Veronesi Giovanni

Manuale d'amore 2- Capitoli successivi

Autore: 
Veronesi Giovanni

Giovanni Veronesi è l'erede di Castellano & Pipolo. L'unica differenza con certi episodi cinematografici pecorecci e fracassoni è che Veronesi sa girare. Sicuramente meno che scrivere, ma sa girare. L'aveva già dimostrato con Che ne sarà di noi, nettamente superiore ai Manuali nonostante fosse lampante che il film viaggiasse sulla falsa riga delle storielle borghesi di Muccino.

Col primo capitolo di Manuale d'amore, campionissimo d'incassi, il regista aveva dimostrato di avere buon fiuto imboccando una strada giusta (commercialmente): un bel filmone ad episodi, cast stellare, furbizia nel mestiere, superficialità tollerabile da un pubblico medio-basso, distribuzione e campagna pubblicitaria con squilli di trombe. Praticamente un blockbuster infallibile. Con questo M. d'A. - Capitoli successivi, il discorso non cambia di una virgola (e se cambia lo fa solo in peggio): quattro episodi comico-sentimentali che hanno la pretesa di spiegare al volgo come funzionano i meccanismi del pachiderma dell'amore. Impresa ambiziosa a dir poco.
A differenza del primo film, nel quale si vedevano diverse generazioni di attori e personaggi a confronto - i giovani prezzemolini Silvio Muccino e Jasmine Trinca, i più stagionati Margherita Buy, Carlo Verdone e Sergio Rubini, più il jolly della comica Luciana Littizzetto -, in Capitoli successivi troviamo un cast omogeneo, almeno come età: Fabio Volo, Barbara Bobulova, Elsa Pataky, ancora Sergio Rubini e Carlo Verdone, il comico Antonio Albanese. Nonchè la coppia più monocorde ed inespressiva di Cinecittà: i bellocci Monica Bellucci e Riccardo Scamarcio, protagonisti del primo e più bollente episodio "Eros". (Fortuna che i francesi ce l'hanno rubata... Scamarcio è ancora in attesa di una grande occasione europea). Eccovi, a grandi linee, la trama: Scamarcio e un minchia-man qualsiasi (grandissimi sceneggiatori: portano al cinema i siciliani come mafiosi, unti, barbari, semianalfabeti, macchiette folkloristiche uscite fresche fresche dal mercato della vucciria. Tutti alla sagra dello stereotipo!) sono ricoverati in ospedale. Il bellone italiano, a seguito di un incidente automobilistico, ha perso l'uso delle gambe e, ad occuparsi della sua riabilitazione, ulà-là, ecco la fatalona Bellucci. Nasce una relazione o meglio, ci scappa una botta e via. Bene, visto che la Monica è più espressiva di spalle che frontalmente.
Secono episodio. Fabio Volo e B. Bobulova (molto brava, forse la migliore) tentano la fecondazione assistita in una clinica di Barcellona. Un calvario interminabile: per lei ormoni à gogo, per lui (spermatozoi pigri) antiossidanti; test clinici interminabili per lei, cazziatoni sfiancanti per lui, immaturo ma innamorato. Ma alla fine l'amore vince sempre. Bella prova per entrambi gli attori trentenni. Poteva essere una satira graffiante, quantomeno mordace, invece il tema della fecondazione assistita viene affrontato col classico stile pop di Veronesi.
Terzo episodio, il più politicamente scorretto. A. Albanese e S. Rubini sono due checche (non gay ma proprio effeminati, secondo una dubbia scelta della sceneggiatura) in procinto di sposarsi, sempre a Barcellona. Litigi, ripensamenti e moralismi vari. La recitazione sopra le righe tuttavia non sminuisce la bravura dei due attori, perfetti nel raccontare i problemi di chi sceglie di compiere un passo del genere nel 2007. 
Quarto ed ultimo episodio, il più precotto. Ennesima storia di tradimento, con Carlo Verdone capochef che perde la testa per una bellissima e giovane spagnola (Elsa Pataky). Sarà la decima volta che Verdone interpreta lo stesso ruolo.
Le quattro storielle rubacchiano qua e là un po' da tutta la commedia italiana degli ultimi anni: Gabriele Muccino, le commedie con Alberto Sordi, il già citato Carlo Verdone, specialmente i suoi ultimi lavori. Il tutto è commentato dalla voce radiofonica di Claudio Bisio, forse l'unico al quale il ruolo calza a pennello. In tanti pensano il cinema italiano si fermi qui, ad una scimmiottante caricatura dei peggiori macchiettismi della stracantata borghesia, farcita con un mix di fenomeni massmediatici ormai status simbol. In troppi, a pensarla così, sono proprio i registi. Non obbligateci quindi ad urlare "Aridatece Bombolo!!!".
 
Regia: Giovanni Veronesi
Soggetto: Andrea Agnello, Ugo Chiti, Sandro Veronesi
Sceneggiatura: Sandro Veronesi
Interpreti principali: Monica Bellucci, Riccardo Scamarcio, Carlo Verdone, Elsa Pataky, Sergio Rubini, Claudio Bisio, Antonio Albanese, Dario Bandiera, Fabio Volo, Barbara Bobulova
Musica originale: Paolo Buonvino
Produzione: Luigi & Aurelio De Laurentiis
Origine: Italia, 2007
Articoli e approfondimento: www.imdb.com/title/tt0847745/fullcredits 
ISBN/EAN: 
8016024038211

Commenti

Ecco i grandi filmoni, le mastodontiche produzioni italiane, i nuovi kolossal sentimentali. Non un film panettone ma quasi.

(non sono riuscito a giustificare i credits!)

nn sono così checche. Probabilmente l'episodio con albanese è il migliore.

la recensione è stupendamente incisiva. Ma io, diciamo, forse ci sono cascato, ci casco sempre quando un film è anche vagamente coccole e arcobaleno, e nn mi è dispiaciuto.

"Giovanni Veronesi è l?erede di Castellana & Pipolo."

> Castellano:). Ma anche Castellana ci sta:)

"In tanti pensano il cinema italiano si fermi qui, ad una scimmiottante caricatura dei peggiori macchiettismi della stracantata borghesia, farcita con un mix di fenomeni massmediatici ormai status simbol. In troppi, a pensarla così, sono proprio i registi. "

> Bella sferzata. Danke Paolo;)

Dici Bene, Paolo, "Aridatece Bombolo". Almeno se famo quattro risate senza pretese. Vidi al cinema "Manuale d'amore uno", in realtà non per mia scelta ma va beh. M'è bastato quello. Sono con te, meglio "Che ne sarà di noi", decisamente. Ad ogni modo, pezzo essenziale il tuo, che stimgmatizza ciò che andava stigmatizzato. Mi hanno detto che questo secondo capitolo è anche peggio del primo e se guardiamo ai blockbuster italiani mi vien da ribadire un concetto già espresso in altre recensioni: povero cinema italiano...

7. Questo film di pretese ne ha davvero tante. Ma io non parlerei di crisi del cinema italiano, come fanno in tanti anche all'estero. A Cannes ci considerano solamente per Moretti... La sconosciuta, Nuovomondo, Le conseguenze dell'amore, La ragazza del lago... Il cinema italiano è vivo e sta bene. L'unico vero cancro sono i finanziamenti a film come questo, come Tre metri sopra il cielo e compagnia bella.

4. E' un film piacevole, Ryo. Concordo che è godibile. Ma i contenuti e il modo...

5. Grazie Gianfranco, corrego subito.

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