Tykwer Tom

Profumo: storia di un assassino.

Autore: 
Tykwer Tom

TRAMA
Come fosse una bestia, l’assassino è trascinato, dalla sua cella, al balcone dove viene annunciata la sentenza. Centinaia di persone lo guardano dalla piazza e invocano la sua morte. Il popolo gioisce all’udire che verrà ucciso crudelmente. Siamo nel XVIII secolo. Un lungo flashback presenta il ‘mostro’ dalla sua nascita. In una piazza di mercato parigina, Jean-Baptiste Grenouille è gettato a terra, qualche secondo dopo il parto. La madre viene scoperta e giustiziata. Sarà questo il destino che accomunerà tutti coloro che maltratteranno o sfrutteranno Grenouille, come: l’istitutrice insensibile, il crudele capo della conceria (a cui Grenouille è venduto appena tredicenne), ed il profumiere Baldini. Quest’ultimo è l’unico a cui Grenouille rivela la sua inestimabile dote: un olfatto sovraumano, capace di sentire, distinguere e memorizzare qualsiasi odore, a qualsiasi distanza. Gli odori sono la sua unica ragione di vita, poiché ad eccezione di questo piacere sensoriale, non prova nulla, per niente e nessuno. Sprovvisto di sentimenti umani, egli si dedica totalmente al suo senso olfattivo, e vive per imparare l’arte di possedere gli odori; creandone profumi.

 


Jean-Baptiste aveva inintenzionalmente ucciso una ragazza dai capelli rossi, rapito dal suo sublime odore, di cui però (non sapendo come conservarlo), non ha potuto inebriarsi che per qualche ora soltanto. Per questo scopo, offre a Baldini centinaia di formule di profumi soavi (e quindi la fama), in cambio dell’apprendimento delle abilità tecniche del mestiere. Oltre alla distillazione, Baldini gli insegna che, come la musica, anche i profumi sono composti da note. Per i profumi migliori, ne occorrono dodici, quattro formanti la base, quattro l’inizio e quattro la fine dell’essenza. Secondo una leggenda egiziana, sarebbe esistito un profumo perfetto, contenente un tredicesimo ingrediente, che però nessuno riuscì mai a decifrare.
Grenouille si rende conto che la distillazione non funziona sugli esseri umani e parte per imparare la tecnica dell’enfleurage, praticata a Grasse. Nel corso del suo viaggio trascorre un lungo periodo eremitico. Rintanato in una grotta, scopre di non aver un odore proprio. Questa terribile constatazione e un’altra scoperta imprevista, lo spingono a continuare il suo viaggio verso Grasse. Trovatosi a lavorare lì, può praticare l’enfleurage. Grenouille ritrova parte dell’odore sublime della sua prima vittima, creduto perso per sempre, in un’altra ragazza dai capelli rossi, Laura. Sulla base di questo, tredici ragazze verranno sacrificate per la creazione del profumo perfetto.
Contrariamente a quell’aspettativa iniziale creata dalla condanna a morte imminente, Grenouille viene portato all’esecuzione in carrozza, raffinatamente vestito. Il popolo si inchina e viene all’improvviso visto da tutti come un essere celestiale che mai avrebbe potuto macchiarsi di un solo delitto. Poche gocce di quel profumo hanno fatto sì che tutti, sconvolti emotivamente, in preda ad un’estasi collettiva, iniziano ad amarsi a vicenda, indiscriminatamente. Grenouille sul culmine del successo di quel profumo divino, proprio quando avrebbe potuto sentirsi soddisfatto per l’efficacia della sua creazione, sembrò capire la gravità della sua diversità. Osserva quell’orgia umana di passione e si accorge di essere l’unico incapace di amare. Ripensando alla prima delle sue vittime, per qualche istante, immagina di averla amata, invece che uccisa. La cruda memoria di quel cadavere provoca, per la prima volta, un segno di pentimento. Dai suoi occhi si intravedono, finalmente, delle lacrime. Sembra capire di non aver (più) alcun senso.
Quella bottiglina, ancora colma di profumo, avrebbe potuto trasformarlo in un Messia agli occhi dell’umanità. Invece, userà la sua creazione per un altro scopo...

