Burton Tim

Mars Attacks!

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Burton Tim
I marziani arrivano sul nostro pianeta. Indovinate dove atterrano? Ma negli Stati Uniti. Naturale che Tim Burton voglia far interagire il Capo di Marte con il Capo della Terra. Qualcuno ha ancora dubbi su chi sia il Capo della Terra? È lui, che si chiami Clinton o Bush fa poca differenza, è il Presidente degli States (Jack Nicholson, per l’occasione). E come tale deve fare un bel discorso alla nazione, preparando tutti all’arrivo dei nuovi ospiti. Ma come saranno questi ospiti, buffi? Mostruosi? E soprattutto, saranno bellicosi? Ma no, come possono essere bellicosi - pensa il saggio Pierce Brosnan nei panni di esperto del settore – hanno una tecnologia ipersviluppata e un’intelligenza superiore. Non possono che portar pace. L’unico che dubita della buona fede degli ospiti è il generale Decker (Rod Steiger), ma lui non fa testo. Dubita di tutti e annienterebbe chiunque: per natura, ama radere al suolo. Fatto sta che gli alieni arrivano in un contesto d’attesa messianica e di curiosità generalizzata. Sbarcano davanti ad un commando U.S.A schierato e, grazie al traduttore simultaneo inventato dagli yankee per l’occasione, esprimono i loro propositi pacifici. Dal pubblico in delirio - accorso in gran numero insieme a stampa e Tv) - si leva il volo di una colomba bianca. I marziani sembrano non gradire e fanno tabula rasa, nell’incredulità diffusa e davanti agli occhi del Capo della Terra. Ma sarà stata la colomba ad infastidirli? Il dubbio è legittimo, e d’obbligo cercar nuovi contatti e ideare un nuovo e più proficuo incontro. Gli alieni arrivano fin dentro il Congresso degli Stati Uniti, nella rinnovata emozione-attesa dei suoi rappresentanti e del Presidente, convinto di essere ricordato dai posteri per tale evento. Ma la colomba non c’entra niente, i marziani sono proprio bellicosi, e vogliono conquistare la terra! Allora è lotta senza quartiere, che vede gli umani soccombere e gli alieni trionfare, fino a che - grazie ad un espediente quanto mai casuale - una vecchia oramai rincoglionita e il suo strano nipote trovano il modo di sconfiggere l’ostile ospite.  
 

 
Il geniale Burton non tradisce mai - o quasi, vedere il remake del Pianeta delle scimmie. Ma è una goccia nell’oceano - le aspettative. Questa pellicola, apparentemente ludica e disimpegnata, è al contrario piena di idee interessanti, estro e creatività. È goliardica, sarcastica e anche feroce. Feroce critica della politica planetaria degli Stati Uniti, e satira della stessa. Basta analizzare i numerosi personaggi che abitano questa incredibile storia: un Presidente caricaturale (Nicholson), un generale paranoico-guerrafondaio (Steiger), una First Lady (Close) concentrata sul suo apparire, una figlia assente (la bella Natalie Portman), un esperto di marziani (Brosnan) che sarebbe degno ospite del nostro “Porta a Porta” (si, insomma, gli espertucoli illuminati che affollano la nostra triste Tv) , un segretario particolare (Martin Short) concentrato sui ritorni mediatici e sulle squillo d’alto bordo, giornalisti cinici e surreali ( Fox e compagna svampita), ed improbabili salvatori (Lukas Haas). A completare un cast stellare ci sono anche Annette Bening (brava e simpatica), Jim Brown, Pan Grier, il solito debordante De Vito (anche quando gli danno solo 5 minuti di personaggio) ed un auto-ironico Tom Jones che ha anche l’onore di chiudere la pellicola.  
 

