Soldini Silvio

Giorni e Nuvole

Autore: 
Soldini Silvio

Mi ricordavo di Silvio Soldini per il divertente e poetico “Pane e Tulipani”, film pluripremiato del 2000, ed Antonio Albanese come il mitico Alex Drastico, dunque mi chiedevo se fosse possibile che una simile accoppiata potesse dar vita ad un’opera che una parente mi aveva definito come :molto ma molto drammatica. Incuriosito, non ho chiesto ulteriori particolari e il giorno seguente mi sono avviato al cinema. Avendo visto il film e avendo visto le facce turbate delle persone che uscivano dalla sala, mi sono reso conto che forse Totò aveva ragione quando affermava che è più difficile far ridere una persona che farla piangere. I due quindi ci sono riusciti, eccome se ci son riusciti! Va detto però che non essendo un esperto di cinema mi sono chiesto se questo film possa essere realmente definito “drammatico”. Per intenderci non avrei difficoltà ad affermare che una trasposizione cinematografica di Romeo e Giulietta sia un film drammatico, ma si può fare lo stesso con un film il cui tema principale è le condizioni di vita di un disoccupato laureato di mezza età nel nostro Paese infarcito da alcuni ulteriori eventi drammatici familiari che però sono la diretta conseguenza del suddetto tema principale. Io lo definirei più come una critica al sistema socio-economico italiano che come film drammatico. Ma quindi chi ha ragione io o la mia parente? Non so, forse entrambe per cui proviamo a ridefinire questo film come una rappresentazione molto vero simile della drammatica esperienza della disoccupazione in un Paese in cui si parla tanto di flessibilità del lavoro ma a differenza di altri paesi non esistono adeguati sistemi di protezione sociale (ad esempio a differenza della Danimarca e il suo modello di flexicurity) e neanche molte speranze di trovarlo un nuovo lavoro (ad esempio a differenza degli Usa, dove se perdi un lavoro comunque sai che quasi sicuramente un altro lo trovi). Accidenti! La mia definizione è un po’ troppo lunga e mi rendo conto che probabilmente ho visto il film un po’ troppo come uno che ha scritto una tesi in Economia del lavoro piuttosto che come un appassionato di cinema, di grande cinema in questo caso (almeno a mio parere).
Lasciamo quindi perdere il problema della definizione del film che sicuramente gli avventori di questo sito sapranno risolvere con estrema semplicità e approfondiamo maggiormente i contenuti del film. Perdonate l’estrema brutalità con cui mi esprimerò ma questo film è un “La ricerca della felicità” al contrario. In poche parole, il film di Muccino parlava della situazione di disagio psichico ed economico di un disoccupato di mezza età afro-americano con annessi problemi coniugali, ma comunque con una speranza sancita dalla stessa Costituzione americana, il diritto di raggiungere la felicità. Ma allora vi chiederete dove sorge il contrasto? Il film di Soldini parla della medesima situazione di un cittadino di un Paese in cui la Costituzione garantisce a tutti il diritto dovere di lavorare. Il contrasto sorge se in quest’ultimo paese la Costituzione può essere elusa con un giro di parole e la precarizzazione del lavoro senza adeguate contromisure di protezione viene fatta passare come un modo per aumentare le opportunità lavorative, ma di fatto il diritto di lavorare è garantito solo al figlio di…, o all’amico di …
Ma andiamo oltre, in fondo queste mie affermazioni sono common knowledge. Nel film, un recruiter giovanissimo, figura lavorativa che per aver letto o sentito qualcosa sul linguaggio del corpo è convinta di conoscere approfonditamente la natura umana, chiede al dottor Michele Oliveri (Antonio Albanese) quale fetta lui destinerebbe al lavoro. La risposta intelligente ad una domanda così stupida non può che essere ironica: dipende dalla torta. L’economia classica ipotizza, per semplificare l’analisi del comportamento del lavoratore, che esista una dualità tra lavoro e tempo libero e che il salario serva a indurre l’individuo a sostituire il secondo con il primo.
Il giovane recruiter non sa probabilmente che questa ipotesi è una semplificazione, non è la Bibbia, e che la stessa Economia ha superato tale concezione semplicistica riconoscendo che il lavoro è una delle componenti essenziale della soddisfazione dell’individuo. Un individuo che non è felice sul lavoro, o che è disoccupato riverserà questa infelicità anche nell’ambito familiare (quello che succede infatti all’Oliveri), quindi come si può dire quale fetta attribuisci a due cose che sono interdipendenti? 
Quando Michele perde il suo lavoro, è come se perdesse la sua identità, perde la sua intraprendenza, inizia a sentirsi inutile, litiga con moglie Elsa e con la figlia, e questa isteresi raggiunge il culmine quando rinuncia alla ricerca di una nuova occupazione. Albanese riesce ad interpretare magistralmente questa trasformazione che avviene all’interno del dottor Oliveri, ciò mi induce ad affermare che scegliere lui per questo ruolo sia stata una mossa sacrosanta. Per quanto riguarda poi Margherita Buy (Elsa), nelle fasi iniziali del film sembra che il ruolo affidatole sia quello suo solito di donna insicura che vive in un mondo forse un po’ ovattato, col proseguire del film e la scoperta della condizione del marito anche lei si trasformerà, sarà costretta a rinunciare a vivere di sogni e a rimboccarsi le maniche per mandare avanti una famiglia in cui Michele è ormai entrato in uno stato catatonico. Un' ottima interpretazione anche la sua, anche se a mio parere in tono minore rispetto ad Albanese. Il film è ambientato in una splendida ma grigia Genova, quasi a voler sottolineare anche con le condizioni atmosferiche la grigia situazione dei protagonisti della vicenda. Soldini in un’intervista da Fazio, ha affermato di essersi accorto della continua presenza delle nuvole nelle sue inquadrature solo nella fase di montaggio e di aver voluto introdurre questo elemento nel titolo del film. Personalmente non ci credo, o è stato molto fortunato oppure la sua scelta è stata premeditata.


