Wong Kar Wai

My Blueberry Nights

Autore: 
Wong Kar Wai
Non sono mai stata brava ad affrontare gli altri…
Kar Wai Wong trasloca in terre americane per raccontare una storia fatta di torte di mirtilli, cartoline, musica, colori e segni del tempo che passa in una sua dimensione ciclica.
Jeremy lavora a New York in un caffè dove gli occasionali avventori ordinano pietanze classiche per gustare, infine, una torta di mele o di cioccolato. Nessuno sceglie quella di mirtilli che ogni sera resta integra sul bancone.
La sua è una vita monotona, non ha altri divertimenti che gustarsi quel dolce alla fine della serata e poi rivedere le immagini videoregistrate dalla telecamera del locale: “è come se fosse il mio diario…”, afferma lui, nel rendersi conto di quante cose accadono durante il giorno e che sfuggono alla sua vista.
Jeremy conserva i ricordi dell’umanità che gli è passata accanto, attraverso le fugaci immagini del video e un mazzo di chiavi che qualcuno lascia o semplicemente dimentica.
Elizabeth è una ragazza che capita nel suo locale in cerca di tracce del suo fidanzato. Ed è dalla memoria culinaria di Jeremy che lei scopre l’esistenza di un’altra donna che ha preso il suo posto.
Elizabeth sarà la prima a gustare la torta di mirtilli e così farà in tutte le sere successive, tra parole e lacrime, finché deciderà di partire alla ricerca di se stessa.
Quella notte mi lasciò il suo mazzo di chiavi e poi sparì”, dice Jeremy, ma già s’intuisce che quella ragazza gli è entrata nel cuore, più di quanto lui stesso riesce a rendersi conto. Elizabeth, invece, non ha capito che quella torta di mirtilli le avrebbe cambiato la vita; non ha compreso affatto che il destino le aveva riservato una chance, una mano a poker da giocare, ma lei l’ha lasciata lì, sul bancone del locale, insieme ad una torta di mirtilli che resterà, ancora una volta, integra.
 
 
 

 
Jeremy (Jude Law) è un immigrato inglese che, con quei pochi dettagli che racconta, dimostra la sua solitudine in un mondo che corre troppo veloce, come quel treno, onnipresente nella filmografia del regista, e che si vede al di fuori del locale. La sua figura dà l’idea di un déjà-vu. In lui si scopre un pezzo di quella vivacità comunicativa che aveva fatto di Ho in “Angeli Perdutiun grande personaggio. Vi si può riconoscere l’onestà e la semplicità dei sentimenti, certamente, ma Ho era tutta un’altra cosa, rappresentava l’essenza stessa della solitudine. C’è da riconoscere che effettivamente il personaggio di Jeremy non ha molto spazio nel film, se non si esclude il momento iniziale dell’incontro con Elizabeth e gli interstizi in cui lo si vede preso nel telefonare a tutti i ristoranti delle città da cui Elizabeth gli spedisce le cartoline, nel tentativo di rintracciarla.  
Elizabeth (Norah Jones) è un personaggio aperto e schietto nelle sue manifestazioni. Dopo una delusione d’amore perde l’occasione, non riconoscendo in Jeremy la speranza in un futuro di sincerità e va via. Vuole vedere tutto ciò che il mondo ha da offrire, ma per farlo le serve un'auto e per acquistarla deve guadagnare. Si trova così a vagare per le città americane in cerca di fortuna, cambiando il suo nome in Lizzie prima e Beth dopo, lavorando il doppio per poter mettere da parte i soldi necessari a realizzare il suo sogno.
Elizabeth non dimentica affatto Jeremy, riconoscendolo come un amico speciale a cui inviare delle cartoline. Certo potrebbe anche telefonargli, ma certe cose vengono meglio se scritte.
In questa sua avventura, da cameriera e barista, s’intrecciano altre storie come quella del poliziotto Arnie e dell’ex moglie Sue Lynn (nome che sinistramente rievoca quello di Su Li-zhen) e poi la stralunata giocatrice d’azzardo Leslie che la trascinerà in un vortice americano on the road, fino al ritorno ciclico.
 
“…Because Im still in love with you
I want to see you dance again
Because Im still in love with you
On this harvest moon.