 
Colpiscono i marziani burtoniani. Nonostante il loro aspetto fumettistico hanno occhi che da subito non lasciano presagire alcunché di conciliante o pacifico. Hanno cervelli abnormi e sono asessuati. Hanno armi che inceneriscono all’istante. Dichiarano guerra al mondo proprio partendo da quel paese – gli Stati Uniti – che è l’ indiscusso maestro della medesima pratica. Difficile non cogliere l’allegoria sarcastico-apocalittica di Burton, più complicato, forse, coglierne il pessimismo di fondo: se a salvarci dalla catastrofe è un atto casuale (una melodia country), noi umani non siamo messi poi tanto bene.
 
Ottimo il cast, come detto, in cui spicca un grande Nicholson che alterna sapientemente più registri interpretativi, restando pur sempre entro i confini di un personaggio farsesco - non è cosa da poco. Perfetta la sceneggiatura - ispirata alla serie omonima di figurine della Topps Chewing Gum Company, uscite nel 1962 -, mai troppo sovraccarica, e sapientemente ridondante nei percorsi evocativi. Illuminata la regia, ma questa non è una novità.  
 

 
Mars Attacks!, sesto lungometraggio burtoniano, scimmiotta un film uscito quasi in contemporanea: Independence Day di Roland Emmerich - pessimo, scontato e campione d’incassi - e omaggia tanta cinematografia di genere del passato – soprattutto, i B-movie degli anni cinquanta. Siamo dalle parti del politicamente scorretto. Un film acuto e intelligente, per amanti di Tim Burton e per chi vuol ridere più di testa che di pancia.
 
Regia: Tim Burton. Soggetto e Sceneggiatura: Jonathan Gems. Direttore della fotografia: Peter Suschitzky. Montaggio: Chris Lebenzon. Interpreti principali: Jack Nicholson, Glenn Close, Annette Bening, Pierce Brosnan, Martin Short, Michael J. Fox, Natalie Portman, Lukas Haas, Jim Brown, Pam Grier, Rod Steiger, Tom Jones, Danny DeVito. Musica originale: Danny Elfman, Slim Whitman. Produzione: Tim Burton, Larry Franco. Origine: Usa, 1996. Durata: 106 minuti.
 
Articoli e approfondimento: Tim Burton Dream Site.
 
Léon, Dicembre 2005. Originariamente apparso su www.lankelot.com
 
ISBN/EAN: 
7321957144801

Commenti

ultimamente il burton sta perdendo invece un bel po' di colpi...come se i colpi di magia, siano rimasti solo colpi...lontanissimi....

Ma no, dai. "La sposa cadavere" è uno dei suoi picchi maggiori. E anche "La fabbrica di cioccolato" è di una strabordante gioia visiva. "Big fish", poi, è un capolavoro.

Anche io ho sempre visto Burton con molto piacere. E' uno di quei registi che riconosceresti tra milioni, per il modo in cui tratta l'immagine e per le storie che crea.
Da Edward mani di forbice in poi, ma anche prima (Beetlejuice, mi pare), ho sempre apprezzato i suoi film.
Anche questo Mars Attack, con quegli alieni indimenticabili ed un grande Jack Nicholson.
E poi, che anche Short, che per me è e resterà sempre quello di Salto nel buio, ricordate?

no, secondo me proprio i tre titoli che tu hai citato sono la resa della fantasia alla lezione di fantasia...la sposa cadavere non raggiunge i livelli di Nightmare before...e nemmeno di Beetlejuice...è come se fosse diventato lezioso...

Io, da amante di Burton, ho trovato la "sposa cadavere" meraviglioso (lo recensii per il vecchio lankelot, lo reinserirò a breve. Sia la storia che le immagini, splendide). Big fish (che è l'elogio della fantasia), un capolavoro (non volevo uscire dalla sala dopo la proiezione tanto mi aveva emozionato). De La fabbrica di cioccolato ho amato immensamente il libro, e vederlo attraverso gli occhi di Burton è stato assai piacevole. Tutto è opinabile, comunque.

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