 

IL GRENOUILLE DI PATRICK SÜSKIND SUGLI SCHERMI DIVIENE (RELATIVAMENTE) PIÙ UMANO.
Vari registi avrebbero voluto tramutare il romanzo di Süskind in film. Tra questi troviamo Stanley Kubrick, che rinunciò all’impresa considerando irrappresentabile la parte centrale della narrazione, secondo la quale Grenouille trascorre sette anni in totale solitudine. (“He said the central character sits around in that cave forever, wondering what to do, and he couldn't see it in pictures." Hot Press ). Neanche Tom Tykwer ha potuto (o voluto) riprodurre questi sette anni e li riassume brevemente tramite una voce narrante (peraltro onnipresente, oltre che onnisciente). Se questa omissione è trascurabile, poiché non modifica di molto il significato originario del romanzo, vi sono, nel film, altri elementi che concorrono ad attenuare la pesantezza del romanzo e donare uno spiraglio di umanità a Grenouille.
Il personaggio di Tykwer, seppur abominevole per la sua crudeltà ed indifferenza, si riveste di dettagli che lo distinguono decisamente dal protagonista del romanzo. Innanzitutto, il momento piú significante del film, il pentimento di Grenouille, è una novità sorprendente, poiché (invece di avvertire dei rimorsi e di soffrire a causa della sua impossibilità d’amare) nell’opera di Süskind, Grenouille in quei momenti di “successo” prova qualcosa di nettamente diverso. Si rende conto che “non sarà mai nell’amore che troverà la sua soddisfazione, ma nell’odio, quello che sentiva verso gli altri e che gli altri provavano nei suoi confronti”. In quei momenti in cui viene adorato a causa del Profumo, prova inoltre una tremenda frustrazione data l’incompatibilità tra il suo unico desiderio di sterminare tutti e il constatare che sarebbe inutile manifestarlo, considerato che in quegli stupidi momenti di estasi, tutti continuerebbero comunque a venerarlo. Inoltre, ci sono altre differenze che riducono la mostruosità del Grenouille di Süskind. Tra le più evidenti, notiamo che: le vittime sono quattordici e non venticinque; la prima vittima non è stata strangolata, ma è morta per soffocamento, involontario da parte di Grenouille (il quale voleva semplicemente impedirle di urlare); e l’aggiunta dell’attenuante che vede Grenouille pronto a pagare una prostituta, per praticare l’enfleurage, ma non riuscendo a compiere la sua missione pagando, l’intraprende uccidendo.
Oltretutto, bisogna anche considerare il ruolo decisivo dell’attore, Ben Whishaw. Gran parte della critica accusa Tom Tykwer di aver scelto un attore CARINO come Ben Whishaw, per interpretare un personaggio brutto e riprovevole. Come risposta a queste critiche si può far notare che il regista abbia scelto Ben Whishaw, appunto per la sua straordinaria ambivalenza di sembrare al contempo innocente e pericoloso (“being dark and innocent at the same time, and being dangerous and boyish, you know, being someone that seems completely harmless and then at the same time, when you look at him properly, you know that he is able to commit all these crimes..” TimeOut). Anche grazie a ciò, la sua interpretazione di Grenouille è eccezionale. Non è compito facile interpretare un non-essere umano (non a caso, “grenouille” in francese significa “rana”). Il suo sguardo, la sua voce, la sua fermezza, tutto è magistralmente interpretato da Whishaw. Grenouille parla molto raramente, ed è proprio l’intensità dell’intonazione delle sue battute, che lascia trasparire, ancor di più, il carattere e la forza del personaggio. Quando asseconda Baldini, dicendo, in tono secco, “Yes, Master” nasconde al contempo la massima ambizione e l’illimitato sapere (in campo olfattivo). Lo spettatore ne è a conoscenza, ed aspetta con piacere il momento in cui se ne accorgerà l’arrogante Baldini. Questa stessa fermezza è evidente anche nella sequenza in cui Grenouille ripete alla prostituta di non muoversi. Carico di una forza di volontà irremovibile, non dà il minimo ascolto al borbottìo della donna. Sembra non vederla neanche, è solo il suo profumo che sente e che brama di catturare.

Tom Tykwer rende, così, possibile il sorgere di commenti, altrimenti, difficilmente pensabili a proposito dell’opera di Süskind. Mi riferisco a quello di Peter Cowie, che interpreta questo film come una STORIA D’AMORE: “In some remarkable, and intensely disturbing way, Perfume is a love story, with all the heartaches and obsession associated with that sweet sickness. Perhaps one should paraphrase Wilde, in recognising that for Grenouille, “Each man loves the thing he kills,” rather than merely vice-versa.” [In un modo notevole e intensamente disturbante, Profumo è una storia d’amore, con tutte le angosce e le ossessioni associate a quella dolce malattia. Forse si potrebbe parafrasare Wilde, riconoscendo che per Grenouille “Ogni uomo ama ciò che egli uccide”, piuttosto che semplicemente viceversa.] (The story of a murderer)