When we were strangers
I watched you from afar
When we were lovers
I loved you with all my heart…”
(Harvest Moon)
 


 
 Il primo esperimento in lingua inglese di Kar-wai Wong ci riporta indietro di qualche anno, quando girava “Happy Together”, in cui scelse di ambientare una parte del film in Argentina, decidendo comunque di far rientrare ad Hong Kong il suo personaggio chiave. L’idea dell’emigrazione e del ritorno, in una patria che tutto sommato poteva ancora rappresentare il futuro, era ben integrata nell’intreccio amoroso.
 In quest’ultimo film, al di là della scelta infelice italiana del titolo “Un bacio romantico” su cui, senza mezzi termini, si stende un velo pietoso, il ritorno circolare è chiaramente intuibile fin dalle prime scene.
Il film mi ha lasciato un gusto aspro, come quei mirtilli non gustati dagli avventori. Cos’è che, almeno a mio giudizio, non va in questo film? È certamente un prodotto di pregiata fattura che sente fortemente la mano del regista, inconfondibile, come ho avuto modo di sottolineare in altre occasioni: la scelta musicale raffinata ed ipnotizzante, tra cui si riconoscono le vecchie note di Shigeru Umebayashi e le nuove di Ry Cooder, tra le scelte puramente americane che vanno da Otis Redding a Cassandra Wilson che reinterpreta Neil Young; le inquadrature sfumate al di là dei vetri, punto di osservazione privilegiato della camera da presa che si sofferma sui dettagli; i primi piani e gli spazi chiusi, i colori accesi e pastosi della fotografia che dà l’idea di una certa soluzione di continuità anche dopo la sostituzione di Christopher Doyle con l’iraniano Darius Khondji; l’ossessione per il tempo che passa e le occasioni perdute.
Wong però si integra nella perfetta love story americana dove il lieto fine deve essere necessariamente previsto, dimenticando le origini, dimenticando il mistero ed il dubbio che aveva reso affascinante ed indimenticabile ogni pezzo della sua filmografia. Forse, tutto preso dai finanziamenti caduti a pioggia dopo i suoi innumerevoli riconoscimenti internazionali, ha dimenticato la malinconica atmosfera che sprizzava dai vicoli di Hong Kong per lanciarsi in un territorio che non riesce a trasmettere la stessa emotività degli altri suoi film. Mi sono mancati i volti enigmatici che riuscivano a trasmettere emozioni represse senza parlare; in “My Blueberry Nights”, nonostante una buona prova di tutti gli attori, la comunicazione è immediata, standardizzata da una sceneggiatura non all’altezza, troppo zuccherosa, dopo un incipit assai promettente.
Non aveva senso, in questo discorso, ad esempio, far tornare la precedente ragazza di Jeremy a spiegare la solitudine di un precedente abbandono, dopo che per anni aveva lasciato i suoi estimatori a soffrire con quel “segreto che nessuno conoscerà mai”.  
 
 
 “Come si può dire addio ad una persona di cui non riesci a fare a meno

 

Regia: Kar-wai Wong.
Sceneggiatura: Lawrence Block, Kar-wai Wong.
Fotografia: Darius Khondji.
Montaggio:William Chang.
Interpreti principali: Jude Law /Jeremy), Norah Jones (Elizabeth), Arnie Copeland (David Strathairn), Rachel Weisz (Sue Lynn Copeland), Natalie Portman (Leslie), Katya (Cat Power).
Musica:Ry Cooder.
Produzione: Kar-wai Wong.
Distribuzione: The Weinstein Company.
Origine: Hong Kong, Cina, Francia, 2007.
Durata: 111 minuti.
Titolo originale: “My Blueberry Nights ”, (“Un bacio romantico”).
 
Info internet: Imdb.
 
 
Movida, 1 luglio 2009.
 
Wong Kar-wai in Lankelot

 

 

ISBN/EAN: 
8032807024301

Commenti

MOVIDA!

e con questo abbiamo finito...poi inserirò, con il tempo Eros di cui Wong ha diretto l'ultimo dei tre segmenti.

:). Questa è nuovissima, e completa l'archivio. Complimenti, chapeau.
Quante meravigliose oldies sono rimaste ancora nel tuo hd? C'è ancora qualcosa da recuperare, e qualcosa di notevole. Sbaglio?:)

ma non so se notevoli, comunque c'è ancora abbastanza da recuperare del vecchio com, per non parlare dell'altro...:) (escludendo la musica che non so se riporto)

sì sì:) riporta, riporta.
Ah - ti do una notizia en passant. Lunedì incontro LAMASE e i ragazzi di Intellijam per parlare di Lankelot 3.0, preventivo etc: Fiamma ha finito la grafica;).
Ci siamo quasi. Chissà che entro il 1 settembre non sia tutto nuovo e scintillante, qua dentro:). Sbrigati a recuperare le cose vecie per quella data...

6. oddio...mi dai una scadenza...altrimenti non si possono più recuperare?

Questo Kar Wai Wong è decisamente troppo romantico, per me in questo momento. Per ora passo.

"l?ossessione per il tempo che passa e le occasioni perdute."
E poi con quella chiusa, ?Come si può dire addio ad una persona di cui non riesci a fare a meno?
Nooo, non posso proprio.

8. no...non puoi proprio :)

9- Eh....

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