Parlare del lavoro di Tarantino è praticamente impossibile. Parlarne male equivale ad un suicidio in fatto di popolarità: scattano subito apologie – cultura cinematografica infinita! Visivamente superbo! Sceneggiatore immenso! – e luoghi comuni pesanti come macigni – Pulp Fiction… bla bla bla… film cult… bla bla bla… e così via. Un fatto è senza dubbio che il cineasta statunitense abbia sempre pescato a piene mani dal cinema di genere, seguendo comunque una verve e soprattutto un’estetica del tutto personali. Denigrarne un film equivale a passare per cinefilo snob. Al contrario, baciandone ogni passo sul suolo farebbe correre il rischio di passare per un fan fanatico della prima ora. Molto pulp.
Grindhouse - Deathproof sarebbe dovuto uscire nelle sale in coppia col suo gemello, Planet Terror, diretto dall’amicone di Tarantino Robert Rodriguez. Disastroso flop negli Stati Uniti, la distribuzione ha ben pensato di spezzare i due episodi e di distanziarne le uscite. Il progetto originale era un doppio b-movie diviso in quattro tempi, un po’ come certi spettacoli che venivano proiettati nelle grindhouse, appunto, quelle sale cinematografiche aperte ventiquattrore al giorno che andavano tanto dai ’30 ai ’70. Fine della parentesi storica…
…ma non del tutto. Deathproof risente enormemente della suddetta manovra di marketing. La versione europea è stata infatti “benedetta” da venticinque minuti in più rispetto all’originale. L’effetto è disastroso, indipendentemente da montaggio e sceneggiatura.
Parliamo del film.
Austin, Texas. Serata brava per quattro ragazze scatenate a bordo di una rombante Chevy. Alcol a go go, incontri (poco) galanti con cafonissimi esemplari del sesso forte (?), ma soprattutto dialoghi allucinati, infiniti spossanti, a volte circostanziali ma abbondanti come sempre in Tarantino. Entra in scena il cattivo del film, uno splendido Kurt Russell versione coattissima, giacca di pelle, barba unta, pancia da una birra in più. A metà tra un meccanico di quartiere e il Michael Madsen di Kill Bill. Viene fuori che Stuntman Mike – questo il nome del balordo – ha un passato da cascatore professionista, e che ora si diverte ad ammazzare ignari guidatori in spettacolari incidenti automobilistici, a cavallo del suo bolide corazzato. Naturalmente le quattro pulzelle di cui sopra saranno le vittime designate dal pazzo maniaco.
Quattro anni dopo. Stessa situazione. Quattro amiche. Lo stesso Stuntman Mike, solo con qualche cicatrice in più. Stesso leitmotiv. Ma stavolta Mike casca male: le ragazze sono stuntwoman professioniste. Una lunghissima mezz’ora di vendetta fra inseguimenti in auto e legnate finali al povero Kurt Russell.
Primo tempo fantastico. Andatura lenta, ubriaca almeno quanto i protagonisti. A volte si ha la sensazione di tempi morti nella sceneggiatura. Ma sono tempi morti perfettamente calcolati. Grande movimento della macchina da presa. In Deathproof Tarantino estremizza i dialoghi de Le Iene e di Jackie Brown. Fin quando l’azione è nel bar la regia è ineccepibile. Visivamente straordinario è anche l’uso delle luci e degli scratch sulla pellicola: l’effetto è quello delle vecchie produzioni anni Settanta, piene di graffi sui singoli fotogrammi. Si arriva addirittura al taglio materiale della pellicola, il che causa rapidi salti narrativi (ellissi?). Tutto dice Tarantino all’ennesima potenza. E’ questo il caso di un regista che fa proprie le sue passioni – cinematografiche e non.
Nel secondo tempo Tarantino perde completamente la testa e il film se ne va a quel paese. Esattamente come il primo tempo risulta logorroico e zoppicante, il secondo è cazzone, trash, lontano anni luce dalle invenzioni alle quali il regista ci ha ben abituati. Poco originale sicuramente è la ripetizione della situazione: quattro ragazze, sboccate e scatenate, nel primo tempo, quattro ragazze, sboccate e scatenate, nel secondo. Quanto detto per il primo tempo non vale però per il secondo. Inutili i passaggi da bianco&nero a colore, quantomeno manieristici. Idem i dialoghi: qua nessuno vuole fare sterili moralismi – sono sicuro anzi che scriverò almeno una parolaccia cattiva cattiva prima della fine… - ma gli ultimi trentacinque minuti del film sono tutto un motherfucker qua, motherfucker là. Praticamente inutile quando ci fai due cocomeri così con inseguimenti lunghi mezz’ora. Ed ecco dunque un altro Tarantino, il regista che non distingue l’oro dalla pupù, che mescola tutto in un pastiche di Hazzard, La banda del Gobbo, almeno venti titoli alla La polizia non può sparare, Roma a mano armata, Blues Brothers e decine di film che erano uno schifo già trent’anni fa.