Regia: Tom Tykwer.
Soggetto: tratto dall’omonimo romanzo di Patrick Süskind (Das Parfum: Die Geschichte eines Mörders). Sceneggiatura: Andrew Birkin, Bernd Eichinger e Tom Tykwer.
Direttore della fotografia: Frank Griebe.
Montaggio: Alexander Berner.
Scenografia: Uli Hanisch.
Interpreti principali: Ben Whishaw (Jean-Baptiste Grenouille), Rachel Hurd-Wood (Laura), Dustin Hoffman (Giuseppe Baldini), Alan Rickman (Antoine Richis).
Musiche: Tom Tykwer, Johnny Klimek, Reinhold Heil.
Produzione: Constantin Film Produktion GmbH, Castelao Producciones S.A., Nouvelles Éditions de Films.
Titolo originale: Das Parfum: Die Geschichte eines Mörders. Titolo internazionale: Perfume: The Story of a Murderer.
Girato a: Munich, Barcelona, Girona e Figueras, 2005. Uscito al cinema il: 14 settembre 2006
Durata: 147 minuti.


APPROFONDIMENTI IN RETE: Time Out   / Tom Tykwer  /  Das Parfum /

ISBN/EAN: 
8010020044726

Commenti

Kurt Cobain segnalava Profumo come uno dei suoi romanzi preferiti. La canzone dei Nirvana ?Scentless Apprentice? vi si ispirava.

Il romanzo mi è molto piaciuto, mentre il film non l'ho ancora visto
***
Ottimo il parallelismo pellicola-romanzo, quanto mai opportuno per spiegare le scelte del regista (p.s.: credo che dovresti citare la fonte delle sue affermazioni!): è vero, il personaggio di Suskind è un mostro senza appello... Probabilmente però ha un senso "addolcirne" carattere e intenzioni nel film. Una cosa che mi aveva colpito e che non so se nel film è sottolineata (forse no) è che tutte le persone che incontrano Grenouille finiscono malissimo... a sottolineare la natura quasi demoniaca del misterioso uomo senza odore...

(intanto: ti ho inserito l'apparato di link che hai domandato; ho colorato in blu le voci di riferimento dei credits e i titoli dei tre paragrafi. Ora passo alle foto)

3/4. Ancora una manciata di minuti e alè;). Poi vengo a leggerti.

Grazie Gianfranco! Ho modo di aggiungere le referenze delle citazioni autonomamente o devo inviarle a te? (Mi dispiace, ma non so come si modificano gli articoli già pubblicati.)
***
Sì, anche nel film, misteriosamente muoiono le persone che sono state a contatto con Grenouille e me ne chiedevo anch'io il perchè.
Perché lo hanno sfruttato, e quindi come punizione? O a causa del potere malefico che Grenouille trasmetteva agli altri con la sua presenza?
La prima ipotesi sembra avvallata dal fatto che né la madre, né i bambini all?orfanotrofio (che cercarono di soffocarlo), né il duro lavoro alla conceria, né i sette anni trascorsi allo stato di natura, né la legge, riuscirono mai ad ucciderlo. Era Grenouille una sorta di essere demoniaco protetto da oscure forze sovrannaturali?

a proposito: modificare gli articoli è facile.
Dopo averli pubblicati, trovi - poco prima dell'elenco dei commenti, una riga più in alto dei (guten) tag, delle frasi di default:

"Pubblicato Venerdì 27 Aprile 2007 alle 23:19:39 in Arti. Potete tenere traccia dei commenti tramite il feed RSS di questa pagina. Puoi andare in fondo alla pagina e lasciare un commento. Modifica questo articolo".

Là è spiegato tutto;). Se clicchi su "Modifica", ti ritrovi nella
pagina-madre.

Ok :)

"(...) Stanley Kubrick, che rinunciò all?impresa considerando irrappresentabile la parte centrale della narrazione, secondo la quale Grenouille trascorre sette anni in totale solitudine."

> non lo sapevo. Ma sono convinto che avrebbe inventato qualcosa di micidiale (è l'aggettivo giusto) per rappresentare quel lasso di tempo.

Aspettati - quando tornerà da queste parti - robusti commenti da parte di Sir Lac, Lacopo, che da tempo mi aveva annunciato un pezzo su "Profumo"; personalmente non ho visto il film in sala e rimedierò con opportuno dvd appena posso. Del romanzo conservo i ricordi pennachiani pre-lettura e una serie di impressioni post-romanzo parzialmente contraddittorie. Sono forse un caso a parte, ma l'unico omicida che mi ha seriamente rapito in Letteratura è quello raccontato da De Swarte. Sicuramente ho un'amnesia (una voce mi dice: Nothomb) ma dovremmo esserci;). Grazie per l'ottimo, ricco e complesso pezzo.

Non ho letto il libro, ma ho visto il film: pessimo. Tanto ad aver azzerato ogni possibile curiosità sull'opera in questione.

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