Un metro e ottantotto centimetri, per ottantatre chili e mezzo. Questa l’aitante stazza di Morgan Spurlock, brillante regista trentacinquenne di Super Size me, simile nello stile ma non nel fisico al regista americano Michael Moore. Questo l’atletico e proporzionata silhouette con cui si presenta, in apertura di documentario, da un medico generico, da un cardiologo e un gastroenterologo per accurate analisi. Colesterolo? Perfetto. Trigliceridi? Perfetti. Sangue? Pressione? Cuore? Ogni dato è equilibratissimo.
Morgan Spurlock è una persona invidiabilmente sana.
Osserviamo l’audace regista-sceneggiatore mentre consuma il suo ultimo pasto “umano” preparatogli dalla dolce e vegetariana ragazza. Da quel momento ha il via il masochistico esperimento culinario. Regolamento: colazione, pranzo e cena da McDonald’s (diversi ed in più stati), senza nessuna eccezione, nessuno strappo alla regola. Un contapassi sempre addosso, perché le energie profuse con il moto siano quelle di un americano medio; se si supera il limite consentito: taxi. Qualsiasi panino, insalata, salsetta o novità di sorta dovrà essere ingurgitata almeno una volta nell’arco dei trenta giorni. Ogni volta che la commessa di turno chiederà “Vuole il Super size menù?” a pochi centesimi in più, il malcapitato dovrà accettare la proposta. Il Super size menù è una misura tipicamente americana che prevede delle dimensioni circa doppie del nostro “Menù grande” per i generi alimentari che comprende. La coca cola fa spavento, raggiunge quasi i due litri per bicchiere. Intramezzato da deprimenti e allucinanti statistiche e indagini di ogni genere sulle abitudini alimentari degli americani, assistiamo increduli al progressivo crollo psicofisico del temerario autore. Dopo tre giorni il primo “rigetto” successivo alla prematura prova del Super Size Menu, poi il primo impietoso responso della bilancia: 88 kg, 4,5 chili acquisiti in una settimana. Roba da non crederci.
Le interviste tra la gente sono spesso esilaranti, si percepisce in modo tragicomico come il fast food sia ormai componente radicata e insostituibile del vivere comune del popolo d’oltreoceano (e non solo). Si spendono parole di elogio per bocca dei più disparati (e in carne) interlocutori, non mancano scettici e denigratori, così come l’eccezione incomprensibile, di un segaligno americano che mangia sei Big Mac al giorno da decenni senza cedere niente alla linea. Allarmante e geniale la sequenza nella scuola elementare: alcuni bambini riconoscono la foto di George Washington, nessuno quella di Gesù, tutti l’accattivante volto del pagliaccio Ronald MacDonald, protagonista anche di un cartone animato. In questo caso si dice i tempi, i tempi…sarà ma qui parliamo di uno dei popoli più obesi del mondo e di dati relativi agli infarti causati da questo, in costante aumento.
Lucida anche l’indagine relativa alle mense americane, dove i cuochi sono ridotti a meri apriscatole e dove freschezza e qualità del prodotto sono ormai irrilevante dettaglio. Sotto accusa, manco a dirlo, le multinazionali fornitrici di scatolami, i cui interessi sono legge: viene sinceramente voglia di benedire e clonare l’ex ministro Sirchia!
Ma non è finita. Seconda pesata: 91 kg, sette chili e mezzo in due settimane, una pancia in “rapida ascesa” anche a vista d’occhio. Terza pesata e sorpresa: 90,5 kg. Si può dimagrire anche ingurgitando MacChicken, Mac Bacon e compagnia bella. È il resto questa volta che spaventa: giramenti di testa, depressione, vistoso calo delle prestazioni sessuali (secondo sconsolata testimonianza della ragazza), impressionante sbalzo dei valori.
La percentuale di grasso nel sangue alle stelle, il medico generico, inizialmente ottimista, costretto a rivedere il proprio pronostico e a chiamare in causa addirittura una metafora cinematografica: “Ha presente l’alcolizzato Nicolas Cage in ‘Via da Las Vegas’? Ecco, il suo fegato è ridotto così, se fosse un alcolizzato le direi di smettere immediatamente”.
Ma Morgan Spurlock continua e si trascina fino al trentesimo giorno rifiutando il consiglio anche degli altri due medici, increduli e preoccupati. Scopriamo che a Manhattan c’è un Mac ogni poche centinaia di metri e che in Texas, lo stato più grasso d’America, le cassiere saranno responsabili di ben cinque dei nove Super Size Menu propinati al neo-obeso regista. Il dati finali sono grotteschi: undici chili in più in un mese, un anno intero di cura vegetariana per smaltirli e riportare la propria salute nei limiti di guardia. Nomination all’Oscar come miglior documentario e già vincitore del Sundance festival, l’opera di Spurlock, sarcastica, intelligente e coraggiosa, è stata distribuita, almeno per quel che riguarda l’Italia, in modo semplicemente ridicolo sia per numero di sale che per tempo di rimanenza. Non immaginiamo i motivi, per carità…
Buon pasto a tutti!
Regia: Morgan Spurlock.
Soggetto e Sceneggiatura: Morgan Spurlock.
Direttore della fotografia: Scott Ambrozy.
Montaggio: Stela Georgieva, Julie Bob Lombardi.
Interpreti principali: Morgan Spurlock; vari.
Musica originale: Doug Ray, Michael Parrish, Steve Horowitz.
Scenografia: Joe The Artist.
Produzione: Morgan Spurlock.
Origine: Usa, 2004.
Durata: 100 minuti.
Articoli e approfondimento: L’Espresso / Castlerock
Giovanbattista Arlechino, settembre 2005.
Commenti
Nomination all?Oscar come miglior documentario e già vincitore del Sundance festival, l?opera di Spurlock, sarcastica, intelligente e coraggiosa, è stata distribuita, almeno per quel che riguarda l?Italia, in modo semplicemente ridicolo sia per numero di sale che per tempo di rimanenza. Non immaginiamo i motivi, per carità?
"Nomination all?Oscar come miglior documentario e già vincitore del Sundance festival, l?opera di Spurlock, sarcastica, intelligente e coraggiosa, è stata distribuita, almeno per quel che riguarda l?Italia, in modo semplicemente ridicolo sia per numero di sale che per tempo di rimanenza."
> Il Dvd almeno sta girando. Credo che in parte sia riuscito nell'impresa di informare e allertare. Non conosco più nessuno che vada più di una volta ogni tre anni da Mc. Missione compiuta?
[Spurlock] Impaginazione,
[Spurlock] Impaginazione, carattere e doppia locandina.