Burton Tim

Frankenweenie

Autore: 
Burton Tim
Sì, le abbiamo viste tutti, immagino, le ultime meraviglie di Tim Burton: “Big fish”, “La fabbrica di cioccolato”, “La sposa cadavere”. E come dimenticare - e chi dimentica! - “Edward mani di forbice”, “Ed Wood”, “Nightmare before Christmas”, “Mars attacks!” Abbiamo riso per lo spiritello porcello “Beetlejuice”, e abbiamo goduto del tripudio di immagini in quel caleidoscopio visivo che sono i primi due “Batman”. Forse, e dico solo forse, non tutti hanno avuto la fortuna di imbattersi in “Frankenweenie”. Agli albori del genio, dell’epopea burtoniana, della rivoluzione ideal-visiva con cui il regista statunitense ha di fatto cambiato la poetica cinematografica, c’è questo incantevole mediometraggio che mostra in maniera fiabesca e fascinosa tutte le tematiche care al Nostro e agli innumerevoli fan che hanno imparato ad amarlo - me compreso.
 
Victor Frankenstein (Barret Oliver, lo ricordate, sì?), ragazzino pre-adolescente, rimane decisamente scioccato alla morte del suo amato Sparky, cane di piccola taglia travolto da un’automobile. Il dolore è grande, incommensurabile, impossibile da sopportare a quell’età. Ma i bimbi, si sa, hanno risorse impensabili e infinite; Victor, pertanto, ispirato dal famoso esperimento di Galvani sulle rane, riproduce con mezzi di fortuna il marchingegno che può far tornare in vita il suo Sparky. Di qui una piccola e divertente serie di equivoci, tra il fantastico e il sentimentale, ripercorrendo le tracce del famoso film di James Whale (“Frankenstein”) con il cane al posto del mostro. Ma l’epilogo è diverso, buffo, sarcastico, grottesco e a lieto fine.
 
 
Secondo corto di Burton – in Usa scandalosamente proibito ai minori di 12 anni non accompagnati! -, dopo l’altrettanto riuscito “Vincent” (opera che introduce lo stop-motion che il regista rispolvererà magistralmente in Nightmare before Christmas” e ne La sposa cadavere”) che lo precede di un biennio, “Frankenweeenie” è, come detto in apertura, più che un corto, un mediometraggio dalle venature horror e dal sapore fiabesco. Genere principe in cui il genio californiano orienterà il suo cinema, l’horror fiaba burtoniana diventerà nel tempo un cinema a sé, costruito su atmosfere gotiche, stupende scenografie, colori tetri e cimiteri notturni. Nulla, in realtà, di questo bellissimo artificio, mette davvero paura; al contrario, invita a riflettere e stupirsi. Riflettere su un cinema altro, mai di maniera, sempre alla ricerca dell’empatia che si instaura tra autore, personaggi e spettatori; stupirsi, di un mondo visivo che abbaglia, diverte, commuove, insegna. Insegna a giocare con una realtà spesso cruda, dolente, mal digeribile; ad accogliere la diversità in tutte le sue forme e i suoi modi, a rispettarla, ad amarla. Amarla, come noi amiamo lui e il suo cinema. Cinema distante dall’ovvio, dal realismo di maniera, dall’ipervisionarietà che deborda e stordisce in negativo, dai sentimentalismi fasulli. Qui, come nell’altrove dell’ineguagliabile cinematografia burtoniana, ci si emoziona davvero. Grandi e piccini: basta poco per evadere con equilibrio, gioia e armonia. Frankenweenie, nel suo piccolo, ci regala tuttociò. 
 
 
Note: Protagonista è Barret Oliver, il piccolo Bastian nella trasposizione cinematografica del capolavoro di Michael EndeLa storia infinita”- di Wolfgang Petersen, girata nello stesso anno di “Frankenweenie”: evocativo quanto basta per chi ama le fiabe (gotiche e non solo), Burton compreso, evidentemente.  
 
Regia: Tim Burton. Direttore della fotografia: Thomas E. Ackerman. Montaggio: Ernest Milano. Interpreti principali: Barret Oliver, Daniel Stern, Shelley Duvall. Musica originale: Michael Convertino, David Newman. Scenografia: John M. Mansbridge. Costumi: Jack Sandeen. Origine: Usa, 1984. BN. Durata: 25 minuti. 
 
Léon, Giugno 2006.
 
ISBN/EAN: 
000

Commenti

(e io l'ho letta in anteprima, con tanto di omaggio ad Atreju - for whom it may concern;) )

Si, si, confermo. Il Franchi l'ha letta in anteprima. Ma l'hai visto il corto? In caso contrario te lo faccio avere, è davvero incantevole. Su Atreju: eh, Atreju...

(mi manca ancora, "Frankenweenie". Devo rimediare..)

intanto ecco l'archivione TB

intanto ecco l'archivione TB in calce;)

[frankenweenie] annunciato il

[frankenweenie] annunciato il remake (2012): http://en.wikipedia.org/wiki/Frankenweenie#Remake

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