Stanton Andrew

Wall-E

Autore: 
Stanton Andrew

Wall-E, l’ultimo film della Pixar (l'undicesimo) è, come al solito, un cartone più da grandi che da bambini.  Sfido chiunque a dire il contrario.
Ma Wall-E è, allo stesso tempo, anche un cartoon per tutti, per vari motivi: un bambino non può che apprezzarne la vivacità delle scene d’azione, la bellezza dei colori, la goffaggine del robottino impacchettarifiuti e la grazia e l’eleganza dell’ultrafuturistica Eve, dalla linea arrotondata e dal design molto simile ad un’Ipod. Può innamorarsi della storia e degli inseguimenti che caratterizzano la seconda parte. Un adulto, invece, non può che restare affascinato dall’idea alla base del film, può scorgervi tra le righe - neanche tanto - il messaggio ecologista, trovare richiami orwelliani e di tutto il filone di letteratura distopico. Si può innamorare dei paesaggi e dell’essenzialità della prima parte del film e dell’unione di cartoon e immagini reali, appassionarsi a cercare tutte le citazioni sparse qua e là. Porsi interrogativi su quanto sia reale (possibile?) la deriva obesizzante e narcotizzante mostrata nella seconda parte della pellicola.
Un breve riferimento alla trama, necessario: Wall-e è un robottino, l’ultimo, rimasto sulla terra a impacchettare i rifiuti accumulati e sversati dagli umani in giro per lo spazio, gli umani che hanno abbandonato la terra perché non più abitabile. Wall-e è lì, si aggira metodico tra i cumuli di rifiuti: li raccoglie, se li infila nella pancia, ne caccia fuori un cubo perfetto, e ammassa. La sua vita prosegue, la sua vita di automa, anche se piano piano pare stia diventando umano. Andrew Stanton (Alla Ricerca di Nemo) è il regista di questo film a cartoni della Pixar.  Si tratta di una summa di tutte le tecniche d’animazione finora sperimentate, unite ad una grande conoscenza della materia filmica e della storia d’amore. Un po’ di amore, molta azione e il gioco è fatto. Film d’amore? Film di fantascienza? Semplice cartoon? Un po’, un po’ e un po’. È evidente che Wall-e sia molto di più che un semplice cartoon, dal momento che presenta molteplici sfumature di lettura che un bambino non riuscirebbe a capire. Ma è bello anche solo lasciarsi trasportare dalle immagini animate e sognare per tutta la durata del film, divertendosi e commovendosi. Ci sono alcune sequenze davvero memorabili, come i primi quindici minuti che raccontano la vita di Wall-e sulla terra, l’inseguimento iperspaziale tra il robottino e Eve, ma anche quando il capitano obeso della nave scopre cosa era, cosa significava la terra. Impossibile anche non notare le molteplici citazioni: 2001: Odissea nello spazio, ma anche ET, Short Circuit, Alien, Blade Runner e Fino alla Fine del mondo.
Il lieto fine è obbligato, un po’ eccessivo, fin troppo melenso ma ci troviamo pur sempre in un cartoon, non dimentichiamolo.

Regia: Andrew Stanton  
Soggetto: Andrew Stanton e Pete Docter
Sceneggiatura: Andrew Stanton e Jim Reardon
Musica originale: Thomas Newman
Genere: Animazione 3-D
Origine: USA, 2008
Distribuzione: Walt Disney
Durata: 98’

Info: sito ufficiale del film

Antonio Benforte, 25 ottobre 2008

IN LANKELOT:
Stanton Andrew - Wall-E - rapace
Stanton Andrew, Unkrich Lee - Finding Nemo - drago

ISBN/EAN: 
8717418190866

Commenti

Rapace, in gran forma, presenta il nuovo film di Stanton, "Wall-E".
Buona lettura amices!

ehehehe, in gran forma proprio. Diciamo che qui ad urbino le ore si dilatano, e ho molti tempi morti. ;)

beh, nessun tempo è morto quando viene investito nelle arti. Approfittane...

piccola nota personale: ormai al cinema vedo più cartoon che film italiani :D

Léon sarà d'accordo:)

3 - Certo, sarà un soggiorno prezioso.

la pixar è fica è la migliore e non sbaglia un film

giusto giusto giustissimo

"è un cartone da grandi che da bambini. Sfido chiunque a dire il contrario. O meglio, è un cartoon per tutti"

hhihihi non so se ci hai fatto caso, ma hai composto un bel nonsense :)

"Il lieto fine è obbligato, un po? eccessivo, fin troppo melenso ma ci troviamo pur sempre in un cartoon, non dimentichiamolo"

Non importa, si perdona spesso un pessimo finale a un bel film (Will Ferrell insegna).

Io della Pixar ho visto pochino, mi è rimasto in mente un bel corto sulla vecchiaia. Credo abbia preso anche un premio importante.

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