Al cinema era un po' di tempo che i trailers in testa alle proiezioni dei film venivano posseduti dal movimentato remake di una famosissima canzone, “Fame”, conosciuta e canticchiata un po' da tutti alla stregua de “La pappa col pomodoro”.
Da bravo italiano medio che si fa letteralmente lobotomizzare dagli spot pubblicitari non potevo non recarmi, dunque, in sala per visionare la pellicola di remake di quel film del 1980 di Alan Parker che portava il medesimo titolo del motivetto. Ovviamente chi scrive non si aspettava di certo un film rivelazione – lobotomizzato si, ingenuo no! - e che fosse all'altezza del precedente – vincitore di 6 premi Oscar – ma in qualche modo una certa vena gay-friendly mi ha comunque convinto a prendere posto nella sala già buia per verificare se lo spirito della pellicola primigenia fosse ancora intatto.
Fame – Saranno Famosi di Kevin Tancharoen racconta la storia di un gruppo di ragazzi che si preparano per le audizioni di una famosissima scuola di spettacolo, la New York City High School of Performing Arts, e poi proseguono il proprio percorso di studi all'interno dell'istituto per i successivi 4 anni, coltivando il sogno di diventare, un giorno, forse, se la Dea Bendata li arriderà, famosi. Tra archetti di viole e violoncelli, passi di danza classica e moderna, prove di canto e recitazione, i nostri giovani artisti tentano di barcamenarsi tra i mille impegni che li travolgono, siano queste lezioni con professori esigenti, batticuori più o meno intriganti, situazioni familiari al limite del paradosso e lavoretti saltuari per tirare acqua al mulino del proprio curriculum.

Per una serie di sfortunati eventi la versione visionata dal sottoscritto non è stata quella in lingua originale, costringendo chi scrive a vedere 107 minuti di film con un doppiaggio in italiano che aveva quel retrogusto di unghie sulla lavagna che penso non potrò mai scordare. Poiché conosco un pochino come avviene il doppiaggio, essendo entrato in studi di registrazione ed avendoci lavorato, mi chiedo come sia possibile confezionare un prodotto audio tanto scadente da risultare, a dir poco, cacofonico per chi è in sala e tenta con tutte le forze di non scappare dal cinema per dare un senso al biglietto che ha pagato!
Ora... quale è il problema di utilizzare come doppiatori persone che abbiano una minima cognizione di cosa sia la recitazione? Il budget! Ma amici miei, per fare un film ci vogliono gli attori, si può risparmiare sui grandi nomi e sulle performances da Oscar, ma non si può pretendere di mettere su un film senza neanche un alone di recitazione, è come mettere un neo-patentato alla guida di una macchina da formula uno: si spiattella alla prima curva che è un piacere per i paramedici tirarlo fuori!
Prendiamo il caso emblematico della signorina Naturi Naughton, che potremmo definire la protagonista del film: la ragazza ha certamente una bella voce, a giudicare almeno dalla canzone “Fame” che ha rieditato, ma tra tutte le persone che potevano doppiarla nel Bel Paese si doveva scegliere proprio l'ex concorrente di Amici e Giovanissima al Festival di Sanremo Karima Ammar?! Che le muse vi fulminino, signori miei.... la nostrana Karima ha anche lei una voce portentosa, anche migliore di quella della Naughton a mio parere, ma il fatto che possa spaccare una vetrata con un LA non vuol dire che sia adatta a recitare! L'elettroencefalogramma è piatto su tutta la linea, come il tono monocorde del suo doppiaggio, che è una continua nenia che fa addormentare!
Ma lasciamo perdere il doppiaggio, che altrimenti non se ne esce più e si rischia di essere troppo cattivi e prolissi, che io son sempre dell'idea che l'accanimento non sia affatto terapeutico, anche nella critica. Passiamo piuttosto alla Regia, al Montaggio ed alla Sceneggiatura...
… purtroppo non si hanno notizie di queste voci. Secondo Wikipedia alcuni individui hanno partecipato alla produzione del film come sceneggiatore, regista e montatore, ma credo che i frutti del loro lavoro siano andati perduti in corso d'opera: può essere ad esempio che la sceneggiatura sia stata rubata da un qualche fan della vecchia serie televisiva – spin-off del primo film – e ora sia tenuta in ostaggio in uno scantinato della Louisiana, o anche potrebbe essere successo che per un guasto ai computer il copione sia stato scritto a mano e siano incorsi errori di interpretazione della calligrafia... non so dirlo con esattezza, quel che è certo è che l'immane buco nero provocato dalla mancanza delle tre colonne portanti di un prodotto cinematografico urlava “Allo scandalo!” con un tono così alto da far sembrare la voce black della Naturi Naughton la pantomima degli urletti di un Teletubbies!

Note positive invece vanno alla fotografia ed alla colonna sonora – evidentemente gli unici aspetti del film su cui si voleva puntare – che risultano gradevoli ed all'altezza delle produzioni americane, che su questi fronti sono sempre un gradino superiore alla buona metà dei film made in europe.
Nel complesso non vi è molto da segnalare, non consiglio né di andarlo a vedere, né al contrario di fuggirlo come un toro inferocito sguinzagliato per le vie di Pamplona; tutto sta nel capire di cosa uno abbia voglia in un dato momento della giornata andando al cinema. Il film ha certamente delle potenzialità che non sono state espresse e che, d'altro canto, lo portano inevitabilmente ad essere accostato ad altre pellicole del genere, basti pensare a Save the last dance di Thomas Carter che sull'argomento ballo, black-music e commistione etnico-culturale-musicale rimane, almeno per me, un gradevolissimo prodotto in celluloide, neanche lontanamente accostabile a questo film, pieno di fumo ma privo del proverbiale arrosto!
Andrea Betti – 17 Ottobre 2009
Regia: Kevin Tancharoen. Soggetto: Christopher Gore (film 1980). Sceneggiatura: Allison Burnett. Direttore della fotografia: Scott Kevan. Montaggio: Myron I. Kerstein. Interpreti principali: Kay Panabaker,Walter Perez, Naturi Naughton. Produzione:United Artists Lakeshore Entertainment. Origine: USA, 2009. Durata: 107 minuti. Titolo originale: “Fame"
Commenti
Andrea Betti è andato a vedere il remake di "Fame".
In lui c'è qualcosa di eroico.
... o di profondamente masochista! =P
Temerario, davvero temerario.
"...mi chiedo come sia possibile confezionare un prodotto audio tanto scadente da risultare, a dir poco, cacofonico per chi è in sala e tenta con tutte le forze di non scappare dal cinema per dare un senso al biglietto che ha pagato!"
ah ah ah. Be' ma dai, potevi prevederle le terribili sorprese, vista la scelta del film.
"Nel complesso non vi è molto da segnalare, non consiglio né di andarlo a vedere, né al contrario di fuggirlo come un toro inferocito sguinzagliato per le vie di Pamplona.."
Hai scritto che sono del tutto assenti la regia, il montaggio e la sceneggiatura - e che gli attori sono cani, in sostanza. Come puoi essere così democristiano, poi, nel consigliarlo o meno ;) Ovvio che non devi consigliarlo, quanto meno in coerenza con ciò che hai scritto nel pezzo.
E' vero, non è un bel film Léon... però le musiche ti prendono, così come anche le immagini... alla fine se non si ha nulla da fare e si vuole battere il tempo con i piedi uno lo può vedere... senza contare che a volte vedere un film realizzato male può essere utilissimo per apprezzare veramente quelli fatti bene! ;)