Ogni tanto spunta fuori qualche bella inquadratura di un piede molto curato. Leggo che Tarantino ha il feticcio dei piedi femminili. Questo è molto interessante ma ancora una volta fuori luogo all’interno del film. Questo il problema del regista: ama i b-movie cinesi, ci fa un film – ma Kill Bill era riuscitissimo; ama i trash anni ’70, ci fa un film; si arrapa coi piedi delle ragazze, mette i piedi nei film; è amicone di Rodriguez e di Eli Roth, s’imbarca in collaborazioni imbarazzanti mettendoci pure il nome. Magari è il tipico esempio di cineasta libero e spensierato, ma la sensazione è quella del fondo del barile che viene raschiato.
Snob? Moralisti? Forse semplicemente delusi da quello che è un bravo regista che ogni tanto si perde in un bicchiere d’acqua. Alla prossima con Hostel II con la Fenech e Deodato. Soob, non snob.
Regia: Quentin Tarantino
Soggetto: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Direttore della fotografia: Quentin Tarantino
Montaggio: Sally Menke
Interpreti principali: Kurt Russell (Stuntman Mike); Sydney Tamia Poitier (Jungle Julia); Vanessa Ferlito (Arlene); Rosario Dawson (Abermathy); Zoe Bell (Zoe); Rose McGowan (Pam); Omar Doom (Nat); Eli Roth (barman)
Musica originale: Jack Nitzsche
Scenografia: Steve Joyner & Cayalah Eddieblute
Produzione: Q. Tarantino & Erica Steinberg
Origine: Usa
Durata:. 127'
Info: www.grindhousemovie.net / www.medusa.it/grindhouse
Articoli e approfondimento: http://filmup.leonardo.it/sc_grindhouse.htm / www.imdb.com
Paolo Castronovo, settembre 2007.
Tarantino in Lankelot
Commenti
Amici! E' tornato paolo!
Ringrazio in primis per i tag!
In secondo luogo voglio abbracciare Gianfranco e fargli gli auguri per il nuovo romanzo. Appena letto libro e recensioni potrò essere più preciso - ma da certi estratti direi che è roba per me.
Spero d'essere più presente d'ora in avanti. Il pc è andato, vive di bervi momenti di lucidità ma per il resto è un catorcio...
felice d'essere di nuovo dei vostri
Hail little black angel
Ave amice!
Ben ritrovato, e un abbraccio forte a te. Volevo spedirti il libro, ma non mi hai risposto alla mail:). Prima o poi dobbiamo incontrarci, è ora, magari assieme agli altri romani. Prima della presentazione, dico:).
*
Il pc è andato? Assieme al mio. Vado di portatile da luglio... solidarietà:)
felicissimo di riaverti tra noi.
Cavolo!! Mi spiace! La mia mail è stata un cimitero per diverse settimane...
Prima della presentazione? Sicuramente!!!
Noi stiamo quasi tutti a Roma Ovest... Trastevere ti va bene, è in zona?
"Un fatto è senza dubbio che il cineasta statunitense abbia sempre pescato a piene mani dal cinema di genere, seguendo comunque una verve e soprattutto un’estetica del tutto personali. Denigrarne un film equivale a passare per cinefilo snob. "
> Se sapessi quanti cappottoni mi ha fatto Ian, prima di essere al CSC, quando azzardavo tre-quattro scappellotti ai film di Tarantino... ho passato anni di dura catechesi.
"Grindhouse - Deathproof sarebbe dovuto uscire nelle sale in coppia col suo gemello, Planet Terror, diretto dall?amicone di Tarantino Robert Rodriguez. Disastroso flop negli Stati Uniti, la distribuzione ha ben pensato di spezzare i due episodi e di distanziarne le uscite"
> Ma se avessero pensato di evitarci una mattonata? Separarla in due tempi diventa forse peggio...;)
"Deathproof risente enormemente della suddetta manovra di marketing. La versione europea è stata infatti ?benedetta? da venticinque minuti in più rispetto all?originale. L?effetto è disastroso, indipendentemente da montaggio e sceneggiatura."
> Ah. Ecco:). Ci piace distinguerci a tutti i costi...
"Magari è il tipico esempio di cineasta libero e spensierato, ma la sensazione è quella del fondo del barile che viene raschiato."
> Capito. Alla larga... ottimo pezzo, appassionato e pieno di informazioni.
5. Guarda, io non sono di Roma. Dalla fine del 2008 mi ci trasferirò più o meno permanentemente. Ma ho un sacco di amici romani, purosangue e d'adozione. Quindi non c'è problema: una zona vale l'altra!
6. Secondo me la rec non piacerà a molti. Ricordi quella di Sin City? M'aspetto una valanga di cazziatoni...
7. Confido un po' di più in Planet Terror. Secondo me è tutta questione di limitare le perdite in europa.