Per me è un ottimo film e ve lo consiglio caldamente.

Regia: Silvio Soldini
Sceneggiatura:  Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli, Silvio Soldini
Fotografia: Ramiro Civita
Musiche: Giovanni Venosta
Montaggio: Carlotta Cristiani

Produzione: Amka Films Productions, Lumière & Co.,RTSI Televisione Svizzera
Distribuzione: Warner Bros Pictures

Interpreti principali: Antonio Albanese, Margherita Buy.
Anno di produzione:2007
Durata:116 min.
Tipologia: lungometraggio
Genere: drammatico
Paese: Italia e Svizzera

Altri titoli: Elsa - Days and Clouds
Presentato al festival del cinema di Roma

IN LANKELOT:
Soldini Silvio - Agata e la tempesta - rapace
Soldini Silvio - Giorni e Nuvole - redgabriel

ISBN/EAN: 
7321958033456

Commenti

Sperimentiamo una recensione cinematografica. Non siate troppo severi che mi demoralizzo. :-)

Intanto ave - ho inserito il basilare tag "cinema". A prima o poi per i commenti, e grazie per la condivisione

"molto ma molto drammatica"

> Col tono di Alex Drastico? Molto ma molto...

Magari ingrandisco un po' il carattere.

"rappresentazione molto vero-simile"

> Senza trattino

"Un individuo che non è felice sul lavoro, o che è disoccupato riverserà questa infelicità anche nell?ambito familiare (quello che succede infatti all?Oliveri) , quindi come si può dire quale fetta attribuisci a due cose che sono interdipendenti? Quando Michele perde il suo lavoro, è come se perdesse la sua identità, perde la sua intraprendenza, inizia a sentirsi inutile, litiga con moglie Elsa e con la figlia, e questa isteresi raggiunge il culmine quando rinuncia alla ricerca di una nuova occupazione."

> Questo è estremamente interessante...

"Un ottima interpretazione anche la sua, anche se a mio parere in tono minore rispetto ad Albanese."

> Un'

5) uh grazie

nada. grazie a te.

caspita eppure rileggendo non me ne ero accorto di queste sviste!

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