da essere completamente svuotati di significato (prendiamo ad esempio la storia d'amore tra Tonks e Lupin), subendo forse una fine peggiore di quelli totalmente e ingiustamente omessi (la bellissima battaglia al castello di Hogwarts o il rapporto tra la bella Fleur e Bill) o inventati di sana pianta (l'attacco alla Tana, magione dei Weasley).

Il film manca totalmente di uno spessore che possa in qualche modo lasciare un retrogusto – amaro o dolce – in bocca, tanto da riuscire quasi a render vani i mirabolanti effetti speciali di cui l'intera storia è condita. D'altro canto il problema di fondo di questa saga non è nuovo a coloro che, nel corso del tempo, si sono prestati a rendere di celluloide le avventure del maghetto; lo stesso regista, David Yeats (che aveva già diretto L'Ordine della Fenice), ben sapeva di dover fare una scelta tra il lato umano (quindi quello delle cotte dei protagonisti, così come dell'introspezione di Tom Riddle) e quello più d'azione (combattimenti vari ed eventuali) della storia. In questo caso Yeats si è proprio rivelato un eterno indeciso, spacciandoci un lungo e melenso susseguirsi di inseguimenti d'amore inframezzati da una serie di ridicole pantomime di battaglie che sono così insipide da lasciar sperare nel ritorno delle ragazzine innamorate delle scene precedenti. (Per inciso: ormai non fanno più i filmetti “brevi” di una volta, dopo il successo di Titanic se al cinema non ti vengono i capelli bianchi non sono contenti!)

Salvare la fotografia risulterebbe quasi sciocco nella recensione di un film del genere, pertanto non lo farò, pur avendola apprezzata, passando direttamente alle lodi di rito per i tre personaggi che, in maniera a dir poco imbarazzante, sono tanto adesi al ruolo dipinto dalla Rowling nei suoi libri da sembrare essere usciti proprio dalle pagine della scrittrice: Severus Piton (Alan Rickman), Luna Lovegood (Evanna Lynch) e Bellatrix Lestrange (Helena Bonham Carter).

Andando all'osso, nell'attesa della doppia uscita del conclusivo episodio di Harry Potter, I Doni della Morte, concludo dicendo che il film è sicuramente un ottimo modo per trascorrere un caldo pomeriggio estivo in una sala cinematografica con condizionatori al massimo dell'efficienza. A questo aggiungo che la pellicola non solo, come più volte ribadito, non è all'altezza del libro da cui è tratta (diciamo anche che questo viene citato solo perché le opere portano il medesimo titolo, altrimenti non avrei mai azzardato un paragone), ma neanche del 5° film, L'Ordine della Fenice, che nel suo essere particolarmente frettoloso e sincopato era se non altro riuscito a trasmettere quel senso di apprensione ed incalzante ascesa delle forze oscure che invece nel libro erano andati troppo diluendosi tra le innumerevoli pagine.

A coloro che, essendosi gustati il romanzo, speravano di farsi venire i brividi nel ripercorrere i travagliati ricordi di Voldemort e della sua famiglia, addentrandosi nella psiche contorta e deviata dell'antagonista, porgo le mie condoglianze, poiché di tutto questo non troveranno traccia. Dal canto mio, uscito dalla sala, ho avuto se non altro il desiderio di riprendere in mano il romanzo e sfogliarlo, sì da riportare alla mente le cavillose ricostruzioni dei drammi psicologici fatte da Silente, nel tentativo di dare spiegazioni e giustificazioni al Male, in quello che io ricordavo essere un omaggio alle elucubrazioni deliranti del Dr. Frankenstein di Mary Shelley.

Se non altro questo film invoglia alla lettura, cosa che, sola, forse vale il prezzo del biglietto...

Andrea Betti – 22 Luglio 2009

Regia: David Yates

Soggetto: J.K. Rowling

Sceneggiatura: Steve Kloves

Direttore della fotografia: Bruno Delbonnel

Montaggio: Mark Day

Interpreti principali: Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Tom Felton, Bonnie Wright, Michael Gambon.

Produzione: Warner Bros

Origine Regno Unito/ USA, 2009

Durata: 153 minuti

Titolo originale:Harry Potter and The Half-Blood Prince"

ISBN/EAN: 
5051891008281

Commenti

nuovo articolo di ANDREA BETTI
buona lettura
gf

Ma non si chiama yates?
A me il film è piaciuto, e poi - come dici tu -invoglia alla lettura, cosa che personalmente credo di fare quest'estate (ho letto solo i primi due Potter).

http://it.wikipedia.org/wiki/David_Yates esatto:)
vado a correggere nell'articolo

Harry Potter? ah, questi film plebei.... va be', leggiamo comunque;)

"Puntuale come la zanzara tigre, in quel di Luglio giunge finalmente il tanto atteso Harry Potter e il Principe Mezzosangue"

Eh, il parallelo calza, in tutti i sensi...

"Il film manca totalmente di uno spessore che possa in qualche modo lasciare un retrogusto ? amaro o dolce ? in bocca, tanto da riuscire quasi a render vani i mirabolanti effetti speciali di cui l?intera storia è condita".

Chissà perchè, lo sospettavo...

"Andando all?osso, nell?attesa della doppia uscita del conclusivo episodio di Harry Potter, I Doni della Morte, concludo dicendo che il film è sicuramente un ottimo modo per trascorrere un caldo pomeriggio estivo".

Mah, insomma. Ce ne sono decisamente di migliori di modi per trascorrere un pomeriggio estivo...

"Se non altro questo film invoglia alla lettura, cosa che, sola, forse vale il prezzo del biglietto?"

Non credo che mi avventurerò mai nella lettura di Harry Potter, per carità. Ad ogni modo, il pezzo è ben fatto come al solito, Andrea;)

leggo commenti discordanti....
ebbene, io appartengo alla schiera di quelli che hanno letto i libri e sono andati a vedere il film, che personalmente mmi ha dato un pomeriggio di cazzeggio tranquillo, come dici tu.
I miei figli hanno detto che il film non è sufficientemente aderente al libro, che se uno non conosce già la trama, rischia di non capirci nulla e che si poteva far meglio. In linea di massima concordo con la recensione.

[YATES] ecce ean! il film è

[YATES] ecce ean! il film è disponibile in DVD

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