Tarantino Quentin

Kill Bill vol. 1

Autore: 
Tarantino Quentin

 Dopo il metalinguaggio narrativo di Pulp Fiction, improntato sulla connivenza tra dialoghi quotidiani e spunti biblici, sperimentazione di un nuovo testo, caotico e lineare al contempo, ricco di trame e sfaccettature che si intessono in un’unica trama generale, il dinamitardo Tarantino si butta ancora a capofitto nella pratica che preferisce, la scrittura, ma stavolta senza trama e senza dramma, una revenge tragedy che fa riferimento ad una cultura giapponese, italiana e americana. Una storia che, tanto per capirci, ha poco a che fare con Amleto, la revenge tragedy per eccellenza in virtù delle sue meccaniche drammaturgiche e psicologiche. Ma grazie anche alle postume sovradeterminazioni.

Kill Bill non è solo un capolavoro di genere, è un pastiche scomodo e cerebrale che procede sotto i dettami della linearità, è una pratica linguistica da consegnare come manifesto di regia intertestuale alle nuove generazioni; è un film che conserva e reitera le peculiarità Tarantiniane – quelle di Kurosawiana memoria: la scomposizione del testo in capitoli e in blocchi narrativi senza rispetto dell’ordine cronologico. La riabilitazione di grandi attori ormai in disarmo, David Carradine (non appare nel volume I) e Daryl Hannah; l’uso di una superba colonna sonora, a cui affidare la gemmazione delle immagini – che gioca sulle citazioni e sulle autocitazioni, innalzando il non sense a messaggio principale. L’autoreferenzialità ludica del film. Tarantino si diverte a prendere e a prendersi in giro. Tarantino si interroga e si risponde da solo.

Il film accorpa e ricontestualizza più generi: dalla serie b cinematografica – splatter, kung fu e cartoon giapponesi, b-movies americani – agli spaghetti-western, da Bruce Lee – la tuta gialla che indossa Uma Thurman ci ricorda L’ultimo combattimento di Chen – a Sergio Leone, evocato da melodie a mo’ di Morricone che innervavano le sue scene più intense fino alla saturazione. Ricordato dai primi piani secolari e di profilo che contrassegnavano i suoi duelli e dalla contrapposizione tra due ex amici, quella che impersona il male pentito e tradito e quello che incarna il male attuale – vedi C’era una volta in America.

Tarantino inoltre si autocita: può farlo. Pulp Fiction è presente in almeno tre scene del film: nell’inciso, cartone animato, che illustra le origini di O-Ren Ishii; la crudele giapponesina spara un colpo di proiettile per vendicarsi delle nefandezze subite da bambina. Lo sparo provoca un bagno di sangue nell’abitacolo di una macchina, e ricorda l’involontaria morte del ragazzo di colore ucciso accidentalmente da Vincent Vega (John Travolta). La scelta dell’arma, per esercitare vendetta e liberarsi dal rancore, fa coincidere Uma Thurman con Bruce Willis – vi ricordate Zed? “Zed è morto.” Infine la citazione più bella: avete presente l’urlo vitale che riabilita Uma Thurman dall’overdose dopo la puntura di adrenalina? In Kill Bill la puntura è di zanzara, ma l’attrice esce dal coma con la stessa postura e lo stesso grido liberatorio.

Kill Bill parla di vendetta dunque, ma elude l’esegesi e l’approfondimento psicologico. La vendetta non circoscrive solo le azioni della protagonista, atte a sgominare la banda di Bill, ma anche i presupposti drammaturgici di O-Ren Ishii, l’avversario più temibile di questo volume I. Vendetta, né tema e né messaggio, come pretesto per raccontare scontri e sfide avvincenti e atti da circo coadiuvati da scenari suggestivi e da un uso creativo della moviola. Si veda a proposito la scena ambientata all’ospedale – lo svelamento di Uma, nascosta dietro un portantino – dove il rallentatore è un esempio di rara maestria.

Kill Bill inoltre sancisce un sodalizio, quella di Uma Thurman e Tarantino. È vero, ricordano Von Sternberg e Marlene Dietrich. La loro non è una semplice collaborazione, Uma è attrice e musa per Quentin, a tal punto che il regista americano l’ha coinvolta nel progetto sin da Pulp Fiction e il soggetto del film è scritto a quattro mani, le loro. Kill Bill alterna anche stili di regia differenti: si passa da movimenti di macchina rapidi, connessi da stacchi immediati e volutamente imprecisi, con inquadrature anomale, alla contemplazione del dramma, tramite macchine fisse e piani sequenza – memorabile quello all’interno del ristorante di Tokyo, che segue vari personaggi senza montare, saltando con panoramiche e carrelli da un individuo all’altro.

Insomma, Kill Bill non racconta solo di teste mozzate, pozzanghere di sangue, arti amputati e schifezze di genere, è un vero e proprio esercizio di stile, scandito da una mente ispirata e originale. Il volume II, a febbraio negli States, già preannuncia la quadratura del cerchio. Riuscirà Black Mamba, la fantastica Uma, a dare estensione e senso ai suoi rancori? Riuscirà Quentin a stupirci ancora?

Io dico di sì.

 

Regia: Quentin Tarantino.
Soggetto: Quentin Tarantino.
Sceneggiatura: Quentin Tarantino, Uma Thurman.
Direttore della fotografia: Robert Richardson.
Montaggio: Sally Menke.
Interpreti principali: Uma Thurman, David Carradine, Lucy Liu, Michael Madsen, Sonny Chiba, Chiaki Kuriyama, Daryl Hannah, Vivica Fox.
Musica originale: RZA, D.A. Young, Lily Chou Chou.
Produzione: Lawrence Bender.
Origine: Usa/Giappone, 2003.
Durata: 111 minuti.

Info Internet:  Quentin Tarantino – A God Among Directors.

Tarantino in Lankelot

ISBN/EAN: 
8007038052621

Commenti

Nell'altro thread di questo film Luca mi ha chiesto di intervenire, io l'ho fatto. Scusate il ritardo..

(madonna quanto abbiamo parlato di Tarantino in questi anni, tra web e viva voce. E' stato proprio un monumento del nostro tempo. Ti ricordi che attesa in sala per le due killbillate?)

Una boccata d'ossigeno, grazie. Mille.

Di niente, apprezzai molto i tuoi interventi in quel di "Elephant":) A presto.

sono rimasto a Pulp fiction. Poi o mi sono perso io o si è perso Tarantino. Scrivi di cinema con grossa proprietà, ho dato un'occhiata alla tua presentazione e quindi ho capito. Imparerò con gioia

Il Degra è una delle nostri maggiori speranze:)

Ma l'ultimo Tarantino com'è?

Ma l'ultimo Tarantino com'è? Io ancora devo vedere Grindhouse...

lo attendo al varco in dvd,

lo attendo al varco in dvd, ma ne ho sentito parlare bene giusto qualche sera fa...

Dovrebbe uscire il 3

Dovrebbe uscire il 3 febbraio, in vendita... al noleggio non so...

[tarantino] visto "Bastardi

[tarantino] visto "Bastardi senza gloria" :) Troppo forte. Non ne scrivo perché più che un film è un giocattolo, però... almeno due momenti di grande tensione e tanto, divertente, infantile, ingiustificato pulp. Il doppiaggio italiano è vergognoso, tanto per cambiare, vi dico solo che Brad Pitt nel film saluta in italiano e da noi è tradotto "mizzica". Per carità... Però appena cala il prezzo, il dvd me lo prendo ;)

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